MilanoX

News & Eventi Eretici

Tweet storm

Loading...

Smogville

MilanoX Files: Rozza, un mastino alla sicurezza

| lunedì 11 luglio 2016

Ha urlato e sbraitato. L’assessorato alla Sicurezza è il peggiore, quello più duro. Nessuno o quasi ne è uscito indenne negli ultimi 30 anni. Categoria riottosa, un potere contrattuale enorme, una categoria compatta al di là delle differenze sindacali. I voti di Carmela, però, pesano, è in consiglio dal 2006. Nel 2011 fa il record nel PD con più di 2500 preferenze ma anche stavolta tiene. Alla fine, nonostante i mugugni, non se l’è sentita di rinunciare all’assessorato, anche se un pensierino l’aveva fatto questa coriacea siracusana cinquantenne, così lontana dalle barbe incolte e dalle letture colte dei suoi compagni di partito. Senza mezze misure. O ti piace o la odi, ma non si può dire che non sia capace di fare politica. Da giovane (era il 1983) Siracusa-Milano: ‘Ho fatto la colf e la badante per mantenermi’ dichiara al giornale della sua città che la intervista orgoglioso. Poi il lavoro all’ospedale San Giuseppe di fianco alla Basilica di Sant’Ambrogio. Infermiera, si fa notare, c’è da rinforzare la Sanità privata. La Cgil Sanità pubblica in quegli anni era una potenza, viveva di rendita dagli anni Settanta con un en plein quasi ferreo in tutti gli Ospedali meneghini. Centinaia tessere al Sacco, un botto a Niguarda e poi il Policlinico: lei riesce a entrare nel privato quasi tutto cattolico. E son dolori. Senza figli, con tanta voglia di fare, una capa tosta che lavora dalla mattina alla sera (parola delle sue fide segretarie). Alla fine, dopo un passaggio alla Polizia di Stato (era il 1994 col segretario della Camera del Lavoro Panzeri, oggi al parlamento europeo) ai trasporti (1995) il Sindacato la elegge segretaria del Sunia, il sindacato degli abitanti. Con lei la categoria insidia gli iscritti del Sicet, uno dei sindacati più rappresentativi delle case popolari della città. Niguarda, Giambellino, Quarto Oggiaro. Si sbraccia, sbraita. Molti, anche nel suo partito, non vedono di buon occhio questa donna massiccia, con pochi peli sulla lingua, che grida e usa lo stesso piglio della sindacalista nelle riunioni di giunta e di partito. Lei se ne frega, figurarsi. E’ sopravvissuta alla Milano feroce dei primi anni Ottanta, non si è piegata ai cagnoni del sindacato, lei donna, in mezzo ai funzionari della Cgil di Trentin e di Pizzinato. Che cosa vuoi che siano quattro ragazzini che negli anni Ottanta andavano all’oratorio. Fuma e se ne sbatte dei divieti. Ai Lavori Pubblici chiama in ufficio i funzionari e li affronta sigaretta in bocca. Sollecita gli interventi nelle scuole alla prima mail. I tecnici si infastidiscono, è odiata anche in ufficio. Durante un banchetto di informazione sindacale apostrofa un sindacalista: ‘Terrorista!’ e non risparmia insulti anche ai consiglieri di zona 8 che osano contrastare un progetto che passa dai suoi uffici: ’Fascisti. Inquietante alleanza tra estrema destra ed estrema sinistra’. E’ l’estate del 2015, e le ruspe sono quelle dei ‘Muri dei Giusti’ 6mila mq di cantiere, fondazioni di calcestruzzo, muri e acciaio dentro il Monte Stella. I cittadini del QT8 insorgono e lei deve rinunciare a far partire le ruspe già col motore acceso. Poi apre insieme a Gianni Confalonieri, la Gronda Nord ribattezzata ‘Zara Expo’. Una megabretella che sfonda la già martoriata Quarto Oggiaro grazie alla sua mediazione col solito comitato di cagacazzi di zona. A differenza di altri progetti però (Giardino dei Giusti e Vie d’acqua) questo parte. Ci sa fare, non ce n’è. Le ruspe spianano un boschetto, si allargano spaventose insieme a un megacantiere in Stephenson. I residenti tentennano, rifiutano le offerte di aiuto che provengono dagli ambienti dell’antagonismo, trattano. La Rozza vince. All’apertura della Darsena, dopo la festa, siede come una qualsiasi milanese col suo compagno, un simpatico architetto salentino con codino e orecchino da fricchettone, sui gradoni di fronte lo specchio d’acqua. Si vede che è soddisfatta. Quando i fasci imbrattano di scritte la casa del suo Fabio Galesi, consigliere prima e assessore del Municipio 8 oggi, lei si precipita a 4 Oggiaro con il rullo. Cancella tutto e non si ferma. Durante la campagna elettorale pro Sala dipinge un’auto in sosta vietata di fianco a una scuola, un gesto che le costa parecchio, specie tra i fighetti del PD, ma non certo nelle periferie. Non è un caso se la Zona 8 del suo Simo Zambelli resti al centrosinistra contro tutti i pronostici.  Ora è in Beccaria, sede della Polizia Locale. Vuoi vedere che sistema pure i ghisa?