MilanoX

News & Eventi Eretici

Tweet storm

Loading...

Smogville

Malpensa vs Linate: un’opinione fuori dal coro

| mercoledì 16 aprile 2014

MALPENSA

di Alex Foti

Ve lo dico subito: chi preferisce andare da Linate a Londra o Francoforte per arrivare in America o in Asia, secondo me è un pirla. Ci va in taxi o in macchina per imbottigliarsi in Forlanini e poi allunga il viaggio di 3 ore. Fino al 2000 da Malpensa si poteva volare direttamente a Chicago, Los Angeles e San Francisco. Ora c’è a malapena un volo diretto per il JFK (che per inciso è assai più lontano da Manhattan di quanto Busto sia da Milano). E perché? Colpa d’Alitalia, che ha voluto tenere il personale a Roma quando i viaggiatori erano a Milano e ha creduto di poter accollarsi due hub (in aggiunta a quello di Fiumicino) proprio mentre le linee low-cost iniziavano a spopolare e le compagnie di bandiera stavano chiudendo una dopo l’altra (Belgio e Svizzera le prime vittime), portando a un consolidamento spietato del settore dopo l’11 settembre. Poi quando Berlusconi l’ha venduta a Colannino invece che ai francesi, lui ha subito puntato sul monopolio Linate-Fiumicino lasciando liberi gli slot di Malpensa. Tanto c’è Orio al Serio, diceva. E’ riuscito ad accumulare altre miliardate di perdite con questa intelligente strategia, fino all’attuale svendita della compagnia di bandiera a Etihad, la compagnia aerea di Abu Dhabi. Insomma peggio della Juve a Gheddafi..

Io ho sempre preferito volare da Malpensa. Ci si può andare da Cadorna, Garibaldi e Centrale in mezz’ora: e i tempi di percorrenza sono sempre certi, se non ci sono scioperi. Costa 11 euro, ma ora c’è anche l’andata e ritorno per viaggi inferiori a 60 giorni. In pullman si spende anche meno anche se ci si mette di più. Il terminal 1 è l’unico aeroporto internazionale degno di questo nome in Italia, con i ponti d’attracco ai velivoli, ampio spazio per i decolli e, se non proprio tanti negozi quanti a Barcellona o Amsterdam, una degna vetrina del made in Italy ai passeggeri sempre più provenienti dalle economie emergenti che transitano dallo scalo varesino. Dopo che anche Lufthansa ha abbandonato Malpensa, si può volare low-cost anche dal terminal 1, oltre allo storico terminal 2, da cui decollavano i charter già negli anni ’70. Brussels e EasyJet, per esempio, hanno investito su Malpensa. E Ryanair mentre rifanno la pista di Orio a maggio dirotta i voli su MXP.

Pisapia è per Linate. Maroni è per Malpensa. Chiaro: Linate porta soldi alle casse del comune di Milano, mentre Malpensa no. D’altro canto i leghisti ci tengono a Malpensa per ragioni localistiche di bandiera, non nell’interesse dell’area metropolitana milanese e dell’economia italiana. Tuttavia non si capisce come faranno a passare i 20 milioni di turisti promessi per Expo attraverso la cruna dell’ago di Linate. Vogliamo che il mondo venga a Milano nella seconda metà del 2015? E’ allora non possiamo che farlo atterrare a Malpensa, l’unico aeroporto nella zona che può gestire un’impennata di traffico in arrivo del genere. Basta una festività qualsiasi a congestionare Linate in ogni sua piastrella, figuriamoci se arrivano cinesi e sudamericani a frotte.

I ragionamenti che si sentono in giro a favore di Linate, francamente a me sembrano cazzate da provinciali che non capiscono che per salvare il city airport, Milano rischia di diventare una città di serie B nel mondo. Linate doveva essere limitato ai voli nazionali. Ora sarà liberalizzato ai voli internazionali. Speriamo non ci sarà un altro miliardario star che si mette di traverso col suo aereo privato nelle striminzite piste di decollo..

Linate? Piuttosto me ne vado a Bergamo!