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Cultur(A)

Paolo Spagnuolo, “Milano odia. La polizia non può sparare. Storia di un cult nell’Italia degli anni settanta”, Milieu Edizioni

pablo | lunedì 25 febbraio 2019

Si può raccontare un’epoca attraverso un singolo film? È questa la domanda, ovviamente retorica, a cui risponde affermativamente questo bellissimo libro del giornalista e critico Paolo Spagnuolo.

“Milano odia. La polizia non può sparare”, pellicola capolavoro di Umberto Lenzi a cavallo tra poliziesco e noir ambientata nella Milano di metà anni settanta, è un grande film per molti motivi: la colonna sonora di Ennio Morricone, l’interpretazione straordinaria di Tomas Millian, il montaggio veloce e naturalmente la regia, modernissima, del già citato Umberto Lenzi. Ma anche perché rappresenta un’epoca, la metà degli anni settanta, in cui la violenza dilagava nelle strade del nostro paese e le forze reazionarie alzavano il tiro: si pensi alla bomba fascista in piazza della Loggia a Brescia e al tentativo di colpo di stato “soft” di Edgardo Sogno. Questo volume è un tributo ad un film cult, di cui contiene preziosissimi materiali d’archivio (sceneggiatura dattiloscritta, soggetto, locandine, foto di scena, pubblicità, recensioni) e una serie di interviste esclusive a quasi tutti i soggetti coinvolti nel film, compresi cast tecnico ed attori, ma è anche un tentativo di inquadrare la pellicola nel contesto culturale dell’Italia del 1974, dilaniata dalle sue mille contraddizioni. Ottimo lavoro!