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PARCHI A RISCHIO: RUSPE DEI ‘GIUSTI’ SUL MONTE STELLA

Stefano Mansi | mercoledì 5 dicembre 2018

Un albero di acciaio marrone altro 4 metri, 2 totem alti 2,5 metri, muri alti 90 centimetri e un auditorium da 250 posti. Il megacantiere dei ‘Muri dei Giusti 2.0’, le ruspe dell’associazione Gariwo alla riscossa dopo la sonora bocciatura di tre anni fa, nell’autunno 2015 poco prima delle elezioni. Non cambiano le dimensioni dell’area concessa dal Comune di Milano all’associazione ‘Giardino dei Giusti’ nel 2015, non cambia il progettista Stefano Valabrega, non i materiali più contestati come il corten (in foto),

un acciaio dal color merda incongruo rispetto all’ambito naturalistico nel quale verrà inserito in quantità industriali: il Parco del Monte Stella. Un’area verde ‘creata ‘ negli anni Cinquanta dall’architetto Piero Bottoni, studiata in tutto il mondo ma rimasta incredibilmente priva di vincoli di salvaguardia così come tutto il quartiere QT8 ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del paesaggio 42/2004, alla mercee di progetti, costruzioni, sopraelevazioni poco congrue sia con la destinazione a parco che con il disegno originario del quartiere. E soprattutto non cambiano le modalità con cui il Municipio 8, retto da una maggioranza P.D. Sinistra X Milano già resasi responsabile nel 2013 del voto favorevole all’entrata delle contestate Exporuspe al Parco di Trenno e al Parco Pertini per le vie d’Acqua, ha diffuso la notizia ai cittadini lo scorso lunedì. Molti fotomontaggi, alcune descrizioni sommarie e soprattutto planimetrie non quotate, nessuna tavola progettuale tecnica, nessuno studio di fattibilità serio per le fondazioni delle opere che dovranno intervenire in un parco molto fragile, costruito sopra detriti della II Guerra Mondiale dove potrebbero intervenire problemi di instabilità. Non cambiano nemmeno i politici coinvolti del Municipio 8, col Presidente Simone Zambelli di Sinistra X Milano e il verde Enrico Fedrighini (nel 2015 contrario, oggi favorevole ai ‘Muri dei Giusti’) coinvolti nel voto favorevole dell’apposita commissione riunitasi lunedì 3 dicembre al Bonola, sede del Municipio.

Tra le ‘vecchie’ conoscenze dei cittadini, troviamo anche Alessandra Rossi, l’architetto comunale progettista delle contestatissime Vie D’Acqua, oggi responsabile della Progettazione dell’Arredo Urbano Monumenti e Fontane. Tutta l’operazione, gestita dall’assessorato al Verde del giovane assessore del P.D. Pierfrancesco Maran, è giunta come un fulmine a ciel sereno a 2 settimane da Natale, con una delibera che recepisce in pieno le previsioni ‘tagliaburocrazia’ introdotte dal Governo Renzi sulla legge 241/1990, l’art 14 e 14 bis, al fine di velocizzare i tempi della resa dei pareri da parte delle istituzioni coinvolte. Lì dove erano previsti tempi ‘umani’ per l’analisi dei progetti, oggi c’è il ‘silenzio assenso’ che scadeva oggi, meno di 15 gg lavorativi dall’invio della proposta progettuale per uffici comunali e istituzioni straoberate di lavoro, che scontano 10 anni di blocco delle assunzioni e varie riorganizzazioni tagliaorganici. Là dove i cittadini, le associazioni e i comitati interessati potevano intervenire nel procedimento con opportune valutazioni e richieste oggi c’è solo la Conferenza ‘Decisoria’ che di fatto ha tagliato fuori i soggetti interessati come i cittadini che frequentano il parco e i Comitati di zona da ogni valutazione.

L’unico ente esterno consultato è infatti la Soprintendenza ai Beni Culturali di Palazzo Litta (Corso Magenta), soggetto che attraverso la sua responsabile massima Antonella Ranaldi aveva già dato il suo parere positivo al precedente progetto, soprannominato dai comitati (S.Elia e Proteggiamo il Monte Stella) ‘I Muri dei Giusti’ (foto allegata) vista la presenza di lunghi muri alte oltre 2 metri a occultare la visuale di un’ampia fetta di parco. La delibera coinvolge anche i dirigenti comunali che dovranno firmare il via libera ai progetti, con responsabilità di tipo personale rispetto agli assensi conferiti in un’area verde pubblica che insiste su tonnellate di detriti coperti da poche decine di centimetri di terra. Nessun accenno, invito o coinvolgimento dei cittadini che riunitisi in Comitati avevano osteggiato la prima stesura del progetto datata 2015. ‘Intanto i consiglieri han votato per ordini di scuderia, ‘ci spiega Donatella Del Col, una delle animatrici del Comitato Proteggiamo il Monte Stella, ‘Lunedì al Bonola in commissione hanno ammesso di non aver nemmeno guardato le tavole.

E le planimetrie che ci sono state fornite non erano in scala, rendendo impossibile un analisi puntuale delle numerose opere che andranno a insistere sul Parco ideato negli anni Cinquanta da Piero Bottoni. Resta un grande auditorium e percorsi che andranno a insistere là dove oggi vi sono dei prati. Con tutti i rischi per il delicato equilibrio degli animali e le essenze arboree che oggi ospita il parco di un vero e proprio spazio per concerti.’ ‘La più discutibile tra le opere che ci hanno permesso di visionare, seppur limitatamente’, ci spiega Luciano Mura, un abitante della zona impegnato nella salvaguardia delle aree verdi, ‘E’ l’Albero scultura in corten alto più di 3,5 metri, elemento peggiorativo rispetto al già invadente progetto del 2015. Una struttura in acciaio corten contorniata da caditoie e scarichi, sedute.’ Resta da capire il perchè della conversione del consigliere verde Fedrighini, nel 2015 animatore dei cittadini contro il progetto di Gariwo e oggi favorevole agli interventi che andranno a stravolgere l’aspetto attuale del Parco. Interventi che fanno il paio con le altre opere previste, sempre per opera dello stesso assessorato in aree verdi dell’Ovest Milano: i 35 ettari di piazza d’Armi dove è prevista la costruzione di edifici e il Parco delle Cave dove allacciamenti fogniari, bar, sedi comunali e percorsi pedonali in cemento sono appena stati deliberati dal Municipio 7.

‘Il rischio è quello di vedere il verde pubblico, i parchi comunali, non tutelati nella loro integrità, anche per il rispetto di essenze erboree e animali che li abitano’, ci spiega Giovanni C., una delle Guardie Ecologiche Volontarie che opera da anni tra Cave, Trenno e Bosco in città, ‘Ma utilizzati come merce di scambio elettorale con associazioni e gruppi di interesse vari, più o meno amici dell’amministrazione con cui sono in rapporto attraverso progetti, concessioni, contributi. Invece i parchi e le aree verdi andrebbero tutelate nella loro interezza, c’è tanto spazio già impermeabilizzato e asfaltato a Milano, perchè insistere con queste scelte suicide?’. Intanto il Comitato Proteggiamo il Monte Stella sta preparando una prima assemblea cittadina per informare i frequentatori del Monte Stella della grandezza del cantiere