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Nell’Acquario di Facebook (il libro)

Daniele Salvini | martedì 15 maggio 2012

Il momento in cui sta per essere quotato in borsa (e accessibile solo ai ricchi) il titolo del Social Network è l’occasione per fare due conti in tasca a Facebook. I dati personali degli utenti (che non sono ricchi) sono una merce che ha valore; se la società del Massachusetts sarà quotata sui 100 miliardi di dollari, dividendo questa cifra per 800 milioni di utenti ne ricaviamo grossolanamente che ogni utente vale 125 dollari.

Segnaliamo dunque l’imminente uscita del libro: Nell’acquario di Facebook – La Resistibile ascesa dell’anarco-capitalismo, scritto da Ippolita, il collettivo di scrittura conviviale che ha già prodotto i saggi: “Open non è Free” e “Luci e ombre di Google”.

Il libro verrà presentato a Milano Giovedì 31 Maggio 2012 alle 21.30 al Circolo ARCI La Scighera di Via Candiani 131. Saranno presenti gli autori.

Nell’Acquario di Facebook verrà rilasciato con licenza Copyleft e sarà pubblicato il prossimo Settembre 2012 in Francia dalla Payot & Rivages e alla fine di Maggio dalla spagnola Enclave Ediciones. Per la versione italiana attualmente è possibile acquistare sul sito http://ippolita.net l’Epub e il Pdf, inoltre il testo è leggibile interamente e gratuitamente via web.

La quarta di copertina:

Facebook si avvia ad avere un miliardo di utenti. È uno straordinario dispositivo in grado di mettere a profitto ogni movimento compiuto sulla sua piattaforma. Nell’illusione di intrattenerci, o di promuovere i nostri progetti, lavoriamo invece per l’espansione di un nuovo tipo di mercato: il commercio relazionale. Nell’acquario di Facebook siamo tutti seguaci della Trasparenza Radicale: un insieme di pratiche narcisistiche e pornografia emotiva. Ci siamo sottoposti in maniera volontaria a un immenso esperimento sociale, economico, culturale e tecnico. L’anarco-capitalismo dei right libertarians californiani è il filo conduttore che ci permette di collegare Facebook ai Partiti Pirata europei, a Wikileaks. Gli algoritmi usati per la pubblicità personalizzata dai giganti della profilazione online, i nuovi padroni digitali (Facebook, Apple, Google, Amazon) sono gli stessi utilizzati dai governi dispotici per la repressione personalizzata. Nel nome della libertà di profitto. Tranquilli, nessun complotto: è solo il Far West Digitale.