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Leftism

Ni Le Pen ni Macron, ni patrie ni patron : la notte delle barricate in una Parigi militarizzata.

Stafano Dorigo | mercoledì 26 aprile 2017

Presidi e cortei selvaggi a urne ancora aperte : l’ingovernabilità come programma.

Non si ha aspettato la chiusura delle urne per scendere in piazza. Già da qualche settimana circolava l’appello piuttosto eloquente di dare il via alla « notte delle barricate »: a partire dalle 18 ci si sarebbe ritrovati in piazza della Bastiglia per seguire la chiusura dei seggi, data per le 20.

La polizia aveva risposto anche lei all’evento, blindando anzitempo la piazza : questo non ha impedito a molti di darsi presidio sulle scalinate dell’Operà Bastille. Diverse centinaia sono rimasti lì bloccati, circodati da un apparato poliziesco provocatorio, arrogante e galvanizzato da uno score elettorale da record per Marine Le Pen: tra le forze dell’ordine, il Front National raccoglie più del 50% di consensi.

Bastille non è stato l’unico appuntamento. Constatato il blocco, in tanti hanno deciso di ripiegare su Place de la République, la stessa piazza che per mesi ha ospitato Nuit Débout e i partecipanti al movimento contro la legge sul lavoro. Un migliaio abbondante si sono dati appuntalmento lì, per partire poi in corteo selvaggio. Il Nord-Est parigino sarà attraversato per tutta la sera, fino a oltre l’una di notte, da diverse manifestazioni spotanee che si sono incrociate e disperse in continuazione. La rabbia darà voce a slogan furiosi che si esprimeranno in azioni dirette contro banche e vetrine di lusso : la polizia lavorerà solertemente, tra lacrimogeni, tiri di flashball e incursioni della temibile Bac, la polizia in borghese dalle modalità da squadraccia fascista. Pesante il bilancio della repressione : 143 arresti di cui 29 confermati alla « garde à vue », il fermo preventivo di 24 ore rinnovabili.

Ma chi sono quelli scesi in strada ? Sostenitori di Mélenchon, il candidato del fronte comunista, oppure anarchici tout court ? Più semplicemente … ingovernabili!

È una storia che viene da lontano. Il giorno prima, in 4000 avevano risposto all’appuntamento della base sindacale della CGT, per quello che avevano chiamato come il « primo turno sociale » : un modo per dire che chiunque ne sarebbe uscito vincitore, avrebbe dovuto fare i conti con una composizione sociale che già si era battuta tenacemente la primavera scorsa contro la Loi Travail. Si aveva parlato – a giusto titolo – del ritorno del corteo di testa : lo spezzone in rivolta che stava davanti ai cortei sindacali, che guidava le manifestazioni e proteggeva i manifestanti dalle violenze della polizia. Inoltre a Parigi, ma anche in altre città di Francia, da mesi si sta sviluppando un dibattito attorno al progetto « generazione ingovernabile » : come sabotare efficacemente le elezioni e rendersi veramente ingovernabili ? Un circuito animato sopratutto da giovani studenti e liceali, ma che ha visto il sostegno di alcuni intelettuali, come lo scrittore Serge Quadruppani. Lontani dal classico approccio astensionista delle elezioni, tipico di una tradizione anarchica molto forte in Francia, questi giovani cercano di sviluppare un percorso di critica attiva alle elezioni presidenziali. Un discorso che in Italia si è già forse abituati a sentire : « non ci fidiamo più di nessuno, ve ne dovete andare tutti ! ».

Non è la prima volta che la Francia arriva alle presidenziali in un contesto rovente : nel 2007, alla vittoria di Sarkozy molte macchine sono bruciate tra le strade delle periferie, come due anni prima appena. Il 2012 è stato una grande festa collettiva perché si era riusciti a cacciare Sarkò, non certo perché aveva vinto quel pirla di Hollande. Il 2017 segna una rottura con le proteste del passato non solo per il peculiare contesto internazionale in cui si stanno svolgendo queste elezioni, le più importanti al mondo dopo quelle americane, ma anche perché i fuochi questa volta sono partiti direttamente dal centro della città. Per il momento le periferie sembrano tacere … ma per quanto ancora ?

Lunedì alle 18h30 si avrebbe dovuto tenere un’assemblea all’interno dell’antica arena romana di Lutezia, per discutere le prossime mosse : la polizia ancora una volta è riuscita a giocare d’anticipo, assediando la zona e impedendo qualsiasi ritrovo. L’assemblea ha avuto comunque modo di tenersi in un posto più discreto. Già è stata lanciato per giovedì mattina il blocco delle scuole da parte dei liceali, tutti convergeranno in seguito alle 11 a Place de la République. Sabato alle 14 ci sarà un presidio contro l’austerità e il Fronte Nazionale, sempre dalla medesima piazza … E lunedì sarà il Primo maggio: da sempre un appuntamento combattivo e molto sentito a Parigi. Per domenica 7 maggio, qualunque sia l’esito del ballottaggio, è facile prevedere che saranno di nuovo in molti a cercare di rendere reale la critica alla governabilità presidenziale.

Stefano Dorigo

Parigi, 26 aprile 2017