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Michel Gondry Disegna Noam Chomsky

by Penny Marker | video by Gondry | martedì 17 giugno 2014

“Lavoro. Te credo che lavoro. Al consorzio. Come quale? Al consorzio de bonifica. Come dove, a Latina, no! Come, che vojo? Sto qui  pe’ l’esame! ..Se ho letto qualche cosa? No. Come faccio a studià, lavoro! Mò me metto a leggere Kripke e Chomsky! Ai miei fiji che ce  pensi, te? Che me frega. Poi io.. nun riconosco. Come che, nun riconosco un cazzo! ..Perché vojo fà l’esame? Me mancano solo  Filosofia Modale e Teoria dei Modelli, mò mollo così, perché sei bella te!”

Ve lo ricordate? A dirlo era lo studente, interpretato da Ricky Memphis nel film Paz, agli esami prima dell’indimenticabile discussione di Fiabeschi Enrico su Apocalypse Now, regia di F.F.Coppola e musica dei Doors.

Questo per dirvi che se siete liberi da consorzi, esami, figli, animali, fantasmi e lupimannari non potete perdervil’anteprima che lo Spazio Oberdan, all’ interno della manifestazione cinematografica Biografilmfestival dedica al documentario animato di Michel Gondry: Is The Man Who Is Tall Happy? (dal 20 giugno al  6 luglio verrà proiettato tutti i giorni) sulla vita e il pensiero del più famoso studioso di linguistica moderna americano, ormai entrato a pieno titolo nella cultura di massa attraverso una parabola unica che partendo dalle aule delle accademie scientifiche arriva fino ai tavolini dei bar.

Gin Tonic e Noam Chomsky per intenderci, dove il gin non è Gordon, la tonica non è Schweppes e Chomsky non è l’autore di Aspects of the theory of syntax  e Cartesian linguistics, ma un cazzuto vecchietto anarchico no global e anti americanista che spacca di brutto.

Nel vostro cocktail invece non vi dico cosa c’è perché ho a cuore la vostra sensibilità.

La chiacchierata illustrata dal regista di Se mi lasci ti cancello dispiega animando le teorie del padre della linguistica generativa per un viaggio scientifico e onirico, difatti nel film le teorie del filosofo attivista si fondono con la matita del regista che le disegna e le anima via via che le comprende.

Gondry monta dai 12 ai 24 fotogrammi al secondo e alle immagini delle interviste, fatte a più riprese a partire dal 2010 con una cinepresa Bolex 16 mm, il cui rumore entra nel sonoro, lascia appena il 2 percento del totale delle scene.

Un viaggio onirico nel più classico stile del cineasta francese dunque che vi rimarrà impresso nelle retine e che vi farà fare bella figura la prossima volta, e ci sarà statene certi, che qualcuno citerà Chomsky all’interno di qualche discussione su Marx, Cristo, Shakespeare e Dostoevskij i quali, insieme a Linda Lovelace e Paperoga, formano il minimo indispensabile per una sana cultura contemporanea.

 

Is The Man Who Is Tall Happy? An Animated Conversation With Noam Chomsky.
Dal 20 giugno al 6 luglio presso la sala dello Spazio Oberdan.
R.: Michel Gondry, v.o. sott. it.
Int.: M. Gondry, Noam Chomsky.
Francia, 2013, 90’