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New Giardino dei Giusti: è Verde Contro Muro al Monte Stella

| mercoledì 10 giugno 2015

Prima e DopoE’ muro contro muro sul progetto del nuovo ‘Giardino dei Giusti’ al Monte Stella, uno spazio commemorativo fatto di cippi e targhe immerso nel verde del parco, creato nel 2002 dall’associazione Gariwo (http://it.gariwo.net).
Non sono serviti i 7 incontri tra amministrazione comunale e cittadini coordinati dal Comitato ‘Proteggiamo il Monte Stella’, per trovare una mediazione su una ‘riqualificazione’ che comporta la costruzione di opere in muratura, totem metallici e un anfiteatro in pietra considerate invasive anche dalla nuova soprintendente Antonella Ranaldi così come si legge nel fax che ha inviato agli assessori Chiara Bisconti e Ada Lucia De Cesaris, fedelissime di Giliano Pisapia, nominate rispettivamente assessori al verde e all’edilizia. Il Giardino dei Giusti si trova sul lato est del Monte Stella, proprio dove inizia il sentiero che porta in cima alla montagnetta creata nel dopoguerra su progetto di Piero Bottoni, con le macerie dei bombardamenti che avevano straziato a più riprese Milano tra il 1943 e il 1945.
A completare il pasticcio il fatto che l’area del Parco, detta in milanese ‘la muntagna de san sir’, non è sottoposta a nessun vincolo di tutela.
‘Il nostro dissenso’, precisa Donatella De Col, coriacea portavoce del Comitato Proteggiamo il Monte Stella, ‘Non riguarda il Giardino in sé, che anzi è amato dai cittadini, bensì il nuovo progetto di Valabrega. Gariwo che dal 2008 cura il Giardino insieme all’Associazione per il Giardino dei Giusti, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e Comune di Milano, interpellata nelle veci del suo ufficio stampa, non ha fornito copia delle planimetrie presentate in Comune né la data di protocollo delle stesse. ‘Non abbiamo nulla, chiedetele al Comune. Se vuole le do il numero di Zambelli (il presidente del consiglio di zona 8)’. ‘Il progetto è dell’architetto Valabrega, ma non siamo autorizzate a darle i suoi contatti, né abbiamo il protocollo e la data di quando è stato presentato. La nostra è stata solo un’opera di stimolo’, è stata la risposta, nonostante sul sito appaiano le dichiarazioni del presidente Gabriele Nissim, favorevole a un compromesso tra le diverse posizioni.
‘Le ruspe potrebbero entrare a giorni nei prati della Montagnetta’, rivela un funzionario comunale che, per ovvi motivi, vuole mantenere l’anonimato: ‘C’è il progetto, l’o.k. del servizio tecnico del verde e il parere di regolarità tecnica firmato da Manuela Loda, la dirigente del settore Verde di Piazza Duomo. Non credere che negli uffici ci siano solo lecchini….anche noi abbiamo obiettato che le strutture erano invasive, muri, totem, un anfiteatro da 400 posti…Non siamo ciechi. Ma sai, purtroppo quando si mettono di mezzo i politici c’è poco da fare’.
Dopo le sollecitazioni dei cittadini il progetto iniziale (vedi video https://www.youtube.com/watch?v=OWQctHg9RPI) era stato modificato, così come fa sapere Gariwo. Il nuovo Giardino dei Giusti però, resta un intervento dai contorni opachi, nonostante i rendering e la planimetria in bassa risoluzione visibili ma non scaricabili sulla pagina internet di Gariwo. ‘Peccato che tutti questi documenti non ce li abbiano mai consegnati’, obietta Donatella Da Col del Comitato nato due mesi orsono per scongiurare la trasformazione dei prati lungo via Sant’Elia in sede dei concerti del City Sound Festival, sfrattati dall’Arena e ospitati per 3 anni nei prati del vicino Ippodromo del Galoppo.
