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Musei & Ospedali: a rischio la didattica comunale

| lunedì 26 ottobre 2015

20151022_114138[1]. Neanche il Comune vi organizza visite guidate per i dipendenti e i loro figli. Nessuno a Milano sa che ‘creano’ libri e opuscoli per spiegare ai nuovi cittadini delle scuole l’arte e la storia, facendo risparmiare milioni di euro alle casse comunali. E su www.comune.milano.it bisogna cliccare 3 link per scoprirle, nonostante ogni anno gestiscano migliaia di studenti e insegnanti. Sono le Sezioni Didattiche del Comune di Milano, in cui lavorano circa 30 dipendenti tra Musei (Castello, Risorgimento, Palazzo reale) e Sezioni Ospedaliere (San Paolo, Istituto Oncologico, San Raffaele). Una eccellenza pubblica vera e non da sildes che fa gola a molti, specie a 5 mesi dalla nuova campagna elettorale…Prendete ad esempio Sforzinda, il bellissimo spazio gestito da 7 colleghe e ospitato in un sotterraneo del cortile grande del Castello. Non cercatelo nelle offerte didattiche del sito web dedicato allo Sforzesco, riservato invece a un soggetto esterno.
Una comunicazione tanto carente non si spiega visto che le educatrici comunali insegnano a migliaia di giovani cittadini di tutta Italia a scoprire le mostre ospitate nei musei milanesi dove appalti esterni gestiscono molte attività, come biglietterie, custodia, bookshop , audioguide e parte della sorveglianza). Una realtà, quella dell’offerta culturale dei musei, esplosa nei mesi di Expo che non può essere perduta con la fine della manifestazione. Che dire poi delle educatrici delle sezioni ospedaliere che aiutano i bimbi al San Raffaele e di supporto alle mamme dei piccoli ricoverati all’Oncologico di via Venezian, passate da 4 a una in meno di un anno causa pensionamenti? Intanto alla De Marchi, il più antico tra gli ospedali pediatrici della città, la sezione didattica è stata chiusa recentemente… nonostante in Comune lavorino 14.500 dipendenti interni più oltre 100 tra consulenti e collaboratori esterni. Tra le offerte alle scuole a costi stracciati, spicca l’aula didattica di Palazzo Reale, dove alcuni materiali sono stati approntati dai minori in difficoltà in carico al Comune di Milano, un altro dei servizi utili ma poco valorizzati che affollano l’organigramma. Pestelli e polveri in uso ai tempi di Giotto, colori e musiche a tema e un quadro per sperimentare le tecniche di pittura. E se mancano i cataloghi, visto che il Comune ne garantisce uno solo a museo, se li comprano di tasca propria tanto amano un lavoro che da molte soddisfazioni ma che rischia di essere demolito insieme a orari e specificità professionali. Servizi indispensabili che rischiano di sparire, un pezzo di Milano che scuole, bimbi e associazioni potranno non trovare più se verranno lasciati soli a combattere per la propria sopravvivenza.