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Odontoiatria leghista: ladra e islamofoba

| giovedì 25 febbraio 2016

dentistil

l’eco della comancha

Il Maroni che ha acceso il Pirellone di tutti i Lombardi, quindi anche di quelli gay, in omaggio al Family Day della reazione vaticana, ne ha incassate due in pochi giorni che manderebbero a terra anche un pugile meno suonato di lui.

Prima Rizzi, il suo braccio destro che ha realizzato la riforma della sanità lombarda che deve preludere alla divisione deella regione in Cantoni (inclusi Insubria e Val Padana), viene messo dentro per un giro losco di megamazzette sulle cure dentarie ai bambini realizzati con materiali fuffa ma fatti pagare una cifra al contribuente, poi la Corte Costituzionale l’altro giorno ha decretato che il suo regolamento condominiale antimoschee viola la libertà di confessione scritta nella Costituzione (e mica solo la nostra; quella di tutti i paesi minimamente civili).

Lasciamo perdere che Pisapia in cinque anni non ha risolto la questione della moschea a Milano (alla cui risoluzione è alle prese il Majo che vuol lasciar fuori dal Palasharp i musulmani di Jenner, cioè la maggior parte di chi attualmente frequenta Lampugnano nelle preghiere collettive – sarà Sala a dirimere la questione, ma dopo le elezioni), ma lo sfigato Bobo Maroni cerca di tramutare la sconfitta cocente per islamofobia evidente inflitta dalla Consulta (così chiamano la Corte Costituzionale quelli che sono familiari col potere) in complotto di “sinistra” che vorrebbe far Allah grande anche in Italia, perché sotto sotto è in combutta coi terroristi.

Insomma il messaggio di Maroni e Salvini è: sì, siamo ladri come prima, più di prima, però non fidatevi degli altri che vi portano l’arabo in casa e l’Isis sul barcone. Ma il tentativo è patetico: gli alleati dei LePen han fatto una figura di merda galatttica ed è da prevedere una migrazione di massa verso i 5stelle. Che sull’immigrazione sono ambigui e non fanno ancora parte della casta. Hanno ostacolato le famiglie gay, ora degradate a coppie di fatto dai cattolesi di Alfano, pur di farla a Renzi, e ormai intercettano la rabbia e lo sconcerto verso che il mondo che cambia precipitevolissimevolmente assai meglio della banda varesotti e delle loro logge corrotte. C’è poco da consolarsi, perché irrazionalità e stupidità continueranno a regnare da Roma alle Alpi, particolarmente in Lombardia dove le elezioni regionali non saranno che nel fottuto 2020.