Come se non bastasse, in questi giorni il sito di Valabrega non è più accessibile. ‘La delibera di Giunta del 23 dicembre 2014 (richiesta con un accesso agli atti dal consigliere Mattia Calise dei 5 stelle, nda) riporta rendering e planimetrie dalla scala tanto piccoli da essere illeggibili’, spiega la Da Col che si prepara a presentare un nuovo accesso agli atti molto più specifico del precedente.
Un altro atto amministrativo del complicato puzzle è il documento, che dovrebbe risalire al 2002, col quale il Comune concedeva in concessione gratuita a Gariwo un’area sul Monte Stella da dedicare al Giardino. ‘Noi non lo abbiamo e non abbiamo nemmeno il protocollo di presentazione’, rispondono da Gariwo.
Sono in molti però, fuori e dentro il Consiglio Comunale e al Cdz 8, ad essersi espressi contro questo intervento che Gariwo chiama di ‘arredo urbano’, considerato come l’ennesima opera che impatta sulle aree verdi del Comune di Milano. Prima infatti le ruspe di Expo avevano interrato l’ex Oasi urbana del Lago dei Tigli di via Triboniano (link video https://www.youtube.com/watch?v=GlScUCloVJ0:), poi gli escavatori eran entrati in azione per le Vie d’acqua alle Cave e al Trennoe e Bosco in Città, gli Olmi di viale Mac Mahon, gli alberi di Lorenteggio e il teatro Burri al Sempione: un susseguirsi di interventi male o poco condivisi che hanno provocato numerose proteste tra i cittadini.
Il caso del Giardino dei Giusti ha creato imbarazzi nel Consiglio di Zona 8, guidato dal giovane presidente di Sel Simone Zambelli e dove è presente il consigliere storico dei Verdi milanesi Enrico Fedrighini, unico a non essersi accasato nel PD come gli ex colleghi di partito Maurizio Baruffi (oggi capo di gabinetto del sindaco) e Carlo Monguzzi (consigliere eletto nelle fila del Partito Democratico). ‘E’ stato il Comune a chiedere alla Sovrintendenza di rafforzare la tutela paesistica del parco Monte Stella con un vincolo ministeriale’, spiega l’esponente ambientalista che al Qt8 è di casa. ‘Ma di fronte al progetto dell’arch. Valabrega, che trasforma il Giardino dei Giusti in una foresta di muri impattando pesantemente sul paesaggio del parco, l’Amministrazione sembra colta da improvvisa amnesia e scaricabarile. La lettera della Sovrintendenza segna un confine preciso: procedere con quel progetto equivarrebbe a un sostanziale abuso.’
In un incontro tenutosi il 19 maggio scorso in Commissione Ambiente, Zambelli aveva lasciato platealmente la sala, contrariato dalle critiche espresse da diversi residenti e consiglieri esasperati dai vari progetti che gravitano sulla zona Gallaratese-QT8-Portello. Tra questi, oltre la costruzione di una grande moschea nell’area che si trova accanto al Palasharp, il nuovo stadio del Milan all’interno dell’area Portello e gli scavi per il canale di scolo di Expo ripartiti proprio ieri tra via Appennini e via Quarenghi, alle spalle di via Gallarate, in un’ex cava interrata colma di sostanze tossiche da bonificare. ‘Zambelli è venuto meno ai suoi doveri istituzionali, abbandonando la sala’, ha dichiarato il capogruppo della Lega Nord Enrico Salerani, mentre Anita Sonego di Sinistra con Pisapia ha sottolineato ‘le criticità di un progetto che nasce senza la partecipazione e la condivisione coi residenti’. Il Presidente del Consiglio Comunale Basilio Rizzo ha cercato un punto di mediazione tra le parti, ma l’arrivo delle ruspe è comunque un rischio che pende come una spada di Damocle su uno dei parchi più frequentati e amati della città, scelto come scenario principale del film-cult delle periferie milanesi ‘Fame Chimica’.
Nissim dal sito di Gariwo ribadisce che il progetto ‘E’ già stato modificato per venire incontro alle richieste dei residenti e dei frequentatori del parco’, ma la partita resta aperta.