MilanoX

News & Eventi Eretici

Tweet storm

Loading...

Leftism

Movimento per la Casa: Di Vetta riarrestato davanti a Montecitorio

| mercoledì 21 maggio 2014

di-vetta

di Valerio Renzi, dal manifesto

Il clima di asse­dio con­tro i movi­menti si ina­spri­sce. Alla fine di una con­fe­renza stampa sull’approvazione del piano casa di Renzi e Lupi in piazza Mon­te­ci­to­rio, la digos si fa largo tra gior­na­li­sti e atti­vi­sti e noti­fica a Paolo Di Vetta (por­ta­voce dei Bloc­chi Pre­cari Metro­po­li­tani) il ritorno agli arre­sti domi­ci­liari tra­sfe­ren­dolo nella pro­pria abi­ta­zione. Una moda­lità che asso­mi­glia ad una pro­vo­ca­zione e una ven­detta vera e pro­pria, così gli animi si scal­dano par­tono insulti e spin­toni. Di Vetta era stato agli arre­sti domi­ci­liari, poi tra­mu­tati in obbligo di firma gior­na­liero, per gli inci­denti scop­piati il 31 otto­bre scorso in via del Tri­tone. Ora il magi­strato chiede un ina­spri­mento delle misure cau­te­lari: Di Vetta ha con­ti­nuato infatti la sua nor­male atti­vità poli­tica, fatta di occu­pa­zioni e momenti di piazza (anche duri come il 12 aprile). Dopo un paio d’ore la noti­zie che anche per Luca Fagiano, del Coor­di­na­mento cit­ta­dino di lotta per la casa, è stato dispo­sto il ritorno agli arre­sti domi­ci­liari.

Durante la con­fe­renza stampa i movi­menti ave­vano rilan­ciato la mobi­li­ta­zione con­tro il governo Renzi e i prov­ve­di­menti pas­sati a colpi di fidu­cia, dl Poletti e piano casa. Pro­prio Di Vetta aveva dichia­rato: «veri­fi­che­remo se si può con­ti­nuare a occu­pare, se ci stac­cano la luce, se stac­cano l’acqua e il gas e se si pos­sono fare cor­tei. Saranno gior­nate di ’veri­fica’ che costrui­ranno il per­corso verso Torino, dove l’11 luglio si terrà il ver­tice sulla disoc­cu­pa­zione gio­va­nile. Il governo que­sta nostra azione di resi­stenza la vede come il fumo negli occhi».

Solo pochi minuti prima il piano casa era pas­sato in aula semi deserta, con i par­la­men­tari impe­gnati in cam­pa­gna elet­to­rale, con 272 voti a favore e 92 con­trari. A favore tutto l’arco delle lar­ghe intese che sosten­gono Renzi, con­trari 5 stelle e Sel, aste­nuti Fdi e Forza Ita­lia. A difen­dere il prov­ve­di­mento il mini­stro Lupi che ha par­lato di «una legge che affronta orga­ni­ca­mente il pro­blema e non il solito decreto tam­pone che si limita al vec­chio rito della pro­roga degli sfratti. Con un decreto che mobi­lita quasi due miliardi di euro, andiamo con­cre­ta­mente incon­tro a chi ha biso­gno e vive il dramma dell’emergenza casa, con i fondi sull’affitto e sulla moro­sità incol­pe­vole; diamo quasi 600 milioni di euro per l’edilizia popo­lare attra­verso il recu­pero degli alloggi ina­gi­bile ex Iacp; rilan­ciamo l’housing sociale e riaf­fer­miamo la cer­tezza del diritto per chi si vede occu­pare abu­si­va­mente la casa».

Per i demo­cra­tici inter­viene Simona Bonafé, capo­li­sta alle euro­pee del Pd nella cir­co­scri­zione del cen­tro, che attacca le «occu­pa­zioni abu­sive» e parla di un suc­cesso del governo. Di tutt’altro avviso il M5S che inter­viene in aula con Fede­rica Daga: «ci accu­sate di essere intol­le­ranti e poco inclini al dia­logo? Si, siamo intol­le­ranti per­ché siamo gli indi­gnati e gli offesi di que­sto paese»”, dice la Daga che poi attacca «noi non avremmo mai tolto il diritto all’assistenza sani­ta­ria, alla resi­denza, agli allacci all’acqua e luce, per­sone dispe­rate che non hanno un red­dito. Que­sto lo avete fatto voi».

Sel ha invece par­lato di prov­ve­di­mento «disu­mano» e si dis­so­cia dal coro il Pd romano che con il capo­gruppo D’Ausilio ha par­lato di «alcune misure con­te­nute nel decreto Lupi, appena con­ver­tito, rischino di ren­dere più arduo que­sto per­corso: in par­ti­co­lare l’articolo 5 potrebbe met­tere a rischio la tenuta sociale di diversi luo­ghi della città in un momento di grave crisi eco­no­mica». Per i sin­da­cati degli inqui­lini le risorse non solo sono insuf­fi­cienti per il soste­gno all’affitto e la riso­lu­zione dell’emergenza abi­ta­tiva, la legge non da nean­che rispo­ste a chi non ha dispo­ni­bi­lità eco­no­mi­che per acce­dere ad un mutuo o per pagare l’affitto.

Ora che il piano casa è legge la bat­ta­glia sul fami­ge­rato arti­colo 5, quello che pre­vede il distacco delle utenze e il diniego delle resi­denze per chi vive in occu­pa­zione, si spo­sterà nelle aule dei tri­bu­nali. Molti potreb­bero essere i rilievi di inco­sti­tu­zio­na­lità come spiega l’avvocato Bar­tolo Man­cuso, che si è occu­pato della vicenda per il Forum diritti lavoro.