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Milano: l’Onda Nera

Tito Speri | mercoledì 24 gennaio 2018

Un’onda nera sta per abbattersi su Milano, e non stiamo parlando dei pur eloquenti risultati elettorali che stanno per cambiare per sempre i rapporti di forza nella destra italiana. In molti, tra osservatori, giornalisti e consiglieri comunali anche di sinistra faranno finta di accoglierla come una sorpresa, quasi fosse davvero una marea improvvisa. Non certo la redazione e i lettori di Milano X, unico tra i media cittadini presente alla sfilata dei nazisti al Gallaratese lo scorso dicembre a fare la cronaca di quanto stava succedendo in quel corteo, una data storica per l’ultradestra meneghina (assente solo Casapuond). In realtà, sono più di 10 anni che tante piccole gocce stanno scavando, silenziose, aprendosi un varco nella un tempo solida coscienza storica di Milano, Niguarda, Sesto San Giovanni, Baggio, Cinisello, Crescenzago, Bresso, Barona, Rho. Città, quartieri, paesi simbolo della volontà di Repubblica di Milano coi loro più di 5000 martiri per la libertà dal 1922 al 1945. La fresatura della pietra d’inciampo del partigiano Fiocchi in via Vallazze per cancellarne le lettere, è solo l’ultimo degli episodi contro i simboli, le lapidi, i monumenti della Resistenza, ma è nulla di fronte al moltiplicarsi dell’attività di collettivi, gruppi, formazioni politiche, e mezzi di informazione di stampo fascista.

La Milano Nera sta diventando maggioritaria specie tra i più giovani, attirati dalle parole d’ordine diffuse nei social da pagine FB, gruppi di interesse, giochi di condivisione (vedi i giochi On line multiutente). I simboli del ventennio si sprecano nelle home, sui profili personali.  Blocco Studentesco non è mai stato così diffuso e votato tra le scuole superiori milanesi, contrastato unicamente da liste che fanno fatica a trovare una sintesi di unione. Alla scuola superiore di Litta-Modigliani è risultata recentemente la lista più votata con oltre 1000 preferenze, ma dati positivi sono segnalati in città e non più nei licei bene, un tempo feudi della destra missina e del Fronte della Gioventù. Meccanica, fisica, commerciali, è un boom senza precedenti che solo i ciechi non hanno ancora visto. La generazione del 2000 spinge in alto le azioni e le parole d’ordine dell’estrema destra, che è ormai uscita dalle curve per diffondersi nel resto della città. L’apertura di una sede importante in città, una sorta di centro sociale della destra in stile romano, è solo questione di settimane, la tartaruga ha già preparato le sue lente ma inesorabili mosse. C’è una frase simbolo di questo passaggio epocale tra gli slogan scritti fuori da San Siro e relativa alla battaglia anti-ultrà e i Daspo del duo Pisano-Maroni, ‘Ci cacciate dagli stadi, ci troverete nelle strade’. Le disposizioni dei due ministri, una serie di circolari, leggi e disposizioni di servizio fondamentali per capire il passaggio da stadi a piazze, da politica della repressione a creazione e manipolazione del consenso, è stata largamente sottovalutata dalla maggioranza dei professorini di sinistra che guardano schifati a quel mondo fatto di birra, agguati e puzza di sudore. Mai profezia ultras è stata più veritiera e la marea nera che travalica gli spalti in moltissime realtà italiane, specie di provincia (Varese, Busto, Cremona per rimanere in Lombardia) è diventata realtà anche a Milano. Le canzoni e l’iconografia fascista dilagano nel Web mentre l’Anpi diffonde i suoi comunicati novecenteschi, che hanno una grafica e soprattutto un effetto ininfluente sul mondo della social communication.

La litania del presidio di 70enni, le lamentose repliche dei vari Fiano/Sala/Majorino & soci, il nullismo di Prefetture e Ministri, l’agire indisturbato dei fascisti,  producono anzi un effetto contrario su moltissimi ragazzi, che vedono negata la loro voglia di protagonismo che comunque è politico, sociale e come tale va trattato. ‘Non vedi, è uno schifo’, ci spiega Ale, un 14enne che frequenta una terza media di Città Studi, mentre osserva un gruppo di ragazzi africani che mangia in un giardinetto di fianco al Volta, in mezzo a cartacce e rifiuti. ‘Io non so nemmeno cosa sono queste canzoni (e mi porge il cellulare da vedere), ma c’è bisogno di azione, di cambiare’. ‘Guarda’, io sono andato alla Rinascita’, spiega Luca, un ventenne che ha appena finito le superiori e frequenta il circolo di Lealtà Azione e la palestra per gli allenamenti di Bollate.  ‘Me li han fatti odiare i partigiani. Si può insegnare a un bambino di prima elementare ‘bella ciao’ o sfracassargli le palle coi racconti della Resistenza un giorno si è l’altro pure? La mia scelta è stata di non omologazione, mi facevano schifo loro e il loro pensiero unico’.  L’Onda Nera non è più fatta dei vecchi arnesi della fiamma, finiti in soffitta anche se cercano contatti, appoggi, inserimenti nelle nuove leve. ‘Casapound?’, mah sono degli sfigati, ci racconta un altro dei ragazzi che fanno i banchetti con Lealtà ed Azione, vogliono solo rpesentarsi alle elezioni mentre noi siamo una comunità, una cosa ben diversa anche da Forza Nuova. Più relegati ci sono Fiamma Tricolore, alcuni ex Msi, e chi è entrato in Fratelli d’Italia, messa talmente male a Milano da non esser riuscita nemmeno a far eleggere De Corato alle ultime elezioni. ‘Basta con Riccardo, abbiamo bisogno di gente nuova’, pensano in molti. A completare l’ondata che più nera non si può ci sono le NSAAB, apertamente filonaziste, quasi a rinverdire quel filone che nella tradizione italiana è stato aperto da Crispi (l’allezanda con la Prussia del 1883) rinverdito dall’alta filotedesca del Fascismo (il gruppo del Ras di Cremona Roberto Farinacci).

01-00074537000008 – 25 APRILE 1945 LA LIBERAZIONE – MILANO – GLI UOMINI DELLA DECIMA MAS SONO STATI CATTURATI DAGLI UOMINI DELLA GUARDIA DI FINANZA AL COMANDO DEL COLONELLO ALFREDO MALGERI , 26 APRILE 1945 .

L’Onda è pronta ad abbatersi su Milano. E non saranno certo le leggi, cosi come successo dal 1919 al 1924 anche e soprattutto a Milano, a fermare i fascisti, che trovano nelle istituzioni, negli apparati dello stato, molti ammiratori.