MilanoX

News & Eventi Eretici

Tweet storm

Loading...

Smogville

Monte Stella devastato: Maran dice si ai Bikers

by Stefano Mansi | mercoledì 15 marzo 2017

Non serve essere un biologo per capire che un parco pubblico, uno dei pochi della città, può essere danneggiato sensibilmente da 80 bikers che scorrazzano tra i suoi prati per gentile concessione dell’assessore ‘ al verde’ Maran. Non è necessario aver tenuto un convegno a ‘Fai la cosa giusta’ sul Giardino Verticale per sapere che i prati fioriscono a marzo e che per vedere rinascere l’erba su solchi larghi fino a 3 metri servono due primavere.

Eppure il Comune di Milano è riuscito ad esprimere un parere positivo a una gara di ciclismo dentro ai declivi erbosi del Monte Stella, il parco creato dall’architetto Piero Bottoni negli anni Cinquanta nell’ambito del progetto QT8. Le biciclette non hanno gareggiato nei pur numerosi viali in cemento. E nemmeno tra i tanti sentieri già presenti nell’enorme parco milanese che ospita più di 500 importanti essenze arboree, un polmone verde in mezzo all’asfissia in cui si dibatte la città. No, serviva dell’altro per gli appassionati del ‘down hill’ una disciplina tanto importante da sacrificare uno dei pochi angoli di verde della nostra Milano.

Le immagini della devastazione parlano da sole e il fatto che non siano state riprese da nessuno dei ‘giornaloni’ della cronaca milanese fa ben capire quale ipocrisia stia dietro ai proclami sulle ‘periferie’ tanto cari all’attuale Giunta, quanto disattesi nella realtà quotidiana nei pochi spazi di pregio delle periferie milanesi, proprio come il Monte Stella, la Muntagneta de San Sir, come veniva affettuosamente chiamate sino a pochi anni orsono. Numerose sono state le segnalazioni giunte a Milano X sia dai cittadini della zona che da parte di annichiliti dipendenti comunali, tra cui spiccano agronomi, vivaisti, esperti botanici, costretti a ubbidire e a tacere di fronte allo scempio in atto. Il buon senso, la cura del verde, la protezione di un’oasi urbana che ospita piccoli roditori, scoiattoli, allocchi e un alto numero di uccelli stanziali: tutto è stato piegato dal diktat giunto dall’assessorato ‘progressista’ e ‘democratico’ che sta curando la ‘rigenerazione’ degli scali ferroviari, tra promesse di ‘fiumi verdi’, edilizia ‘sostenibile’ e altri termini privi di senso, tranne che per i professionisti del copia incolla dei giornali milanesi.

Il Monte Stella è stato sfregiato, umiliato: radici, piante, manto erboso danneggiati pesantemente. Un affronto ancora più grave visto il rispetto che il luogo dovrebbe rappresentare per i dotti ‘antifascisti’ che riempiono le sedie della maggioranza, dimentichi forse della natura sacra e poco adatta alle discese in bicicletta di quei pendii. Lì sotto l’unica altura di Milano, infatti, si conservano le macerie delle case di oltre 5000 tra case e edifici distrutti dai bombardamenti e dagli spezzoni incendiarii che tra il marzo del 1943 e il marzo del 1945 piegarono Milano, lasciando sotto tonnellate di mattoni oltre 4mila vittime, la maggioranza dei quali donne e bambini privi dei mezzi per sfollare nei dintorni della città. Aver concesso quei prati che serbano il dolore e gli affetti di tanti milanesi, è delitto ancor più grande degli enormi danni ai prati, agli animali, ai colletti e alle radici degli alberi provocati dal passaggio di decine di biciclette. E per fortuna che gli ultimi Verdi rimasti  a Milano sono parte integrante della maggioranza, così come gli epigoni di un partito che aveva la parola ‘Ecologia’ nel suo logo. Le immagini valgono più di mille parole.