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MILANO VENDESI by INVIMIT: OTTIMIZZARE IL DEGRADO

by stefano mansi | domenica 4 marzo 2018

TAV, Ponte sullo Stretto, Mose. Pensavate che la vendita del Palazzo di via Pirelli 39 e dei 42 ettari di piazza d’Armi fosse un ‘investimento per rigenerare una zona semiperiferica di Milano’, così come lo descrive il sito web di Invimit e invece…Basta guardare i volti e le storie del consiglio di amministrazione della società di gestione del risparmio incaricata dai governi che si sono succeduti dal 2011 ad oggi di ‘valorizzare’ (leggi svendere) immobili pubblici, per capire il livello di interessi coinvolti. Altro che Comune di Milano e Municipio 7, il valzer di incarichi e parentele, amicizie politiche e gruppi di interesse, boiardi di stato e stipendi d’oro punta dritto a Roma e illustra con dovizia di particolari il degrado in cui è sprofondata la Repubblica. Iniziamo con l’ex amministratore delegato di Invimit s.g.r. la società che dal 7.7.2016 ha in gestione l’area di piazza d’Armi, diretta emanazione dei Ministeri delle Finanze Tremonti, Grilli, Saccomanni, Padoan.

Il capogruppo parlamentare del P.D. Zanda con l’a.d. di Invimit Elisabetta Spitz

Lui è Vincenzo Fortunato, ex capo di gabinetto del Tesoro, collaudatore del Mose, liquidatore della società che gestiva (gestirà?) il Ponte sullo Stretto. Società regine degli sprechi dove prolificano poltrone designate dalla politica, tra clientele, lobby e strategie elettorali. L’amministratore delegata è miss 320,000 euro l‘anno Elisabetta Spitz, architetta e paesaggista romana, ex direttrice del demanio, fino al 2007 moglie di Marco Follini, democristiano, uno dei deputati trasformisti sempre in bilico tra centro destra e centrosinistra. Pensavate che la sede poteva trovarsi in uno delle centinaia di immobili che lo stato ha affidato a Invimit sgr spa per ‘valorizzarli’?

Massimo Ferrarese, direttore di Invimit ai tempi della elezione a presidente della provincia di Brindisi

Troppo Facile. Invimit infatti è in affitto a Roma in via Santa Maria in Via 12 a due passi da Fontana di Trevi, un 250mq di lusso di proprietà di Inarcassa, il fondo previdenziale di architetti e ingegneri. Lo Stato, cioè tutti noi, paghiamo 25 mila euro al mese di affitto per questo immobile, ma lo sconforto sale ancor di più quando, come spiegato dalla stessa Spitz, si apprende che Invimit ha seguito tutte le attuali normative previste per le locazioni. Alla comunicazione della società troviamo Paolo Messa, consulente alla comunicazione da 90.000 euro lordi l’anno e a sostituire Fortunato ecco arrivare Massimo Ferrarese, proprietario della società prefabbricati pugliesi, ex Confindustria e presidente della Provincia di Brindisi, eletto tra le file dell’NCD di Alfano, ministro degli esteri del Governo Gentiloni. Invimit ha avuto l’o.k. della Banca di Italia che nel 2013 l’ha inserita nell’elenco delle società gestori del risparmio accreditate dall’Istituto,  e come obiettivo ha la creazione di fondi target per ottimizzare (leggi vendere) le proprietà immobiliari degli enti territoriali.

Il deputato Marco Follini, transitato da destra a sinistra nel corso delle ultime legislature, insieme alla ex moglie Elisabetta Spitz

Invimit così come molte altre società con interessi immobiliari hanno capito come fare a comunicare il verbo del cemento armato. Usando immaginifici fotomontaggi (i ‘rendering’) e termini di una neolingua già oggetto del sarcarsmo di Umberto Eco riescono a vendere (‘ottimizzare’) asfalto come fosse ‘rigenerazione’, e trasformare l’olezzo di betoniera nel profumo di un centro estetico. Nel caso di piazza d’Armi, grazie alla compiacenza delle redazioni milanesi di giornali (Gazzetta, Corriere, Repubblica) Tv (Striscia La Notizia) e siti internet (MilanoToday in cui scrivono giornalisti-candidati in appoggio al Sindaco Sala alle ultime amministrative come Massimiliano Melley) sono riusciti a sostituire al degrado clientelare e al mercimonio di poltrone e consulenze sopra descritto, l’occupazione di terreni e palazzine da parte di ortisti, sfasciacarrozze abusivi e disperati. Un altro strumento linguistico per ‘ottimizzare l’utilizzo degli immobili’ e ’implementare’ gli interventi pubblici. Peccato che nessuno dei dotti e titolati giornalisti delle redazioni di cui sopra abbia minimamente citato la presenza, nelle zone umide di piazza d’Armi, del tritone crestato, del tritone maculato e del ramarro, specie e habitat protetti dalla Convenzione Internazionale di Ginevra del 1982, da una Direttiva Europea e dalla Legge Regionale 2008 sull’ambiente.