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MilanoLeaks (con supplemento FieraLeaks!)

| martedì 30 ottobre 2012

by Precario Ignoto (un grande ritorno!)

Brera delle mie brame

La Grande Brera, desiderio bramato della Milanokeconta, potrebbe presto diventare realtà. Hanno fiutato che qualcosa si sta muovendo sotto le loro sedie i lavoratori del Museo, che hanno organizzato un presidio (invisibile sui media) e promettono nuove iniziative di lotta. Il loro incubo si chiama Fondazione, e agita i loro sonni con la perdita netta di diritti, soldi e futuro. Oggi dipendono dal Ministero dei beni culturali ma domani?

Amianto Male Comune

Non ci sono solo le case private a soffrire di nocività e agenti chimici pericolosi. Tra gli edifici peggio messi spiccano alcuni immobili del Comune, tra cui l’Anagrafe di via Larga, la sede dell’edilizia di via Pirelli 39 e l’anagrafe di zona di Viale Ungheria. Sembra che per nessuno dei palazzi sopracitati esitano esami di valutazione dei rischi, previsti dal testo unico per la Sicurezza. Sindacati e lavoratori attendono con ansia gli esiti degli esami dell’ASL.

Cascine senza fogna

Il Comune ha messo recentemente a bando 16 cascine in tutta Milano, con un avviso pubblicato nella sezione bandi del sito www.comune.milano.it. Tra i beni abbandonati da decenni d’incuria spiccano Cascina Monluè, Cascina Torchiera e Case Nuove a San Siro, beni comunali che necessitano di diversi milioni di euro per il recupero. Per ora i contributi d’idee sono aperti a tutti, basta anche solo un video su youtube ma a partire da novembre i giochi dovrebbero farsi più ‘duri’. Tra i problemi delle ristrutturazioni, che in alcuni casi sono delle vere e proprie ricostruzioni, le fogne. La fossa biologica è ormai fuorilegge e gli allacciamenti ai condotti fognari costano un botto. Chi ci penserà?

Under Milano

Era ora che anche il sottosuolo venisse messo a valore. Il primo passo verso la quantificazione di buchi, sorgenti, anfratti e canalizzazioni è stata messa in rete questa settimana dall’assessora De Cesaris con una mappatura completa di ciò che succede sotto i nostri piedi. Fino ad ora tutti gli interventi, dai serbatoi di combustibile alle reti informatiche, dalle cabine elettriche sotterranee alle intercapedini, erano gratuiti o quasi, ma d’ora in poi?

L’ombra del lavoro nero su Eicma 2012

Tra pochi giorni inizieranno i lavori di allestimento della 70° edizione di Eicma – esposizione internazionale del motociclo – una delle principali manifestazioni fieristiche presenti nel portfolio di Fiera Milano. L’edizione 2011 di Eicma fece registrare oltre 500mila visitatori in 4 giorni, 58mila mq di superficie espositiva netta distribuita tra 1.462 marchi all’interno di 7 padiglioni fieristici. L’edizione 2012 potrebbe andare anche meglio per gli organizzatori ed è per questo che il Punto San Precario di Rho-Fiera lancia l’allarme su una “falla” nel sistema di accessi delle maestranze all’interno del polo fieristico che renderebbe del tutto inefficaci le misure adottate – dopo l’ennesimo scandalo al Salone del Mobile 2012 – da Fiera Milano per contrastare il lavoro nero.

Fiera Milano scarica ogni responsabilità sull’espositore

Come si ottengono i pass? L’espositore che li chiede per le proprie maestranze o l’allestitore a cui ha commissionato lo stand fanno una sorta di autocertificazione. Infatti, come prevede il cap. 4.1 del Regolamento tecnico di Fiera Milano: “Per accedere e circolare nel Quartiere Fiera, l’Espositore e/o il Personale delle Ditte che operano per suo conto devono essere in possesso di apposita tessera di accesso nominativa. Fiera Milano invia a ciascuna ditta espositrice una mail (completa delle “Disposizioni di montaggio e smontaggio”) contenente un link attraverso il quale pre-registrare tutte le persone; dopo l’inserimento dei dati l’espositore riceve, sempre via e-mail, dei codici a barre che una volta giunti in Fiera verranno letti da appositi lettori che emetteranno le tessere da tenere esposte. Tutto il personale delle ditte che operano per conto dell’espositore deve anche tenere esposta la tessera di riconoscimento prevista dal D.Lgs. 81/08”.
Quindi, se io sono un espositore e chiedo un pass per un mio montatore irregolare, Fiera Milano me lo da. Perché non controlla se al nominativo richiestole corrisponde una persona con documenti regolari, permessi validi, ecc. Il controllo spetta all’espositore, che deve verificare se l’identità dichiarata dal suo montatore coincide con quella riportata sul suo documento d’identità. Quello che può andar male, se non lo fa, è che l’irregolare venga beccato quando è già dentro dai carabinieri. Ma è un’eventualità. Senza contare che la tessera di riconoscimento prevista dal D.Lgs. 81/08 che è una tessera personale di riconsocimento del lavoratore con indicati i dati anagrafici del lavoratore, oltre a una serie di dati relativi al datore di lavoro e alla posizione lavorativa, non viene praticamente esposta dal personale.

“Sogno una Fiera senza lavoro nero”

Fiera Milano si è dotata di un sistema sanzionatorio più severo per colpire le ditte che ricorrono all’utilizzo di manodopera irregolare. Sanzioni pesanti che nei casi più gravi possono arrivare fino all’espulsione dell’allestitore che non potrà più lavorare in Fiera Milano. Il problema della “tolleranza zero” invocata dall’ad di Fiera Milano spa Enrico Pazzali è che affronta il sintomo senza curare la causa. Sono le maglie larghe della procedura che non impediscono (se non si vuole dire “favoriscono”) il lavoro nero. Perché, appunto, se oltre a leggere il pass con lo scanner si dovesse anche fare un controllo minuzioso della documentazione di chi entra, la fila arriverebbe fino in Piemonte e le fiere non aprirebbero.
Fintanto che non si interverrà sul processo il sogno di una “Fiera senza lavoro nero” dell’ad Pazzali è destinato a rimanere tale.