MilanoX

News & Eventi Eretici

Tweet storm

Loading...

Ecotopia

Pandemia e drug economy.

pablo | lunedì 23 marzo 2020

Nei giorni scorsi ho intervistato anonimamente consumatori e operatori sociali e sanitari che si occupano di tossicodipendenze. Ecco cosa mi hanno raccontato.

Le grandi piazze dell’eroina a Milano.

La piazza di Ceriano Laghetto-Solaro, a metà strada tra Saronno e Bovisio si è quasi del tutto fermata in seguito ad una serie di retate avvenute prima dell’emergenza Covid, circa 3-4 settimane fa. In questa zona c’è ancora qualche raro tossico, ma sono presenze sparute perché questa piazza è di fatto chiusa.

Pure a Rogoredo il traffico di roba e coca è calato tanto, circa dell’80%. Anche in questo caso il calo – ricordo che qualche mese fa la piazza arrivava a raccogliere 1000 consumatori al giorno – è dovuto a manovre repressive e non al Covid. In questa zona tuttavia ci sono ancora un paio di centinaia di tossici stanziali, che vivono accampati, o che comunque per motivi di prossimità abitativa o lavorativa bazzicano la zona. Lo spaccio c’è ancora, anche se molto ridotto, con orari precisi e in un altro punto, non più nel famoso boschetto. Ora funziona a chiamata, visto che i tossici più sgamati hanno il numero del pusher. I “pusher telefonici” quel che prima vendevano a 20, ora lo piazzano a 25. ll metadone, cha al bosco veniva venduto a 0,50 per ml prima dell’epidemia, adesso viene offerto anche a 2 euro.

A San Donato un consumatore abituale mi ha segnalato la presenza di eroina che provoca reazioni allergiche.

Consumatori di eroina.

Da quando c’è l’epidemia sono molto più in ansia. Molti tossicodipendenti homeless non riescono più a raccogliere le elemosine, cosa che serve loro non solo per farsi, ma anche per sopravvivere. Sono sempre di più quelli in astinenza. Essendo state chiuse le mense caritatevoli alcune associazioni forniscono dei sacchetti di cibo al posto dei pasti caldi. Molti tossici, soprattutto i primi giorni delle restrizioni, non capivano bene la situazione e quindi tendevano a fare ragionamenti paranoici.

Alcuni SerD, le strutture pubbliche che si occupano di tossicodipendenze non fanno più entrare le persone nelle strutture. Però continua la somministrazione di succedanei dell’eroina, fornendo spesso scorte più generose. Prima infatti la maggioranza degli eroinomani doveva recarsi ogni giorno presso le strutture per ricevere il metadone o altro, ora vengono fornite quantità maggiori, sufficienti per più giorni o per una settimana, in maniera di evitare code o sovraffollamenti delle strutture.

Consumatori di cocaina.

A Rozzano, zona sud di Milano, non si trova più coca da qualche giorno. I pusher hanno spento i telefoni, i servizi di delivery sono tutti off line. Prima di chiudere i battenti i “cavallini” hanno avvisato i clienti che il servizio sarebbe stato interrotto a breve. La stessa è successa, negli stessi giorni, a Berlino. Le ultime consegne sono state effettuate, con la scusa dei maggior controlli, con sovrapprezzo di 10-15 eu a busta. I prezzo della coca a pezzo è quindi passato da 70 euro a 80-85. Per quanto riguarda i cocainomani in cura presso il SerD, non essendoci terapie sostitutive come nel caso degli eroinomani, in generale vengono trattati tramite colloqui con psicologi, che però al momento sono interrotti o rallentati, o che nei casi più fortunati si svolgono in via telematica.

Consumatori di cannabis e derivati.

Erba e fumo scarseggiano. Fortunato chi autoproduce erba, che è al riparo dei rincari che si sono registrati da una settimana o due a questa parte. Molti stanno comprando semi, o cercando di farlo, visto che gli shop sono chiusi. Alla stazione centrale di Milano, dove fino a qualche settimana fa gruppi di pusher vendevano piccole quantità d’erba, è rimasto giusto qualche homeless. In città il prezzo dell’erba in quattro settimane ha preso a salire, arrivando a rincari del 30-40%. Quel che al dettaglio costava 8-10 ora viene venduto anche a 13.

In una cittadina industriale del nord italia il fumo è aumentato del 50% nel giro di un mese. Nella provincie più remote il prezzo di cannabis e derivati è di fatto raddoppiato. Una panetta di fumo scadente, che prima costava 300, ora si trova a 600.

Consigli per la riduzione del danno.

I pronto soccorso, che di solito si occupano di alcuni problemi come i fuori vena o altre questioni, sono congestionati. Molti tossicodipendenti hanno paura di stare male (alcune fonti mi dicono che sta girando roba più tagliata e non si sa come) e per questo stanno rimettendo in discussione il fatto di farsi da soli. Gli operatori di strada suggeriscono di fare così, ma adoperando alcune precauzioni.

1) Non condividere i materiali e gli strumenti d’uso (neanche la stessa fiala d’acqua)

2) Non condividere sigarette (neanche quelle elettroniche), pipette, bonghetti, canne, pippotti, bottiglie, bicchieri o siringhe.

3) Se proprio non si può evitare di condividere strofinare le parti che entrano in contatto con la bocca con tamponcini alcolici.

4) Butta via subito in un cestino il materiale che hai usato per fumare, pippare ed iniettare.