MilanoX

News & Eventi Eretici

Tweet storm

Loading...

Smogville

Macao? Ciao! Funerale il 5.10 Palazzo Marino

By Amatore Sciesa | martedì 18 settembre 2018

Il caso Macao, l’annunciato sgombero pilotato dell’ex sede del macello di proprietà del Comune di Milano, sta svegliando anche i più sonnolenti. Quelli della ‘Giunta che conta’, del ‘Meno peggio’, del ‘Fate il gioco di Salvini’. Quelli che in questi 8 anni hanno preferito ingoiare la merda pur di non criticare il dogma arancione: dalle exporuspe delle vie d’acqua al milione di metricubi di aree agricole bitumate tra il Gallaratese e Pero, dagli stipendi d’oro dei dirigenti del ‘Vento che cambia’ (chi si ricorda dei 285.000 di Corritore oggi MM spa e dei 187.000 di Baruffi oggi Sea spa?) ai cambi d’uso dello stadio del Trotto, dalle promesse tradite a San Precario coi Precari del Comune di Milano alla querelle Città Studi, dagli aumenti-monstre A.t.m (+ 100% in 7 anni), allo spreco Navigli, dalle decine di portaborse e consulenze amicali, al caso-Goccia, da Piazza d’Armi al Quartiere Ippico e molto (moltissimo) altro ancora.

Una installazione al Macao di viale Molise

Un lungo silenzio indotto anche da decine e decine di iniezioni fatti da progetti, spazi, regalie, concessioni, contributi, assunzioni, convenzioni, assegnazioni: elementi chimici che come è noto inducono sonnolenza, disturbi della memoria, pigrizia e spossatezza, in una parola sola all’assenza di opposizione sociale come il caso Expo 2015 ha mostrato in maniera lampante. Non che la mangiatoia sia iniziata ora, anzi. E’ che la decisione della Giunta Sala, quella di mettere a bilancio tramite il famigerato fondo della BNP Paribas II la grande palazzina di viale Molise di proprietà di Sog.emi. una delle più di 100 di società i cui dirigenti sono nominati da Palazzo Marino, ha portato alla luce del sole ‘l’arcano imperii’: qual’è il vero motore del potere nella Milano attuale? La gestione delle risorse pubbliche, in primis lo sterminato e devastato patrimonio immobiliare del Comune di Milano che va da terreni in Svizzera a palazzine in centro, da campi agricoli nel Piemonte a ville sul lago Maggiore, dalle scuole a tutte le vetrine al piano terra di via Confalonieri, dagli asili alle Caserme, a decine di esercizi commerciali di lusso senza dimenticare i fondamentali ‘strumenti urbanistici’ del PGT Masseroli-De Cesaris. Forse così si spiegano le accuse pesanti che sono partite dal Macao, con un comunicato stampa in cui da a Palazzo Marino e al partito di maggoranza il nomignolo di ‘Partito dei Defunti’ organizzando un funerale contro il neoliberalismo (forse volevano scrivere neoliberismo?) per venerdì 5 ottobre alle 19 in piazza della Scala. Ora che a finire sotto la scure dei Fondi Immobiliari che servono al Comune per mascherare l’enorme debito accumulato da Expo alle due nuove Metrò, della parte patrimoniale del bilancio, è una delle più riuscite (anzi la più riuscita) forma di sperimentazione di riuso di un immobile nella periferia ‘difficile’ dei quartieri popolari Molise Calvairate, anche i cadaveri si risvegliano dal letargo.

Ecco le case che sorgono al posto di quello che doveva essere il grande parco di Expo

Ecco riapparire gli gli smemorati del vento che doveva cambiare. Fiutano un nuovo 4 marzo per le elezioni europee che sono più vicine di quel che sembra ma c’è già chi spinge più oltre, alle comunali fra due anni; sbraitano cercando di svincolarsi dalla expomorsa disegnata da Sala prima alla Comunicazione con l’assunzione di tutto l’Expo ufficio stampa. Poi nella stessa Amministrazione con l’arrivo di consulenti e dirigenti che avevano lavorato con Sala e le società di Expo (MM spa prima tra tutte) con l’arrivo di Christian Malangone alla Direzione Generale. Il meno peggio, non solo per colpa sua ma per decisioni imposte dal P.D. durante il mandato Pisapia, ha inanellato una serie così lunga di fail, dalla quella macroscopica della Direzione Periferie, all’aumento di abbonamenti e biglietti dell’A.t.m. del prossimo marzo, per finire all’ultimo più piccolo e quasi taciuto ma altrettanto drammatico taglio di 13 unità educative all’Infanzia (con la perdita di centinaia di progetti, 13 funzionarie sul territorio, decine di consigli educativi) che non bastano più i rendering profumati a nascondere la puzza di marcio che si leva da più parti. Ogni funerale che si rispetti può avere due finali. O diventare una pagliacciata con presenze obbligate di parenti, amici e sodali obbligati a salutare il morto per durare altri due anni e alzare la posta in gioco (di spazi comunali vuoti e disponibili, del resto, ce ne sono a bizzeffe), oppure rappresentare un’opportunità di ripartenza per potare i rami malati e dare nuova linfa a un albero marcio che senza movimenti è destinato a produrre frutti sempre più velenosi. Chi ha visto le decine di consulenti di Pisapia aggirarsi tra le sale della Torre Galfa durante l’occupazione di 7 anni fa, ha qualche dubbio. Della serie ci dobbiamo credere? Meglio essere ottimisti: Macao, chi l’ha vissuto, l’esperienza accumulata, l’enorme bagaglio di creatività, produzione, iniziative rappresenta uno dei Beni Comuni più importanti per la città. Anche per i city user. Occhio però, la vostra bara non è ancora chiusa: se ci siete battete un colpo! Milano ne ha bisogno, i barbari già vittoriosi in quasi tutte le periferie spingono alle porte della cerchia e non si vede nessun Sant’Ambrogio capace di placarne le brame.

Exporuspe in azione a Quinto Romano per le Vie d’acqua nell’ inverno 2014. Risultato: un boschetto distrutto, decine di animali uccisi.