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Milano e l’economia della condivisione

| lunedì 7 luglio 2014

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Piano piano come fanno loro, le conseguenze dell’avere sempre in tasca un oggetto che sa chi sei e dove sei si stanno vedendo. Per un instante solo voglio smettere di gridare alla violazione della privacy e guardare con occhio curioso cosa succede in città

by Daniele Salvini

 

enjoy la macchina

In questo momento a Milano è attivo un servizio di car sharing della Eni, chiamato enjoy.
Funziona così: apri l’applicazione sullo smartphone e vedi sulla mappa la macchina più vicina, (sono le 500 rosse come il disco dei cccp con su scritto “enjoy”).
La prenoti cliccando sulla mappa (la app è collgata a un sistema di pagamento come una carta prepagata), ti avvicini e la macchina ti apre la portiera. La guidi dove vuoi e la lasci dove vuoi (in città).
Non paghi benzina ne’ parcheggio e puoi entrare in centro.
Costa 25 centesimi al minuto, da quando inzi a guidare a quando spegni il motore.

Praticamente, ieri che ho fatto le tre di notte dall’altra parte della città, potevo tornare a casa guidando, ci metto 20 minuti, dunque 5 euro. In taxi costava di più.

Uber invece è un servizio che mette in contatto guidatori automuniti con gente che vuole un passaggio.

Dunque se sono un guidatore mi iscrivo a Uber, mi certifico (patente, targa, assicurazione valida ecc). Se sono un passeggero mi iscrivo apro l’applicazione e chiedo un passaggio, l’autista arriva ed entrambi sappiamo già quanto costa, il passaggio dei soldi lo fa Uber. Questa cosa ha fatto arrabbiare parecchio i tassisti che si sentono defraudati. Di conseguenza Uber a Milano non si diffonderà.

Bla Bla Car invece è un servizio/app che mette in contatto gente che offre chiede un passaggio in macchina a pagamento. Airbnb invece scambia case.

 

Questi esempi si basano sul fatto che la device che tengo in tasca è in grado di certificarmi, di localizzarmi e anche di effettuare una transazione.

Dunque è possibile che se riusciremo ad autocertificarci e ad autoassicurarci, il passaggio da una economia capitalista a quella dello scambio avverrà senza bisogno di middle men né di garanti.

Davvero serve che la bicicletta me la metta a disposizione il comune? non posso prestare la mia e prendere quella di un altro quando mi serve? Come si fa? Questo mi interessa. Cos’altro posso scambiare?

La rete è stata tirata, il punto prossimo venturo sarà la capacità di autocertificarsi. Ossia la capacità di generare fiducia senza garante. Altrimenti, godremo una società dei servizi altamente meccanizzata e ipercontrollata con un divide da paura e ci sarà conflitto.