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MiToLogia 2013

| mercoledì 4 settembre 2013

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E’ come se fossimo in presenza di un miracolo. Il fatto che MiTo continui ad esistere e riesca ad offrire un buon programma anche quest’anno, in tempi di crisi, di tagli, di patti di stabilità, di giunte Pisapia/DeCesaris ha qualcosa di sovrannaturale: nessuno ci avrebbe scommesso una lira eppure MiTo è ancora lì. Alziamo i calici.
Il programma, come d’abitudine, è incredibilmente fitto, e cerca di districarsi tra proposte nuove e conservatorismo, muovendosi come uno slalomista tra l’inevitabile rosario degli anniversari di nascite e morti. Uno slalom che toccherà pure agli ascoltatori, beatamente costretti a districarsi nell’abbondanza dell’offerta. Quelli che seguono dunque non possono essere altro che dei consigli relativi a una minima parte del programma.

MiTo2013 inizia ufficialmente oggi, 4 settembre (quando, ben lontano dalla rassegna in questione, al Magnolia di Segrate si esibirà il lato oscuro dell’hip-hop con Sole e Uochi Toki), ma per trovare le prime occasioni degne di nota bisogna pazientare fino al weekend, quasi a dire che l’atterraggio è morbido. Venerdì 6 è la prima giornata nel segno dell’abbondanza: si attacca alle 16 alla chiesa di S.Alessandro con il concerto d’organo di Giulio Mercati su musiche di Bach, si prosegue in serata con uno dei grandi ospiti di questa edizione: la London Sinfonietta, di scena al Dal Verme… proprio mentre nel piazzale del Cimitero Monumentale l’orchestrina di Giovanni Falzone re-interpreterà il requiem di Verdi in chiave jazz.
Si inizia nel pomeriggio anche sabato 7, con l’ensemble di musica contemporanea Sentieri Selvaggi che rende omaggio al direttore Carlo Boccadoro in occasione del suo compleanno, mentre la serata è dedicata all’indie rock fricchettone dei canadesi Braids, sul palco del teatro Out Off (tornando fuori rassegna, la stessa sera c’è un carico industriale al Boccaccio di Monza con Ambassador21 e Scum From the Sun; gli orari sono quasi compatibili con la doppietta).
Domenica 8 si chiude la prima (mezza) settimana di festival con il concerto sinfonico-multimediale in omaggio a Federico Fellini al Piccolo Teatro, quando l’Orchestra Italiana del Cinema ri-elaborerà alcune colonne sonore dei film del maestro riminese, ma soprattutto con il quintetto di Dean Bowman, voce storica del soul americano che può avvalersi di un batterista semi-divino come Hamid Drake. Ma la giornata sarebbe l’ideale per la prima trasferta a Torino dove Franco d’Andrea, uno dei “grandi vecchi” del jazz italiano accompagnato per l’occasione dalla tromba di Dave Douglas e dal geniale percussionista Han Bennink in un doppio (e diverso) set, alle 17 e alle 21. Un appuntamento, quello con il sestetto di Franco d’Andrea, che si ripeterà, benchè in versione ridotta, martedì 10 al teatro Manzoni di Milano.

Giovedì 12 è una di quelle giornate da fare filotto, a cominciare già alle 13 in piazza San Fedele dove il concerto ciclo-alimentato è quello del quartetto elettrico Black Hole, alle 17 si cambia completamente ambiente, con Unquiet Thoughts, appuntamento dedicato alla musica antica alla basilica di San Calimero, per poi chiudere la giornata alla Fabbrica del Vapore con il dj set di Kyle Hall e i live di Koreless e MMoth. Ottima e abbondante è la giornata successiva, con la Cosmologia cinese per musicisti e live electronics dell’Ensemble Klangforum (ore 18, Auditorium San Fedele) che precede il concerto serale del fantastico bluesman nigerino Bombino al Teatro Oscar. Nel weekend l’appuntamento più originale è ancora torinese, però, quando sabato sera arriveranno al Teatro Colosseo le trasmutazioni krauto-elettroniche degli Elektronische Staubband di Yann Tiersen.

Ne segue una domenica di riposo, a prender fiato per i fuochi d’artificio della settimana conclusiva. Lunedì 16, alle 17, gli studenti del Conservatorio rendono omaggio a Luciano Berio riproponendo i suoi 34 duetti per violini, al Teatro Verdi. Mercoledì 18 il pop acidulo di Chrysta Bell al Franco Parenti dovrà il suo successo ai visuals dal vivo del suo maestro David Lynch, ma l’attenzione della serata sarà tutta concentrata sulla prima assoluta di Kilowatt Hour (alle OGR di Torino), il work-in-progress dell’eterno David Sylvian in collaborazione con Fennesz e Stephan Mathieu, in replica milanese la sera successiva all’Alcatraz, in un giovedì d’abbondanza che si aprirà alle 17 alla Palazzina Liberty con l’omaggio a Franco Donatoni e ai neoavanguardisti Gruppo 63.

Siamo alla fine, siamo quasi alla fine, le ultime ore di MiTo2013 si muovono tra l’astronomia e le “Vexations” di Satie al Planetario, nel pomeriggio di venerdì, per poi trasferirsi a Torino e sparare il botto, per concludere questa abbuffata con un enorme piatto di crauti: al Teatro Colosseo irrompe la danza dei lemming, guidata dal genio di Teho Teardo, dalla voce velenosa di Damo Suzuki e dall’inatteso ritorno degli Amon Düül. Una serata dalla densità assoluta, da cui sarà difficile riprendersi per portare a termine quest’edizione del festival, il giorno dopo, con il tango dell’Hyperion Ensemble agli East End Studios di Milano e l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Zubin Mehta al Lingotto di Torino… ma ancora più difficile sarà ritornare alla normalità dalla settimana successiva, aspettando un anno perchè si ripeta il miracolo.