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Meno obesi nelle walkable cities Mariella Bussolati

Mariella Bussolati | sabato 15 luglio 2017

I ricercatori di Stanford, che non sono tra gli ultimi e conoscono bene la modernità, hanno usato gli smartphone per tracciare l’attività fisica di 717 mila di persone in 111 Paesi diversi, e hanno fatto una interessante scoperta, pubblicata su Nature https://www.nature.com/nature/journal/vaop/ncurrent/full/nature23018.html: la dieta migliore contro l’eccesso di grasso e l’obesità non sono le diete, ma il movimento, che com’è noto, ma sembra non esserlo, brucia calorie. Calcolando i passi, facendo usare telefoni con accelerometri e una app, hanno dunque concluso che nei Paesi dove l’obesità è bassa, le persone camminano ogni giorno più o meno la stessa distanza. Nei Paesi dove invece si cammina molto poco (per esempio gli Usa), la concentrazione di obesi aumenta drasticamente

I ricercatori, Jure Leskovec e Scott Delp, hanno etichettato questo fenomeno con il nome ineguaglianza di attività, paragonandolo alla ineguaglianza di reddito, e distinguendo dunque le persone tra ricchi e poveri in attività. In questo modo, dicono, appare evidente come i due ambiti siano profondamente correlati.

E c’è un problema femminile anche in questo ambito: quando l’ineguaglianza di attività è ampia in una società, l’attività delle donne è ridotta in modo drastico rispetto a quella maschile. E le conseguenze sono ancora più obesità femminile.

Noi che siamo curiosi possiamo anche trovare dei dati geografici, anche se forse ce li immaginavamo già. È la Svezia il Paese che ha il più basso tasso di obesità e la differenza più bassa tra ricchi e poveri attivie tra maschi e femmine. Gli Usa invece hanno i più alti livelli di obesità del mondo, e hanno una enorme differenza tra ricchi e poveri.

I ricercatori sottolineano anche unaltra cosa: aspetti fisici dell’ambiente, come per esempio la camminabilità” di una città, sono correlati con minori differenze. Non c’è da sorprendersi insomma se negli Stati Uniti, dove i quartieri sono a misura di automobile e parcheggio, l’obesità è più alta.

Ma non basta: un altro membro del team di ricercatori, Jennifer Hicks del Mobilize Center di Stanford, ha scoperto che nelle città dove si può camminare, perché negozi, ristoranti e parchi sono a misura di passo, la gente tende a camminare di più, sia che sia maschio, femmina, giovane o vecchio e persino obeso.

Sarebbe interessante far leggere queste ricerche anche ad alcuni architetti italiani, e in particolare milanesi, che sembrano non riuscire a risolvere una contraddizione, ovvero quella che i paesini medioevali e i parchi sono mete apprezzate per le vacanze, e si ostinano a generare spianate di cemento, strade larghe, grattacieli e quartieri lontani da ogni servizio.

E forse sarebbe utile far scoprire che ignorare queste cose, elementari, serve in realtà ad alimentare una fiorente industria del benessere, che continua a sostenere che gli obesi devono fare costosissime operazioni di bypass dell’intestino, e in generale chiunque si senta un po’ sovrappeso possa dare la colpa a disfunzioni o al famigerato metabolismo, per poter spendere per farsi consigliare da dietisti e medici diete calibratissime e beveroni di pessima qualità.