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Generazione (A)

Omaggio all’Antifascismo Antistalinista di Orwell

| sabato 26 gennaio 2013

by Anarcosocialista Gallaratese

Quando si dicono le coincidenze. L’altro giorno prendendo dallo scaffale della libreria Omaggio alla Catalogna in preda a una gran voglia di rileggerlo, non sapevo che il 21 gennaio fosse il giorno della morte, avvenuta nel 1950, di Eric Arthur Blair, vero nome di George Orwell, il geniale scrittore di 1984, La fattoria degli animali e tanti altri romanzi, saggi, scritti autobiografici fra cui appunto l’amatissimo (dagli antiautoritari) Homage to Catalonia pubblicato nel 1938 ancor prima della fine della guerra civile spagnola, dal quale Ken Loach ha tratto nel 1995 il film Terra e libertà.

Orwell arrivò a Barcellona nel 1936 “con la vaga idea di scrivere articoli per la stampa, ma poi mi ero arruolato quasi subito nella milizia, perchè in quel momento e in quell’atmosfera sembrava l’unica cosa concepibile da fare” scrive. Finito l’addestramento, raggiunse il fronte nel gennaio del 1937, prima di stanza ad Alcubierre poi nelle trincee vicino a Saragozza, dove restò ammirato dalle milizie del Poum, che nonostante le inefficienze organizzative garantivano molti volontari – ufficiali e soldati semplici tutti, donne e uomini, con la stessa divisa a discutere da pari il da farsi – poche diserzioni e la disciplina di guerra necessaria.
Il Poum (Partido Obrero de Unificación Marxista) era un’organizzazione d’ispirazione trozkista e antistalinista, nato nel 1935 dalla convinzione che la guida politica di contadini e operai spagnoli non spettasse né al partito socialista – diviso in varie correnti e troppo vicino alla borghesia – né al partito comunista – asservito all’Unione Sovietica e autoritario all’interno e all’esterno.

In seguito, Orwell si unì a un contingente di inglesi, militanti dell’Independent Labour Party, partito affine al Poum. “Sto diventando un convinto socialista democratico” scrive nel libro, per poi, tornato a Barcellona, e preso atto dello scemare del fermento rivoluzionario trovato all’arrivo, annotare che gli sarebbe piaciuto unirsi agli anarchici. Invece, cerca senza riuscirci di entrare nelle Brigate Internazionali – autorizzate dal Comintern sovietico e approvate da Largo Caballero, il socialista capo di governo della repubblica spagnola – per andare a difendere Madrid assediata dai fascisti del generale Franco.

Dopo gli scontri, nel maggio, tra le guardie d’assalto comuniste dirette da Stalin e i lavoratori anarchici della Cnt, che fecero parecchi morti e feriti, nei quali si era ritrovato coinvolto a difesa di una sede del Poum attaccata dai comunisti, sconcertato, Orwell lasciò Barcellona per ritornare a combattere ancora con le milizie del Poum in Aragona, finché ferito alla gola nei pressi di Huesca da una pallottola, e considerato non più idoneo alla guerra, fu congedato.

Fatto ritorno nuovamente a Barcellona, scoprì però che le milizie del Poum erano state sciolte – qualcuno tra i combattenti si era unito agli anarchici, dichiarati però anch’essi fuorilegge, e altri avevano riparato all’estero. Per ordine del nuovo governo del borghese Juan Negrin, instaurato su ordine di Mosca, il partito era stato messo al bando con la falsa accusa di alto tradimento e spionaggio (il Poum era al servizio dei franchisti, da cui prendeva direttamente gli ordini).

Ricercato dai comunisti, Orwell riuscì a sfuggire all’ondata di repressione politica che seguì e lasciare definitivamente la Spagna insieme alla moglie. “La storia si è fermata nel 1936. Dopo, è solo propaganda” scriverà in 1984, riassumendo lucidamente, in poche, lapidarie parole, tutta la drammatica verità dell’esperienza vissuta.