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Ecotopia

“Non è un Paese per Fossili”: la Rainbow Warrior Fa il Periplo d’Italia

| lunedì 16 giugno 2014

RW3

Arriva per la prima volta in Italia a fine giugno la nuova Rainbow Warrior (la prima fu affondata da Mitterrand negli anni ’80), che è la nave ammiraglia di Greenpeace varata nel 2011 e attualmente impegnata in un tour sui cambiamenti climatici, per promuovere le energie rinnovabili e l’efficienza energetica, contro il ricorso ai combustibili fossili.

Il tour “Non è un Paese per Fossili” vedrà la nave in azione a sostegno della lotta dei cittadini e dei comitati locali che combattono contro le energie fossili – carbone e petrolio.

Da Vado Ligure a Saline Ioniche, da Palermo a Brindisi la nostra nave toccherà i luoghi dove si produce energia (o si minaccia di produrla) in modo tanto anacronistico quanto dannoso per l’uomo e l’ambiente
e dove i comitati locali da tempo chiedono il passaggio ad energie verdi.

«La nuova Rainbow Warrior è una perfetta ambasciatrice della rivoluzione energetica che chiediamo» spiega Alessandro Giannì, direttore campagne Greenpeace Italia. «Progettata per ridurre al minimo il consumo di carburanti, possiede un rivoluzionario sistema di alberatura che sorregge 1.260 metri quadrati di vele. La forma dello scafo e l’acciaio ultraleggero impiegato contribuiscono a raggiungere quest’obiettivo».

Nel corso del tour italiano sarà possibile per chiunque lo desideri visitare la nave e conoscere la missione dei “guerrieri dell’arcobaleno”, il soprannome degli attivisti di Greenpeace, coniato da Bob Hunter quando la ONG globale era agli esordi (ed era più anarchica e antiautoritaria). Tre gli appuntamenti previsti: il 28-29 giugno a Genova, il 5-6 luglio a Palermo e il 2-3 agosto a Brindisi.

Dalla vela principale alla scialuppa di salvataggio, dagli oblò agli strumenti di navigazione, gli oltre 400 mila componenti della nave sono stati acquistati o costruiti con il sostegno concreto dei donatori dell’associazione.

Le altre due navi della flotta di Greenpeace sono l’Esperanza, impegnata ora nei mari del Nordeuropa, e l’Arctic Sunrise, recentemente rilasciata dalle autorità russe dopo essere stata sotto sequestro per 8 mesi in seguito a una protesta pacifica contro una piattaforma petrolifera nell’Artico, nel corso della quale vennero arrestati 28 attivisti e 2 giornalisti, rimasti poi in carcere per due mesi.