MilanoX

News & Eventi Eretici

Tweet storm

Loading...

Net Pet

Netscape 2.0

| martedì 16 novembre 2010

di Vic Marchi

Arriva Rock Melt, letteralmente roccia che si scoglie, un nuovo browser che promette di rivoluzionare la navigazione sul web. Promotore di questa iniziativa è Marc Andreseen, co-fondatore della Netscape Communications Corporation, ricordato da noi tutti con affetto per aver sottratto il web con il suo browser, Netscape Navigator, alle mire imperialistiche del grande business.

Il razionale di questo nuovo esperimento segue dal fatto che, come dice Andreseen, “non c’è stata alcuna vera innovazione nei web browsers durante gli ultimi cinque anni”, dove 5 è probabilmente un sotto stima. Per aspetti infatti l’esperienza della navigazione è rimasta quella definita negli anni 90, fase della quale Netscape Navigator è stata appunto un pioniere. Da quel momento in avanti tutti o quasi i progressi sono avvenuti dal lato del contenuto e degli applicativi. Oggi abbiamo sul web una esperienza multimediale, in cui video, audio e animazione supportano forme sempre nuove di interazione comunicativa con altri utenti. Ma il browser, la piattaforma che serve questi contenuti, non è cambiata. La navigazione del web rimane un fatto solitario, vagamente autistico, sicuramente depressivo, comunque slegato dall’interazione sociale che il web peraltro supporta.

Come si è giunti a questa sclerosi in un contesto di tumultuosa trasformazione in cui 5 anni equivalgono a intere ere geologiche? Certamente conta la fase corporate del web, fase nella quale il grande business ha preso interesse nel fenomeno e ha cercato di specularci sopra. Il business ha paura, anzi terrore della comunicazione libera sui propri contenuti. Le esangui fantasie sulla “corporate comunità” che hanno in qualche modo animato il corporate take over del web alla fine degli anni 90, sono oggi estinte. Niente discussione libera, niente contraddittorio sui propri siti. Anzi, niente community! Al business interessa solo la comunicazione lineare delle sue attività e delle sue offerte.

Intanto però il web è andato evolvendosi come un social media hub e i flussi di navigazione sul web si vanno sempre più socializzando. Oggi conta più la referenza ad un sito di un amico che una ricerca su google. La comunicazione prevale sulla informazione, l’intelligenza viva della relazione sociale sul solipsismo della relazione uomo-macchina.

Rock Melt riconosce questo stato di cose e si propone di fornire supporto a questo trend socializzando l’esperienza della navigazione. Non che con questo Rock Melt si proponga come un nuovo social network in alternativa a quelli oggi dominanti. Anzi. La strategia di Rock Meltconsiste nel proporsi come interfaccia dei social networks esistenti. Così, le foto degli amici online che appaiono in barra a sinistra, sono importate dai social di cui fai parte. Questi peraltro appaiono in barra a destra, barra dalla quale si possono attivare, richiamandoli in sovrapposizione, i servizi di facebook, twitter e simili: Servizi che possono essere utilizzati per chattare e condividere contenuti e links in tempo sulle proprie reti senza senza interferire con il processo della navigazione.

Sul negativo, non si può non notare una certa dipendenza, se non una vera e propria complementarità con Facebook. Forse questo dipende dal fatto che Rock Melt conta sulla massiva base di utenza di Face per il suo lancio. Forse dipende dal fatto che il modello si adegua meglio alle strutture di una Personal Network, quale Face eminentemente è, che di altro. Per il momento, se volete diventare un early adopter di Rock Melt, vi segnaliamo che potete iscrivervi alla lista degli stessi sul loro sito, rockmelt.com.