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La Fine dell’Era dell’Acquario: 3 Romanzi che Raccontano un Sogno Perduto (del Duka)

| sabato 23 gennaio 2016

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In questo articolo si parla di tre grandi romanzi, diversi tra loro per genere, uniti dalla stessa sensibilità. Il cantare la fine di un epoca di amore e rivolta. Un era in cui si verificarono profondi sconvolgimenti. Un tempo in cui i giovani assaltarono il cielo.

Lo scenario in cui sono ambientati i 3 romanzi
L’era dell’acquario è finita. La controrivoluzione avanza tritando il sogno di milioni di giovani di rovesciare il mondo. Il decennio settanta, negli Stati Uniti, inizia imprigionato dentro un dispositivo tecno militare paranoico. Alle ossessioni del vecchio capo del FBI J. Edgar Hoover – per pantere nere e gruppi del black power – si aggiungono la fobia del nuovo presidente Nixon per gli hippy. In quei giorni l’inquilino della Casa Bianca non dormiva sonni tranquilli a causa di ragazzi capelloni, drogati e bombaroli. In Vietnam l’esercito più potente al mondo stava perdendo la guerra grazie all’eroica resistenza del popolo vietnamita e al rifiuto di una generazione di uccidere per esportare la “democrazia” americana. L’offensiva reazionaria sfrutta gli avvenimenti successi nella notte tra l’8 e il 9 agosto del ’69 a Bel Air. In questa località collinare, dove amavano vivere le star di Hollywood, era stata compiuta una strage: delle persone penetrano dentro la villa del regista Roman Polaski uccidendo sua moglie, la bellissima attrice Sharon Tate, e quattro sfigatissimi ospiti che si trovavano nella casa in quel momento. Gli assassini tracciano, sui muri della villa, con il sangue delle vittime le scritte Helter Skelter e Piggies, titoli di due canzoni contenute nel White Album dei Beatles. Il 12 ottobre la polizia arresta i presunti colpevoli: Charles Manson e cinque componenti della “family”, che orbita intorno a lui, una strana aggregazione a metà strada tra comune hippy e setta esoterica. Se prima di questi arresti la middle class quando vedeva un capellone rideva. Dopo aveva paura di incrociare il proprio sguardo con quello di un hippy. Questo era quanto di meglio si potesse dare in pasto ai media per criminalizzare la controcultura. Il 4 maggio ’70 alla Kent State University, Ohio, la guardia nazionale apre il fuoco sugli studenti che manifestavano contro la guerra. Quattro vengono uccisi e nove feriti. Il 14 dello stesso mese due studenti afroamericani muoiono e dodici restano sul terreno feriti per mano della polizia, nel corso di una dimostrazione alla Jackson State University, Missisipi. Continuo questa lista di tragici eventi con il concerto dei Rolling Stones a Altmont dove venne assassinato dagli Hells Angels – ingaggiati da Mick Jagger per fare il servizio d’ordine – il giovane afroamericano Meredith Hunter. Concludo il necrologico con le morti di Jimi Hendrix e Janis Joplin avvenute rispettivamente l’8 settembre e il 4 ottobre del 1970.

