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MilanoX Files: Tajani Surfer

| giovedì 7 luglio 2016

Da Terlizzi (Bari, il paese di Niki Vendola) all’A.d. di Expo (Rho), dalla Fornace di Rho a palazzo Marino passando da una laurea all’ Università Bocconi (2003), attraversando movimenti&centro sociali, rifo&Sel, CGIL&Camera del Lavoro. Cristina Tajani 37enne, sposata, per chi la conosce è una presenza fissa della politica milanese almeno dal 1999. Figlia del primario dell’Ospedale della cittadina pugliese, arrivata a Milano fa ricerca, si occupa di lavoro a fianco della componente di Rifondazione Comunista all’interno della Cgil. Scrive articoli e libri. Come Precariopoli (altri autori sono Curcio e Roggero) presentato alla Fornace di Rho nel 2005 insieme a un dirigente della Fiom di Brescia, Maurizio Zipponi, che poi prova il passo (nel vuoto) in politica con l’Italia dei Valori. Poi da laureata va a lavorare alla Camera del Lavoro, viene promossa a segretaria della Federazione dei Lavoratori della Conoscenza provocando le proteste di diversi delegati-lavoratori. ‘Scusa Cristina ma tu hai mai lavorato?’, gli chiede un componente della segreteria indispettito per la nomina ‘calata dall’alto’. ‘Ma che c’entra ho fatto lavoro di ricerca’, risponde. Nel 2008 si candida alle elezioni politiche nazionali con la Sinistra Arcobaleno. Per la lista di Bertinotti è la fine, 3% -3milioni di voti rispetto al 2006 e la scissione con S.e.l. Un mese prima delle elezioni l’assessora dichiarava che: ‘ll PD preferisco combatterlo sui contenuti non sulle polemiche personali. Veltroni fa bene a candidare i giovani come la Picierno e Colaninno, sbaglia invece se pensa che bastino 1000 euro per risolvere i problemi dei precari’. Nel 2011 viene nominata assessore da Giuliano Pisapia che per qualche mese gli lascia pure le deleghe da Vicesindaco. A un incontro col Comitato Precari che pretende il rispetto delle promesse elettorali di Pisapia (mai più precari, almeno in Comune, le testuali parole del Sindaco) dice che ‘non ha le deleghe’. Oggi ha un sito (www.cristinatajani.it) e 5 anni di esperienza come assessore. ’Nei cinque anni trascorsi insieme a Giuliano Pisapia abbiamo aperto una nuova stagione per una Milano in cui l’innovazione è al servizio dell’inclusione: proiettata nel futuro e solidale. Una nuova stagione che vogliamo rilanciare e che trova in Beppe Sala il miglior interprete, come ha dimostrato l’esperienza di Expo’, dichiara durante una intervista a chi gli chiede perché lei, iscritta a Sel, abbia deciso di candidarsi con la Civica X Beppe Sala. Raccoglie più di 1000 voti e viene nominata assessore al Commercio, alle attività produttive. Eppure figura ancora nel consiglio nazionale di Sel con Smeriglio e Scotto, Fratoianni e Airaudo, Zedda e Cento, Castellina, Maltese e Luca Casarini. Fa parte di chi, sia a livello politico che teorico, si è lasciato alle spalle la zavorra della precarietà sociale.

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Punta tutto sui cognitari, le partite Iva, i precari preparati e vincenti o almeno che ci provano ad esserlo: imprenditorialità, innovazione, ricerca, co-working e giovani creativi. Ha ragione, la maggioranza del ‘movimento’ milanese la segue se non nella politica nelle pratiche. In molti la danno alla regia della nuova ZES, la Zona Economica Speciale che nascerà dentro la piastra di Expo. Deroghe fiscali, in materie come l’ambiente, i  contratti nazionali, le pratiche burocratiche. L’incubo dei collettivi antagonisti No Expo che diventa realtà grazie all’impegno di molti ex militanti. Sono i ‘CompagniX Sala’, tutta una sequela di persone da sempre nella sinistra milanese che invitano al voto e fanno campagna per Zio Sola. Una lunga serie di firme illustri della sinistra milanese di questi ultimi 20 anni, da Paolo Limonta a Mirko Mazzali, da Daniele Farina a diversi attivisti del Leoncavallo, da Davide Tinelli a tantissimi altri,  folgorati sulla via dello ‘sbadato di Rho’. Il modello è quello di cascina Triulza e non solo. Pax sindacale. Molti incubatori di impresa. Un modo innovativo per creare opportunità e lavoro.