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Smogville

NeoDirettore in Comune: Camporello, PD’elitès

| domenica 24 luglio 2016

‘Treni ad alta velocità’, ‘L’italia come la Florida’, ‘Infrastrutture’, ‘Turismo’, ‘Accountability’. Non sono le parole d’ordine di qualche gerontosauro della Seconda Repubblica, ma le linee programmatiche di Arabella Camporello, la nuova Direttore Generale del Comune di Milano nominata dal neosindaco Giuseppe Sala. Risalgono a due anni fa e su youtube potete trovarle nel suo discorso alla Stazione Leopolda, laboratorio del rampantismo renziano. E’ la prova che Milano, grazie alla lungimiranza e ai voti di tanti ‘Compagni X Sala’ (l’elenco degli ‘antagonsti di lotta e di poltrona’ lo trovate nell’omonimo articolo della sezione Smogville) sia diventata la città simbolo, vetrina e laboratorio del Governo Renzi. Quarantenne marchigiana, laurea in economia alla Cattolica, due gambette secche secche e due occhiali da secchiona, è (guarda caso), la coordinatrice del Circolo dei v.i.p. renziani del PD milanese, quello della ‘Pallacorda’, al numero 52 dell’esclusivo corso Magenta. Lì, a due passi dal Cenacolo Vinciano, tra Sant’Ambrogio e San Vittore, dalle case di ex assessori (Bisconti), giornalisti (Daria Bignardi) e deus ex machina della politica milanese (Bassetti, Sangalli, Fiorenzo Galli etc. etc.), a due passi dal Litta, teatro della prima uscita pubblica di Giuliano Pisapia nell’ormai lontano luglio 2010. Lì, proprio nel cuore della crème di Milano, quella delle elités ambrosiane che guardano con favore a Renzi. Il circolo guidato dalla Camporello (150 iscritti al 2014) è nato nel 2013, si legge sul suo sito, per ‘superare i localismi e dare slancio, anche a Milano, al programma di Renzi’, ed è stato il quartier generale milanese di Sala durante le primarie. Il Sindaco, ora, sta pagando dazio. Prima il Capo Gabinetto Marco Vanni, poi la Camporello, oltre a un ancora imprecisato numero di consulenti esterni che, secondo la delibera sulle linee di indirizzo firmata dal sindaco il 29 giugno scorso, costeranno 100.000 euro lordi l’anno per ognuno degli 11 assessorati in carica (1,1 milioni di euro l’anno). Cifre, nomi, legami a dimostrare che anche nella ‘nuova sinistra’ qualcosa non è stato rottamato del tutto, visto che il merito sconfina nelle clientele, nei favori e nel lusso più che nelle competenze, nella sobrietà e nel curriculum. Purtroppo dal 2014 le delibere di Giunta con le assunzioni non appaiono più sulle news in prima pagina del sito www.comune.milano.it. Un’altra delle strane coincidenze. Non è un caso che proprio in corso Magenta si siano svolte le prime riunioni tra Giuseppe Sala e chi, inclusa buona parte della fallita ‘Rivoluzione Arancione’, si sarebbe impegnato alla sua vittoria alle primarie. Infatti il Circolo della Pallalcorda schiera tutte le sue forze (145 iscritti che a proprietà immobiliari e stipendi contano come 15.000 milanesi medi) a sostegno di Sala.

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I maligni della componente che fa capo a Majorino sostengono che da qual circolo siano arrivati i 40mila voti (8% dei votanti, mica briciole) della lista civica per Sala, fatto sta che con la nomina della sua coordinatrice al vertice della macchina amministrativa del Comune di Milano, Renzi ha messo più di un cappello sull’operazione Sala a Milano. La nuova direttore generale del Comune di Milano è attualmente membro non esecutivo del Consiglio di amministrazione di Sea, con un ruolo nella commissione che deve decidere i compensi dei manager della spa partecipata dal Comune, e figura tra i membri della Banca di Fermo, nelle sue natie Marche. Ha ricoperto incarichi relativi alla pianificazione sia alla Banca Popolare che al Gruppo Humanitas e prende il posto di Giuseppe Tomarchio, già collega di Beppe Sala e di Stefano Parisi nel ruolo di direttore generale del Comune di Milano durante le giunte di centrodestra. Il direttore generale è un ruolo fondamentale del Comune di Milano, che coi suoi 14.500 dipendenti diretti, 30.000 nelle oltre 200 società partecipate, dirette, controllate, nominate, srl, fondazioni, oltre a uno sterminato patrimonio immobiliare, è la più importante impresa del Nord Italia. Tra i componenti della lista civica troviamo Fiorenzo Galli, direttore del Museo della scienza e della Tecnica, Marcora, ex democristiano lombardo, ma anche Brunacci rsu dell’USB ed ex candidato di Rifondazione Comunista, e Cristina Tajani, passata dalle presentazione di libri alla Fornace di Rho, dal cebtro ricerche della Camera del Lavoro cgiellina alla Lista per Sala. La nomina della Camporello va a occupare un ruolo fondamentale, non solo in Comune, e superpagato. Davide Corritore, altro esponente della elités PD da due anni spostato da direttore generale del comune ai vertici di MM spa, costava ai 1,2 milioni di milanesi ben 285.000 euro lordi l’anno, benefit e regalie esluse. Angela Merkel ne costa 15.000 euro l’anno di più. Dalla firma del direttore generale dipendono assunzioni e spostamenti di dirigenti, nomine e incarichi, organizzazione del Comune e attuazione degli obiettivi. Tutto, per chi conosce gli ingranaggi della cosiddetta ‘macchina comunale’.