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Il Black Panthers Football Club, la squadra di giovani profughi africani, contro la chiusura del centro rifugiati

| lunedì 9 maggio 2016

NO ALLA CHIUSURA DEL CENTRO ALDINI, BASTA DEPORTAZIONI.

blackPanthersMI

Buongiorno Milano, siamo la cittadinanza senza frontiere, siamo studenti, migranti, professori, avvocati e lavoratori di ogni tipo. Siamo atleti, allenatori, amici e supporter della squadra di calcio di via Aldini. Siamo parte della moltitudine di persone che si mette in gioco per costruire una città diversa, fatta di socialità, aggregazione, solidarietà e lotta contro ogni tipo di discriminazione. Venerdì mattina durante l’inaugurazione del nuovo Hub di via Sammartini l’Assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino ha annunciato l’imminente chiusura del centro di accoglienza di via Aldini. La chiusura del centro comporterebbe il ricollocamento/deportazione dei richiedenti asilo che vi sostano per essere trasferiti in zone ancora da definire della Lombardia. Da tempo ci siamo impegnati autonomamente per costruire una città dove tutti e tutte potessero integrarsi. Lo abbiamo fatto partendo dallo sport e partendo dalla squadra di calcio delle Black Panthers. Abbiamo usato lo sport come strumento di comunicazione volto a oltrepassare le barriere linguistiche. La squadra di calcio è stato un punto di partenza per un progetto molto più ambizioso, quello di rompere la segregazione di chi è costretto a sostare in centri di prima accoglienza. Dall’inizio di questo percorso ad oggi è stato fatto molto, mettendo tanta fatica ma anche molta gioia e passione. Molto è stato fatto e molto ancora vogliamo fare. La chiusura di questo centro distruggerebbe questo spazio che con fatica e gioia abbiamo creato, distruggerebbe legami di amicizia e fraternità. Le persone che sostano nei centri di accoglienza sono esseri umani, sono fatti di carne, ossa, passioni, emozioni e desideri. Tra Hub. Hotspot, ricollocamenti, rimpatri, dinieghi, identificazioni, espulsioni e tanto altro ci pare però che ci si rapporti ai migranti come se fossero capi di bestiame. Siamo stufi di questo mercimonio, nessun essere umano deve essere trattato come un oggetto e tutti devono avere il diritto di esistere e di farlo in una maniera dignitosa. Con questa mossa Majorino ci utilizzerebbe come merce di scambio per fare pressione sugli altri comuni della Lombardia. Noi non ci stiamo, non si gioca con le nostre vite, non siamo strumenti da utilizzare per la campagna elettorale. Siamo esseri umani e vogliamo essere interpellati rispetto alle decisioni che verranno prese. Chiediamo a tutti di aiutarci a fare pressione al comune di Milano per far si che questa decisione venga rimessa in discussione.

Black Panthers FC