Paura e Delirio a Las Vegas
Paura e Delirio a Las Vegas è un romanzo, pubblicato nel 1971, in parte autobiografico di Hunter S. Thompson incentrato su di un viaggio effettuato dall’autore alla volta della città di Las Vegas nel Nevada. Il libro racconta le avventure allucinate del giornalista sportivo Raoul Duke (alter ego di Hunter S. Thompson) e del suo avvocato samoano il Dr. Gonzo (nome dietro il quale si cela in realtà l’avvocato e attivista chicano Oscar Zeta Acosta) in viaggio – su una Chevrolet decappottabile rossa con un bagagliaio pieno zeppo di droghe e alcol – direzione Las Vegas. La capitale del gioco d’azzardo e del sogno americano a basso costo. I nostri eroi devono prima assistere alla Mint 400, famosa e sgangherata corsa di moto e dune-Buggy nel deserto, e successivamente seguire i lavori della conferenza antidroga dell’associazione nazionale dei procuratori distrettuali. Sotto l’effetto di un miscuglio di sostanze che non teme confronti – cocaina, LSD, etere, stramonio, mescalina e molte altre – assistono a una trasformazione totale della realtà che assume molteplici e imprevedibili sfaccettature. Da quelle psichedeliche, colorate e fantastiche a quelle grottesche, tragiche e disperate. I due alterati protagonisti si scontrano con la realtà allucinante e kitsch della Las Vegas dei casinò. Un libro di culto scritto in puro stile gonzo journalism, sorretto da dialoghi strepitosi, dipinge un magistrale quadro degli Stati Uniti di quegli anni. L’America degli sconfitti persi in un abisso che le droghe e i miti andati in frantumi non hanno saputo colmare. Consiglio i lettori di leggerlo – come ha fatto il sottoscritto – in macchina viaggiando da Red Rock, in Arizona, a Las Vegas.

I mastini del Dallas
I Mastini del Dallas romanzo scritto da Peter Gent ex giocatore professionista di football della Nfl. L’autore nel 1973, data di uscita del libro, ebbe il coraggio di ribellarsi al sistema e all’avanzata di un nuovo modello di sport votato esclusivamente al denaro e all’immagine. Una profezia che indica la direzione che avrebbe preso l’America – non solo nello sport – fatta radiografando i reni e la colonna vertebrale dei vecchi giocatori. Il romanzo racconta gli otto intensi giorni, da una partita all’altra, di Phil Elliott spesi nel tentativo di conquistare un posto da titolare o quantomeno un prolungamento di contratto. L’autore ci narra la vita di un giocatore artritico e a pezzi che si regge in piedi a colpi di codeina, ghiaccio, siringhe, marijuana e alcol. Il tutto inserito negli Usa di inizio ’70 quelli delle marce di protesta contro la guerra del Vietnam, delle paranoie anti-hippy e del razzismo. Magistralmente descritta la pezza di mescalina che si prende a Phil. Un romanzo di una devastante carica eversiva.

Vizio di Forma.
Vizio di Forma è un romanzo scritto nel 2009 da, uno dei maestri del postmoderno, il misterioso Thomas Pynchon. La storia e ambientata a Los Angeles, per la precisione a Gordita Beach località abitata da hippy e surfisti, nel 1970. Alla presidenza della nazione c’è Nixon che continua a inviare truppe non solo in Vietnam ma anche Cambogia. La guardia nazionale spara agli studenti alla Kent State University e Charles Manson è accusato della strage di Bell Air. Il detective privato Larry Doc Sportello della LSD (Localizzazione, Sorveglianza, Discrezione) Investigazioni – perennemente fatto di erba che gli addolcisce il mondo – riceve un incarico dalla sua ex fidanzata Shasta. La donna , che ora ha una relazione con il proprietario immobiliare Mickey Wolfmann, gli chiede di sventare il tentativo della moglie di farlo internare in manicomio. Contemporaneamente Doc accetta anche un secondo lavoro rintracciare, un uomo scomparso, Glen Charlock che guarda caso e la guardia del corpo di Wolfmann. Il nostro sballato investigatore riceve un altra delega: rintracciare il defunto musicista Coy Harlingen che la vedova ritiene sia ancora vivo. In certi momenti questo noir ricorda Il lungo addio di Raymond Chandler. Come nel hard boiled classico Pynchon procede per accumulo, ma la direzione della trama non porta alla comprensione, alla soluzione giudiziaria, ma verso il caos. L’autore attraverso il noir – genere che racconta gli Stati Uniti meglio di altri – ricrea il mondo perduto dei ’60. Un libro da leggere assolutamente. Magnifico!