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Manager in Comune: Sala System

by Reda MiX | martedì 25 ottobre 2016

Dopo aver sistemato oltre 60 consulenti di fiducia, la riorganizzazione del Comune di Milano targata PD procede verso la ‘macrostruttura’, ovvero i dirigenti. Non contenti di aver sistemato mezza segreteria metropolitana del partito e due ex consiglieri comunali (De Censi e Gibillini), il Capo di Gabinetto del Sindaco (Mario Vanni 177mila euro lordi l’anno), il portavoce di Sala in Expo (Gallizzi, a 145.000 euri lordi l’anno) l’ExpoGuru Gianni Confalonieri (ex portavoce di Democrazia Proletaria fino al 91), il ‘riordino’ della macchina comunale ha rottamato i vertici del Comune. Premiare il merito? Ma va. Usare i dipendenti interni in ruoli diversi? Boh…La neodirettora generale Arabella Caporello (presidentessa del Circolo della Pallacorda PD di corso Magenta) ha bocciato piuttosto chi, nello scorso mandato, ha avuto l’ardire di mettersi di traverso alle decisioni (anche quelle più ardite) della Giunta. Eliminate le figure dei Vicedirettori generali, la struttura si sdoppia in due: da una parte le direzioni operative (tra cui la nuova Direzione Progetti Speciali) con a capo un Direttore Operativo che risponderà direttamente alla Caporello dall’altra la classica struttura amministrativa con le nuove Direzioni Marketing Metropolitano (attrarre investimenti dall’estero) e la importante Direzione Periferie. Spariscono le Direzioni specialistiche e già i dipendenti maledicono l’ennesima ridenominazione degli uffici che provoca enormi spese di cancelleria, spostamenti, targhe, timbri nella peggiore tradizione dello spreco di risorse pubbliche.

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Dietro le scelte, specie quelle nello strategico settore urbanistico, emerge chiara la ‘longa manus’ della ex vicesindaca ‘Crudelia’ De Cesaris che ha elevato ai vertici di tutto il prolifico settore Zinna, l’ex geometra di Rozzano passato da ‘MareMilano’ alla direzione dell’Urbanistica, suo braccio destro in diverse uscite pubbliche sull’ex Piazza D’Armi. Posizione di vertice anche per la ‘zarina’ del P.G.T., Simona Collarini mentre l’ex vicedirettore Simonetti è stato retrocesso alla direzione del Facility Management (il suo vice è l’ex direttore tecnico Pepetti) insieme a Giuseppina Sordi che dalla direzione centrale dello sviluppo del territorio passa all’energia e ambiente di piazza Beccaria e Paola Viganò, architetto ex direttore dello Sportello Unico per l’Edilizia passata ai parchi, ma semore nell’urbanistica. Loda passa dai parchi agli appalti mentre Campana, dirigente di zona 3 e Salucci della Mobilità sono restati ai loro posti, insieme ad Aldarese dell’area tecnica edifici scolastici. Carte ferme all’avvocatura dove troviamo l’avvocato capo Mandarano e l’ex direttore risorse umane Lopedote mentre Seris (classe ’73) dopo il tour de force come commissario del chilometrico concorso dei Nidi (in questi giorni sono partite le prime chiamate dalla nuova graduatoria) passa dalla zona 9 all’importante direzione del Commercio di via Larga, dove è iniziata in queste settimane il rinnovo di tutte le concessioni dei posti nei mercati, posteggi e chioschi, in applcazione della direttiva Europea Bolkenstein. Promozione anche per Marco Porta che dai lavori edili minori (è arrivato l’ing. Carrillo) passa alla pianificazione urbanistica. Tarricone passa dalla gestione dei progetti delle metrò 4 e 5 alla strategica direzione periferie mentre la Maistri è stata demansionata e si occuperà dei servizi domiciliari nei Servizi Sociali. Resta la Volpi agli appalti diversi (la nuova denominazione della macrostruttura è Direzione Unica Appalti. Esemplare la lettura della delibera, a delineare il nuovo corso del Comune di Milano con l’ingresso di una neolingua i cui significati sfuggono ai più, inglesismi così inadatti a descrivere la ‘macchina comunale’.

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Non ci saranno più sportelli e uffici ma front e back office, i cittadini diventano clienti ( customizzazione), non più clientele, nomine partitiche e rapporti amicali ma attività di benchmarking, le azioni amministrative diventano operations, e i fruitori dei servizi si trasformano in city user, Le Periferie sono da riqualificare, gli spazi da rigenerare mentre i dirigenti dovranno garantire un focus manageriale. E poi ancora insourcing, know how, issues, start up progettuali. Ottime premesse, accompagnate da annunci mirabolanti ripetuti a macchinetta dal 99% dei media. Il momento dei fatti però, dopo 5 mesi dalla nomina della nuova Giunta, sta per arrivare e al posto degli annunci, Milano si aspetta di vedere la realtà.