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Il Mercatino di Piazzale Cuoco

| lunedì 22 novembre 2010

Domenica mattina, Milano. Sotto un cielo torvo e piagnucoloso brillano le pubblicità di Moira Orfei sulla circonvallazione esterna-esterna, altezza piazzale Cuoco. Ma non siamo qui per i tendoni del circo, dove arriva un traffico incessante di camion e persone, ma per il mercato nascosto subito dietro.
Ogni domenica mattina, nel grande spiazzo d’erba a fianco della strada, si riunisce un nutrito gruppo di fidelizzati espositori bric à braque. Non sarà cool come Porta Portese, né chic come via Fleming, ma ha tutte le carte in tavola di un vero mercato delle pulci. Da un domenica all’altra ci si può proporre espositori affittando una delle molte piazzole, ma la maggior parte degli espositori sono aficionados che hanno costruito ripari in legno per la loro merce. L’approccio è abbastanza hc: per la pioggia i vestitti sono tutti umidi e molli, e odorano di vecchia cantina; la amggior parte degli espositori tendenzialmente espone un diagramma di caos, con ceste piene di giovattoli, peluche, oggetti rotti: bisogna fare un bel respiro prima di metterci le mani. Ma basta avere pazienza, e scovare i vecchi classici del mercato che promettono bene dalla calca sugli oggetti.

Non perdetevi una signora rumena, presente ogni domenica, che ha solo cose che non vi aspettate, e di cui anche arrovellandovi non potrete scoprire la provenienza: domenica scorsa offriva pigiami di hello kitty, una scatola con 150 “strange days” (il cd) originali dei doors, un set da sicurezza per crociera con salvagenti a gas e cinturoni (praticamente introvabili), una collezione di cappotti da cagnolino e qualche decina di levis 501. Ed è solo l’inizio: non lontano da lei vi è un altro gettonatissimo banchetto, di una famiglia di iraniani, che commercia in vestiti di lusso e macchine reflex, passando per scarpe, gioielli, e tecnologia. Un classico, presente ogni domenica, è anche la casetta di questa coppia italiana madre-figlia, che pare una boutique: solo capi splendidi, di pelle, cuoio o tessuto, con ricercati pezzi di vintage o divertenti vestiti anni ’80. Non manca neanche la cultura; dvd a 2 euro (sono vecchie videoteche in fallimento che svendono i titoli), libri vecchi a 6, lp e giochi da tavola degli anni ’70. Se siete fortunati poi vi imbattete nei banchetti disperati dell’ultima domenica: vestiti nuovi a 1 euro, maglioni a 2, gonne e sorrisi. Se vi viene fame, nessun problema: oltre al lurido d’ordinanza potete comprarvi qualche forma di formaggio pugliese o ananas e mandarini venduti con i robivecchi.

Il mercato di Piazzale Cuoco è una Milano che vorrei: un po’ più zozza, meno patinata, più incasinata, ma viva e coinvolgente. Che anche sotto la pioggia mantiene la sua dolorosa allegria di sopravvivenza.

[mercatini milano domenica : this is it!]