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M4: Tagli Alberi Contestati e Aumenti ATM in Vista

| martedì 28 luglio 2015

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ArgonneTagli Lorenteggio

Scritte e manifesti contro il sindaco Giuliano Pisapia (definito Pisapippa) hanno fatto riaccendere le luci dei riflettori sulla vicenda del taglio di oltre 500 alberi ultradecennali in varie zone di Milano per gli scavi della nuova metrò, la linea 4. L’uso dei termini mafia, associati al sindaco, hanno provocato la reazione indignate di tutto il mondo politico milanese. Assemblee, incontri con l’assessore Maran, fiaccolate, ma giovedì 23 luglio, con un blitz alle 4 di mattina per eludere il presidio di cittadini contrari ai tagli degli alberi, il Lorenteggio è capitolato. Stessa sorte è toccata ieri agli alberi dei Giardini di viale Argonne. Nutrita la presenza di agenti di polizia Locale e di agenti dell’ufficio politico della questura Digos a bloccare ogni tentativo di fermo ruspe. Gli addetti hanno tagliato una decina di alti platani (video) che con la loro ombra davano un po’ di sollievo alla parte iniziale di via Lorenteggio, a pochi metri da piazzale Napoli, così come ieri sono stati eliminati i giardini di viale Argonne. Pochi i cittadini a contrastare i lavori, reazione quasi nulla: le motoseghe hanno iniziato la loro opera prima delle 6 mentre in viale Argonne (foto), il numero di contestatori ha convinto la direzione lavori a ad alzare il tiro mediatico, e a posticipare parte dei lavori in agosto quando la città si svuoterà.
Nella stessa sera di giovedì 23 luglio è andata in scena una clamorosa contestazione da parte di una trentina di residenti e attivisti contro i consiglieri di Sel e PD (compreso l’ex verde Carlo Monguzzi) che avevano votato contro la mozione di Mattia Calise dei 5 Stelle per discutere di quanto stava succedendo al Lorenteggio. Il giovane consigliere, già presente a diversi presidi contro la costruzione del canale Via d’acqua al Parco Cave e al Parco Pertini, è da circa due mesi a fianco dei contestatori ed aveva chiesto un dibattito in consiglio sulla questione dei tagli. Tutto inutile. Il PD ha votato compatto contro il dibattito (Gabbai, Gibillini, D Censi e Bertolè su tutti) , insieme a SEL (Gibillini, Mazzali, e Quartieri) contro il dibattito sui tagli, solo Basilio Rizzo e Elisabetta Strada (unica sopravvissuta degli eletti nei comitati x pisapia) si sono astenuti mentre Anita Sonego (Rifondazione), sempre più in rotta di collisione con la maggioranza, ha votato insieme ai consiglieri dell’opposizione. La seduta si è chiusa tra le urla di ‘vergogna’ ‘eccoli i democratici’ e ‘vi chiamate pure sinistra ed ecologia, buffoni’ alle ore 19: il consiglio comunale va in ferie e riaprirà a settembre.
Potevano essere trovate altre soluzioni? Si secondo i comitati dei residenti , nonostante l’aumento dei già enormi costi dell’opera (1 miliardo e 800 milioni di euro) che impegneranno seriamente il bilancio del Comune per decenni. Si parte dai 10 milioni di euro del 2015 ai 52 milioni del 2020 con un picco di 174 milioni nel 2034, anno di scadenza del mutuo contratto. Tra il 2035 e il 2045 a titolo di canone di disponibilità, gli oneri andranno dai 100 ai 122 milioni di euro. Non così sarà per il ‘buco’ del Parco Solari (che in realtà è stato intitolato a Don Giussani, il fondatore di Comunione e Liberazione), dove le azioni legali promosse dai facoltosi (facoltosissimi) abitanti dell’area hanno costretto la Giunta ad approvare un piano molto meno invasivo dell’iniziale, che prevedeva proprio nei giardini in fondo a Via Dezza un enorme buco dove calare la megatalpa per gli scavi della nuova metropolitana che arriverà sino a Linate. Fonti vicine a Palazzo Marino fanno sapere che gli extracosti di altre soluzioni ‘salva-alberi’ sarebbero stati difficilmente sostenibili dal piano di ammortamento, criticato anche da un recente parere della Corte dei Conti della Lombardia, la 224 del 22 giugno 2015. In questo lungo parere, espressamente richiesto dall’organo di revisione del Comune di Milano su questioni inerenti la contrattazione integrativa dei dipendenti, la sezione lombarda dell’organi costituzionale parla espressamente della necessità di rimodulare le tariffe, aumentate del 50% solo 4 anni fa dalla Giunta Pisapia. Il termine ultimo dei lavori è previsto per il 30 aprile del 2022.