MilanoX

News & Eventi Eretici

Tweet storm

Loading...

Smogville

Moschea? Allo Scalo Farini

| giovedì 26 maggio 2016

Zacchetti

 

 

 

 

 

 

 

Non c’è che dire. Le elezioni ridisegnano priorità, piani urbanistici, obiettivi dei gruppi che andranno a decidere il futuro di Milano. E così che anche i nuovi Municipi, e la loro composizione, diventano fondamentali per definire alcuni dei nodi cruciali della politica milanese. La Moschea prevista dal bando-Majorino, sia in viale Padova che al Gallaratese, o almeno il rischio che un edificio religioso di grandi dimensioni ( si parla di una superficie simile a quella del Duomo con l’autorizzazione ad installare anche un minareto) fosse costruito in quelle aree (ex PalaTrussardi e campo dietro al Cambini di viale Padova) sta facendo vacillare i consensi pro-Sala in quelle due zone (la 8 Gallaratese, Trenno, Certosa, San Leonardo) e 2 (Viali Monza e Padova). Al Gallaratese il No alla moschea è trasversale e coinvolge molti che andranno a votare Sala alle prossime elezioni, ‘Per non far vincere la destra’ questo il leit motiv tra i palazzoni intorno al Bonola e le case basse del Qt8. I Municipi 2 e 8 sono indicati da tutti i sondaggi e non a caso, come a rischio per la coalizione SinistraXSala: e così l’affaire moschea è finito nel dimenticatoio (come quello dei ‘Muri dei Giusti’ al Monte Stella). Ma, guarda te la combinazione, la coalizione del ‘fintosinistra’ presenta un suo candidato, appoggiato da tutto il PD e le liste civiche di Sala (lobby, associazioni, enti no profit e privato sociale comprese) nella roccaforte arancio della zona 9 (Garibaldi-Isola). Lì di rischi non ce ne sono, la candidata 60enne borghese e architetto arancio è data vincente già al primo turno (bastano il 40% dei votanti). E così la Moschea, uno dei progetti più dibattuti degli ultimi anni, ha trovato posto nell’ex scalo Ferroviario Farini, dove le mamme della zona vorrebbero un parco dove portare i tantissimi bimbi della zona (priva di parco pubblico) ma che la corte di Sua Maestrà Sala & Friend’s ha già appaltato a un fondo del Quatar pronto a costruirci una moschea, con annesse scuole e un centro commerciale.

Farini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Altro che cintura verde, altro che parco continuo, una colata di cemento e grattacieli sta per arrivare in silenzio, senza che i cittadini ne siano stati in qualche modo informati. E ciò sta succedendo non solo allo scalo Farini visto che un’altra zona sicura, la 7, quella dei grandi parchi e dei grandi spazi da ‘rigenerare’ (Piazza D’Armi, ex Trotto, aree e terreni oggi agricoli intorno al Parco di Trenno, Via Novara, Quinto Romano, Figino)  è data per sicura a Lorenzo Boati del PD, altro architetto (che fantasia…) del Politecnico che nel suo volantino è lapidario. ‘I parchi vanno visti non come entità statiche ma in movimento’…Detto da un ex consigliere del consiglio di Zona che votò all’unanimità i 6 chilometri di recinzioni da cantiere dentro i 3 parchi pubblici più belli di Milano (Trenno Cave e Bosco in Città) con annesse ExpoRuspe dello scolo della Via d’Acqua, non c’è da stare tranquilli. Quel che stona non è la moschea in Farini o i centri commerciali all’Ippodromo, la oibertà di culto o le politiche immobiliari, ma il metodo. La partecipazione è un fantasma che aleggia su questi due progetti (già pronti, disegnati e solo da deliberare) così come la trasparenza e la comunicazione. Non a caso sono gli stessi protagonisti dell’affaire-vie d’acqua che stanno gestendo la partita moschea. Confalonieri-Zambelli-De Cesaris-Strada. Grazie alle talpe di MilanoX anche questa sorpresina è svelata. Non si dovrebbe decidere, e soprattutto non si dovrebbe comunicare, un intervento così importante al chiuso di un circolo Arci in 30. Partecipazione non fa rima con imposizione. E non si tratta di fare il gioco della destra. Ma di Democrazia.