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Navigli, il tuffo nel buco: appalti modello Expo

By Stefano Mansi | giovedì 27 luglio 2017

Appalti in ritardo. Municipi inceppati. Dirigenti rimossi. Riorganizzazione non ancora conclusa. Il Comune di Milano targato Sala ha il motore ingolfato, anche se i giornaloni evitano di raccontarcelo. Così, insieme ai suoi collaboratori gia’ in Expo, molti dei quali assunti come consulenti a palazzo Marino, il Sindaco ha deciso di puntare tutto su un altro miraggio capace di sviluppare altre decine di pagine di CorriRepubbliGiorMetroLeggo: lo scoperchiamento dei Navigli. Il Modello Expo, ragionano a ‘palazzo’  è quello vincente, deroghe & fotomontaggi, stampa prona & eventi, turisti & appalti ‘facili’: tanto chi si ricorda delle vie d’acqua? Il suggestivo canale navigabile che avrebbe dovuto collegare Pero alla Darsena devastando 4 parchi pubblici (Pertini Trenno Cave e Bosco in Città), unica sconfitta (bruciante) della cavalcata di Expo. Lo stesso metodo fatto di talpe e sifoni, scoperchiamenti parziali e incontri fuffa coi cittadini, mattoni stile esselunga e valutazioni di impatto ambientale scavalcate, è stato applicato allo studio commissionato al Politecnico. 400 milioni gestiti dai collaudati tecnici di mm spa, società già utilizzata con successo sia per la Zara-Expo in Quarto Oggiaro (Stephenson). Del resto la ‘nuova’ Darsena non mette d’accordo destra/sinistra/centro? Dietro il palcoscenico intanto, si stanno muovendo le comparse del filmone, scene già viste con le vie d’acqua: agricoltori assetati, associazioni affamate, ordini professionali affabulati, architetti e ingegneri attratti, camera di commercio e confesercenti, sindacati & negozianti: tutti a far la fila col piattino in mano.

Il megaprogetto che rischia di incrinare seriamente il già traballante bilancio del Comune di Milano, azzoppato dal megamutuo per la M4, fino ad oggi non ha trovato una opposizione vera. Così come per gli scali, infatti, e per il recente re-ingresso e ri-valorizzazione di dirigenti già con la sindaca Moratti, il consiglio ha votato compatto le proposte della maggioranza. Tranne che per (a volte) la Lega, nonno Basilio ha perso la verve di un tempo mentre i 5 stelle scontano le difficoltà che tutti i nuovi consiglieri devono affrontare quando ‘entrano’ nel marasma del Palazzo. Fatto sta che l’opposizione non esiste più. I miraggi si sa costano caro, e questo della riapertura dei Navigli si aggiunge all’ormai rimosso 1 milione di metriquadri di Rho, dove la ruggine e l’abbandono, i prati spelacchiati e i padiglioni rimasti, sembrano essere stati dimenticati dal dibattito pubblico dopo essere rimasti sotto i riflettori per anni.

Intanto, con un patrimonio immobiliare immenso e degradato il Comune di Milano paga affitti a banche e fondi immobiliari per ospitare Uffici e Direzioni comunali, come l’Urbanistica e il Settore Tecnico di via Bernina 12. Lamentele per le strutture anche dai servizi territoriali sociali, mentre meritano un approfondimento a parte i Centri Diurni per Disabili. La Casa Vacanza di Pietra Ligure versa in uno stato da brividi sulla schiena, mentre gli alberghi messi a disposizione da Politiche Sociali agli anziani disabili accompagnati sono gli unici in Romagna a non avere scivoli per disabili o ascensori adatti alle carrozzine. Decine sono le scuole e gli asili privi di certificato di prevenzione incendi, strutture malmesse, lavori fatti a metà. Alla Negri di Piazzale Axum ad esempio, per finire i lavori prima han tagliato pista di atletica e campo di basket: così oggi il giardino non è agibile.  ‘Lavoriamo in 8 scuole diverse’, ci racconta X che ha vinto un appalto per le scuole del Comune. ‘’Si risparmierebbero milioni di euro facendo una scuola alla volta, in modo completo. Ma i budget assegnati sono quelli che sono e i comitati genitori tanti, bisogna accontentare tutti. Fa niente che con 8 cantieri aperti in nessuna delle scuole saranno risolti i problemi integralmente. Conta più farsi vedere al lavoro, specie prima dell’apertura di settembre’.

Prima di pensare a spendere mezzo miliardo di euro per scoperchiare i Navigli non sarebbe meglio mettere in sicurezza le strutture per anziani, bimbi e disabili del Comune di Milano?  Prima di pensare a ribaltare la Città non sarebbe più sensato agire sul patrimonio immobiliare comunale, garanzia reale da cui dipendono tutti i servizi ai cittadini (e gli stipendi dei 14mila dipendenti)? Domande che restano sospese mentre molte bocche aperte si aprono incantate dalle suggestioni evocate dai navigli scoperchiati. Mentre corpi flaccidi di consiglieri abituati alle poltrone più che ai trampolini degli impianti balneari, si tuffano nelle acque della Darsena invase dalle alghe e dalle bottiglie di vetro.