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MiToLogia 2012

| venerdì 31 agosto 2012

Buone notizie dal fronte culturale: MiTo resiste anche ai cambi di giunta delle sue città, nonostante le voci che volessero questo festival morto e sepolto. Certo, a giudicare dal programma il budget ha ricevuto sicuramente un taglio brutale, e la distribuzione delle risorse residue lascia più di una perplessità, ma di questi tempi la sola sopravvivenza è una piccola vittoria, quindi godiamoci un’altra stagione di MiTo, e brindiamo alla sua vecchiaia.

Intanto, le occasioni per brindare, in questa settimana d’attesa prima che si aprano le danze arrivano domenica 2 allo Spazio Concept con l’Ensemble Economique e Ottaven, o allo SGA di Arese con Honor Your Pain e Before Today Collapses. Ad Arese si può tornare pure venerdì 7 (sempre suoni forti con Vrgns e Low Derive), nel weekend che vedrà illuminarsi anche i Paesaggi Sonori di Cardano al Campo (VA), un festival che si apre giovedì con Camillas e My Dear Killer, prosegue il 7 con Uochi Toki e The Blues Against You e si chiude sabato con Lento, Putiferio e L’Ocean.
Ma le giornate di questo piccolo festival sono anche quelle in cui MiTo apre i battenti, quindi valutate gli abbonamenti (mah…) e preparate l’agenda, che Settembre si fa sempre impegnativo.

All’interno della rassegna di quest’anno due sono i filoni che si seguono con una certa continuità. Il primo riguarda l’omaggio al genio di Debussy, in occasione del suo 150° compleanno: a lui saranno dedicati il concerto d’apertura dell’Orchestre Nationale de France (Scala, gio 06) e tanti pomeriggi (ore 18) al pianoforte del Teatro Litta, tra cui si segnalano Shizuka Susanna Salvemini (lun 10), Juliana Steinbach (mar 11), Pietro Beltrani (mar 18) e Pietro Gatto (mer 19); anche se l’appuntamento più interessante rischia di essere quello con Orchestra e Coro del Teatro Regio al Conservatorio (ven 14). Il secondo fil rouge che si dipana nelle prime giornate di MiTo è l’opera di Luis de Pablo e Kaija Saariaho, due compositori di musica contemporanea che questa rassegna ha il merito di far conoscere: a loro sono dedicati i concerti della Filarmonica ‘900 (al Dal Verme, ven 07), della London Sinfonietta (Franco Parenti, sab 08) e dell’Orchestra Sinfonica RAI (Conservatorio, dom 08).

Tolte queste due costanti, il resto della rassegna può essere scrutato in ordine cronologico, focalizzandoci su Milano senza escludere qualche trasferta piemontese. Si parte sabato 08 con i canti tradizionali coro ANA (Villa Clerici, ore 18) e il concerto tra pianoforte e bolle di Baldi, Caruso & Cafaggi (Piccolo Teatro Studio, ore 17), per concludere in serata con l’indie-pop teutonico di Get Well Soon alla Triennale.
Martedì 11 prevede un pomeriggio torinese con le canzoni nigeriane di Layori (Piccolo Regio Puccini, ore 17) e una serata balinese con il gamelan al Teatro della Luna (Assago). Pienissimo è il programma di giovedì 13, che si apre addirittura alle 15 con il concerto d’organo di Daniel Chorzempa in Duomo e prosegue con una serata a tre facce, di cui una non c’entra nulla con MiTo ma merita d’esser citata, la Dale Sosimi Afrobeat Orchestra al Carroponte (Sesto S.Giovanni), mentre le donne marocchine dell’Ensemble akhawat el-Fane el-Assil (al Piccolo Teatro Studio) faranno da contraltare all’omaggio a “Blade Runner” a cura di Kuedo e Jimmy Edgar (Fabbrica del Vapore). Le musiche del Marocco sono protagoniste anche venerdì 14, con l’Ensemble Ikhwan al Fane (Teatro Menotti, ore 17), prima di una serata che si divide tra il jazz-avantgarde di Michel Portal (con Hamid Drake alla batteria!) al Teatro Manzoni e i bordoni sonori del duo KTL (O’Malley/Pita) che sonorizzerà “Aurora” di Murnau al Cinema Massimo di Torino.

Sabato 15 arriverà il piatto forte del programma milanese, quando Ben Frost dirigerà un’orchestra di 6 chitarre elettriche e altrettanti ottoni cercando di demolire la restaurata Stazione Centrale, in un concerto che dice di ispirarsi tanto a Steve Reich quanto alle partite di basket. In sei sono anche gli Of Monsters and Man, indie-rocker islandesi di scena domenica 16 al Teatro dell’Arte.

L’ultima settimana si apre con l’incontro tra la tromba di Paolo Fresu e il piano di Uri Caine, di scena lunedì 17 al Piccolo Teatro Strehler, mentre i torinesi si godranno Vladislav Delay che prova a sonorizzare “Ho affittato un killer” (al Blah Blah). Martedì 18 il pianista islandese Víkingur Ólafsson rende omaggio a Glenn Gould (al San Fedele) suonando la musica che a lui piaceva proporre in radio, da Brahms a Bach. Al Franco Parenti invece tocca al Bookmix, uno strano esperimento che proverà a rendere “ballabile” la letteratura facendo incontrare le parole di McLuhan con la musica di The Masses.

Il weekend conclusivo, infine, non verrà certamente ricordato dalla squallidissima festa di chiusura milanese (un’offesa alla qualità della rassegna e forse all’intera intelligenza umana) ma da due appuntamenti al Teatro Colosseo di Torino: l’incontro tra l’elettronica di Alva Noto e il piano di Ryuichi Sakamoto (ven 21) e il viaggio violento nel mistero dell’uomo, musicato dai mantra di Lichens, dal cut-up dei Demdike Star e dal doom degli Om. Un finale ombroso, per ri-abituare gli occhi all’oscurità e tornare per un altro anno sottoterra.