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Generazione (A)

Omaggio alla Catalogna del 19 Giugno

| martedì 21 giugno 2011

by Leo Catelli

Il 19 giugno in tutta la Spagna si sono svolte manifestazioni di protesta da parte degli indignados del movimento 15m. A Barcellona la convocazione del corteo è in piazza Catalunya alle 17, il cuore della capitale catalana, occupata appunto dal 15 maggio, la data che segna l’inizio della sollevazione della gioventù precaria e di tutta la società civile a Madrid, Barcellona e in tutte le città iberiche.

L’occupazione è proseguita nonostante la divisione tra chi voleva tenere la piazza a oltranza e chi voleva lavorare nei quartieri per la crescita del movimento. La piazza è enorme e si fa fatica a riempirla. Poi minuto dopo minuto dai quartieri di Barcellona come il Raval, Gracia, l’Eixample, Poble Sec, Casc Antic e via dicendo arrivano i cortei che riempiono finalmente la piazza. Quando la testa della manifestazione avrà raggiunto la fine del percorso, molti manifestanti non si sono ancora mossi. I numeri del lotto rivoluzionario del 19j a Barcellona dicono 270 mila manifestanti.

Il tutto avviene a pochi giorni di distanza dalle “violenze” fuori dal parlamento catalano del 15 giugno, con i parlamentari costretti ad arrivare in elicottero per evitare la folla ai cancelli. Il tentativo di dividere, indebolire e criminalizzare questo movimento indipendente è fallito miseramente, nonostante le minacce dei politici locali come Arturo Mas e Josep Puig, rispettivamente il presidente delle Generalitat, il governo regionale, e il “ministro” degli interni della Catalogna autonoma, e nonostante l’ostilità e le distorsioni di tutti i canali televisivi e di quasi tutti i media.

La manifestazione è stata gigantesca e ha ricevuto di continuo sostegno dalle persone alle finestre, la sensazione di simpatia popolare era evidente. Anche l’invisibilità e la mimetizzazione delle forze dell’ordine ha evitato che la tensione montasse esponenzialmente, come è avvenuto in precedenti occasioni.

A far parlare la manifestazione oltre alle onnipresenti maschere di V for Vendetta, qualche bandiera della repubblica spagnola del 1931-39, qualche bandiera greca (Atene è un altro epicentro della grande rivolta europea contro l’austerità), qualche bandiera anarchica, una dozzina di striscioni, ma soprattutto migliaia di cartelli autoprodotti dai manifestanti stessi. Dal più diffuso “Noi la vostra crisi non la paghiamo” a “Error 404: Democracy Not Found”, “Il futuro della Spagna: emigrare in Germania”, “Fuck Austerity”, “Puig Dimissioni”, “Sciopero Generale Europeo!”, “Nè Lato A Nè Lato B, Vogliamo Cambiare Disco”, ecc. ecc…

Grazie ai numeri enormi la Catalonia è stata in risalto il 19 giugno, ma ovviamente neanche in Castiglia, dove è avvenuta la prima acampada in Puerta del Sol, sono stati a guardare: a Madrid la piazza del Nettuno è stata riempita da almeno centomila persone provenienti da sei grossi cortei convergenti.

Da Valencia alle Canarie, fino ai Paesi Baschi, in ogni città e cittadina gli indignati hanno fatto sentire il loro impatto. Un movimento che sembrava in difficoltà non solo ha ripreso ossigeno, ma rilancia nei numeri e nei contenuti la mobilitazione, lanciando per il 23 luglio una grande manifestazione di massa a Madrid. Da Valencia è persino partita la marcia per raggiungere a piedi Madrid per la manifestazione!

Dalla Spagna arriva un messaggio chiaro: l’orgia del potere è finita, chi vuole il rispetto popolare se lo deve conquistare e non sarà facile per nessuno. La lotta degli indignati non è finita, la Grecia è dietro l’angolo, la Spagna è vicina, il vento soffia forte e non conosce frontiere. Il neoliberismo nacque per sconfiggere la democrazia reale. Ora che è entrato in crisi terminale, la società si muove per riconquistarla. In tutta Europa.