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NUOVA CITTADELLA COMUNALE: VENDITE E TRASLOCHI ENTRO IL 2024

Stefo Mansi | lunedì 25 giugno 2018

Un piano di vendite immobiliari, traslochi e nuove costruzioni per gli uffici del Comune di Milano parte dei suoi 15mila effettivi. L’amministrazione è sempre più in difficoltà nella gestione dell’enorme patrimonio immobiliare che sconta decenni di mancate manutenzioni con problemi sulla sicurezza di molti edifici pubblici, dalle sedi degli uffici a quelli di asili e scuole. Nel listino dell’asta di vendite non c’è solo il palazzo di via Pirelli 39 che sovrasta Melchiorre Gioia, chiuso nel 2015 e i cui lavori di smaltimento amianto non si sono ancora conclusi. Indiscrezioni parlano del grande palazzo di via Vico, attuale sede del settore informatico del Comune a due passi da Sant’Ambrogio, e dell’enorme palazzo di via Bergognone in Porta Genova, ristrutturato completamente non più di 15 anni fa, forse uno dei pochi edifici comunali oltre a Palazzo Marino ad essere a norma. La Giunta Sala ha programmato un piano di vendite da 160 milioni di euro che, oltre a generare un cospicuo avanzo in conto capitale, andrà a finanziare costruzioni e trasferimento di oltre 5.500 dipendenti comunali in uno spazio in Cenisio di fianco a quello oggi occupato dalla scuola di circo, confinante con lo scalo Farini. Le tempistiche parlano del 2024 anche se molti dipendenti comunali coinvolti si mostrano scettici. ‘E’ dagli anni ’90 che si parla di accorpamenti e vendite’, spiega un veterano di via Bernina (Maciachini), attuale sede (in affitto dal 2015) dell’area tecnica e della Direzione Urbanistica. ‘Prima dovevamo andare nelle torri costruite di fianco a Garibaldi F.S., poi in Porta Romana, oggi allo Scalo Farini, vedremo. E’ un argomento che non suscita molto stupore anzi, di qui al 2024 la metà dei colleghi sarà andata in pensione.’ Ulteriori 1500 dipendenti di altre sedi minori, come gli uffici che resistono all’incedere di Hotel e ristoranti di lusso in Galleria (settore Ambiente e Agricoltura di piazza del Duomo 21) e di via Dogana, Silvio Pellico saranno trasferiti nelle nuove sedi, palazzine ‘modulari’ di 10 piani l’una, in una seconda fase. Resta in bilico (vendita?) il futuro di altri edifici pubblici da tempo vuoti come il palazzo di via Rugabella, la sede delle politiche Sociali in Largo Treves e in via San Tomaso mentre dovrebbero restare al comune il Palazzo di Piazza Beccaria, Palazzo Reale e via Larga, anche se quest’ultimo edificio necessiterebbe di una completa ristrutturazione: parti strutturali sono in condizioni difficili (scale) ed è privo di certificato di prevenzione antincendi.