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Madre Coraggio

by Rosario Gallardo | venerdì 29 aprile 2016

Rispondo a una letterina Gallarda:

“… Riguardo alla domanda sul figlio, era pratica: la paura che un giorno un figlio possa scoprire foto o video hard dei propri genitori sul web è un problema serio, sopratutto se viste anche dai suoi amici e parenti degli amici. Socialmente potrebbe portare problemi grossi al figlio: prese in giro, esclusioni ecc. E mi chiedevo che opinione avevate sulla questione.
Io e mia moglie non mettiamo foto hard su web e viviamo le nostre fantasie di esibizionismo e scambio di coppia solo con la fantasia, proprio per questo motivo.
Le uniche cose fatte in tanti anni di fantasie sono state solo qualche volta in spiaggia nudista e esibizionismo molto soft e controllato in qualche sexy shop all’estero”.

Caro spettatore, tu e tua moglie rappresentate la larga maggioranza. Avete il desiderio di coltivare il vostro erotismo personale e di coppia e, in quanto inseriti nel mondo, di fatto, vi succede di desiderare anche un’interazione con esso. Questo è segno di intelligenza e vitalità e andrebbe bene se non si trattasse di esperienze erotiche; gli ambiti nei quali potete esprimervi senza rischiare di trovarvi in situazioni imbarazzanti sono più unici che rari.

Probabilmente ciò  che farete è continuare a stringere la cinghia vedendo, anche con un certo sollievo, che col tempo l’appetito diminuisce, sopratutto quello della signora. Anzi, si trasforma direzionandosi verso consolazioni più discrete e istituzionali come essere rispettabile, guadagnare e spendere danaro, avere una posizione nella società. Allevare dei figli richiede delle responsabilità e chi non è disposto a sacrificare una parte di se per offrire alla prole la giusta “uguaglianza” educativa non potrà  assicurargli i privilegi di essere uguali agli altri. Se siete fortunati da non essere nati di pelle di un colore diverso, né gitani né arabi né disabili né liberi a ogni costo né, tanto meno, la signora svolge lavori annoverabili nell’ambito della prostituzione, non c’è alcun motivo di farvi carico voi dell’odio e della discriminazione sociale che colpisce un certo tipo di categorie.

A voi è data l’identità solida della conformità sociale, avete le vostre virtù cardinali, la giustizia vi incorona, la prudenza vi domina, la temperanza scandisce le vostre scelte, ora è il momento di rendere omaggio all’umiltà.  Voi non potete fare ciò che facciamo noi. Voi non potete allevare i figli come noi, relazionarvi ad amici e parenti con la nostra autenticità, non potete scopare con la nostra assidua totalità né sfidare la furia popolare e il pubblico ludibrio. Voi potete stare a guardare. Siete spettatori. I vostri figli saranno inseriti nei vostri stessi ingranaggi e penseranno e vedranno il mondo in modo commisurato a quanto voi siete stati disposti a rischiare un cambiamento. La vostra vita sessuale appassirà, l’amore si trasformerà in interesse e la signora potrà finalmente essere la puttana che non ha osato essere; con meno lussuria, ma con tutta la solidarietà del nostro rispettabile consorzio umano. Il vostro modo di trattare la sessualità modella la vostra personalità, determina il vostro rapporto di coppia e coi vostri figli, col danaro, col potere, cambia il senso della vostra vita. Non si tratta di quanto siete spregiudicati, di se scopate appesi al soffitto o allo stadio durante i campionati di calcio. Ciò che fa la differenza è ciò che succede dentro di voi, nel corpo, nella mente, nell’animo. Quando a ogni sollecitazione erotica rispondete con un “non si può” state perpetuando un comando educativo. Quante fantasie ricacciate nell’ombra? Quanti sobbalzi ha la signora dentro di se durante una giornata? È sempre un “no” la risposta? Il piacere del desiderio che innesca un fremito di paura… E’ quella paura che da a voi un posto nel mondo, un posto che pagate con la sottomissione a un’autorità che vi chiama all’attenti ad ogni istante. L’importante non è che il vicino non sappia che voi avete dei trascorsi sessuali con amici, cosa che fa o desidera fare un enorme numero di vostri vicini. Ciò che conta e che voi vi rinunciate o, in caso contrario, che ve ne vergogniate. Nel non rendervi conto che si tratta di una liturgica celebrazione volta a consolidare un vostro atteggiamento esistenziale, la fantasia crea mitiche e apocalittiche punizioni possibili o motivazioni per cui state rinunciando a godere. E’ una cosa che tende a meccanicizzarsi, ma parte da uno stravolgimento profondo della natura umana. Tenerci vivi, ma inoffensivi. A me capita di avere paura? Si. Molto spesso. Alcune mattine mi sveglio che ho già paura. Altre volte mi viene di colpo, magari qualcuno è scortese e io penso che è perché pensa che io sia una poco di buono. Quando sento lo spavento, agisco contro corrente e creo pornoestetica come liturgia del contrattacco. Immagino come una corda che mi vuole avvolgere i polsi manipolando le mie idee, mettendo al primo posto il passare inosservati, il non dare fastidio. Allora io agito i polsi per non farmi acchiappare. Probabilmente sto combattendo contro qualcosa di invisibile o forse sono solo pensieri-gabbia. Sento la paura fredda e muta esplodermi dentro e diventare energia, l’energia del guerriero. La mente torna lucida, rialzo lo sguardo e non ho più paura. Voi invece vi consacrate all’ubbidienza attraverso una sollecita rinuncia, in virtù del vostro rassicurante conformismo. Noi e voi siamo diversi. Abbiamo un modo diverso di reagire alla stessa paura. Abbiamo valori diversi, lottiamo in direzioni opposte. Noi non ci assomigliamo. Eppure vi rispondo. Vi rispondo che io mi alzo spesso al mattino col cuore tremante e, quando capita, la mia giornata è tetra. Ho paura per i figli, per il lavoro, per l’incolumità della mia persona. Ma nessuna paura farà di me una vile. Se perdessi il mio coraggio perderei me stessa e non sarei più degna nemmeno di farmi chiamare madre dai miei figli. Volete un consiglio? Osate. Non serve che facciate i divi del porno per prendervi qualche libertà. Ma, se la mente ha immaginato e il cuore approva, non dovreste rinunciare per paura. Questa vita è qualcosa di più di una lapide distinta per distinti cittadini, c’è altro in cui scorre la vostra esistenza, qualcosa che della morale contemporanea non si cura affatto. E se la vita è un flusso d’energia e voi la reprimete solo per essere bravi e ubbidienti consumatori avrete sprecato una chance: la vita stessa.

 

Donne o coppie che desiderano avere maggiori informazioni e partecipare ai miei laboratori di erosdinamica, possono scrivermi a photogallardo@gmail.com mettendo nel soggetto del messaggio, appunto,: “erosdinamica”.