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Leftism

Megariot a Bruxelles per lo Sciopero dei Sindacati contro l’Austerità

| sabato 8 novembre 2014

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Tutto il Belgio si è mobilitato il 6 novembre, rispondendo alla chiamata del sindacato socialista (la FGTB) per una grande manifestazione a Bruxelles contro il nuovo governo di destra sostenuto dagli indipendentisti fiamminghi dell’N-VA, simili ai leghisti nostrani, che si appresta a varare una serie di tagli sociali, soprattutto all’indennità di disoccupazione.

Più di centomila manifestanti giovedì hanno paralizzato la capitale dell’Europa, con i giovani particolarmente incazzati di fronte alla prospettiva di miseria e disoccupazione in nome di un’austerità sempre più follemente masochista.

Il Belgio è un paese polarizzato: la Vallonia francofona pende a sinistra, mentre le Fiandre fiamminghe votano a destra e non vogliono più pagare il conto della disoccupazione di Liegi e Charleroi. In mezzo Bruxelles, che la metà fiamminga reclama come sua, ma che è sempre più una metropoli dove si parla francese, anche grazie al grande numero di immigrati africani e arabi.

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Violenti scontri sono scoppiati verso le due del pomeriggio di fronte alla stazione du Midi. Un migliaio di giovani dal volto coperto, guidati dai giovani metalmeccanici di Liegi (dove la Mittal ha chiuso il ciclo a caldo) e dai giovani portuali di Anversa (dove il traffico container non è ancora tornato ai livelli precrisi), hanno dato l’assalto ai cordoni di polizia, lanciando sanmpietrini, distruggendo vetrine, rovesciando macchine e bruciando una moto della polizia, un’immmagine che ha fatto il giro del mondo. Dopo un fittissimo lancio di lacrimogeni e l’uso di camion con idranti, la rabbia precaria si è spostata verso la Porte de Hal, bloccando il traffico della circonvallazione piccola di Bruxelles. Nel frattempo attivisti della JOC occupavano la sede della confindustria belga.

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All’assemblea blockupy di un mese fa organizzata dalla GUE, gli attivisti di Bruxelles avevano fatto presente che la città sedeva su un vulcano sociale pronto ad eruttare, ma gli ingrigiti funzionari della sinistra europarlamentare avevano fatto finta di non sentire. Poco male, perché il grido FUCK AUSTERITY lanciato dai precari belgi è arrivato dritto al destinatario: l’eurocrazia di Bruxelles e i governi che si sottopongono ai suoi draconiani diktat di bilancio.

su twitter: #manif6nov