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Generazione (A)

L’Urgenza dell’Antifascismo

| martedì 8 settembre 2015

antifascista

Tra le macerie di una città che agonizza avvolta in un triste dibattito che vira dall’opportunità di fare le primarie del centro sinistra per dare un volto al nuovo candidato sindaco in casa Pd ai numeri di un Expo pronto a servire il conto amaro e salato del debito pubblico superiore al miliardo di euro non poteva mancare l’annuncio della festa nazionale di casapound dall’11 al 13 settembre per obbligare il variegato mondo della sinistra a fare delle valutazioni complesse.

La NoExpoMayDay ha tolto ai movimenti le ultime forze propulsive e anche questo rende il dibattito e il dinamismo a sinistra prossimo allo zero.

In questa fase politica la calata dei fascisti del terzo millennio sta arrivando più o meno in un imbarazzante silenzio.

La scorsa settimana si è visto un tardivo coraggio antifascista, mai visto in oltre quattro anni, della giunta arancione e le sue conseguenti dichiarazione, per una volta sembra anche sostenute dall’attivazione politica, affinché la festa non si svolga sul territorio del comune di Milano. Spostare il problema non serve a risolverlo. Esattamente come chiudere le discoteche non fa affrontare la questione sostanze. Certo possiamo anche dire con chiarezza che togliere legittimità e rendere più difficile per certi soggetti avere spazi in città non è una questione secondaria. Però sicuramente non risolve la crescita non tanto di casapound ma di alcuni istanze da loro alimentate.

I movimenti impegnati nel difficile e importante lavoro di appoggio alle comunità migranti di passaggio a Milano si mobiliteranno attorno al ricordo dell’omicidio di Abba domenica 13 settembre in piazzale Duca d’Aosta per una grande happening antirazzista che rilanci il grido WelcomeRefugees e che allo stesso tempo determini gli anticorpi alle stucchevoli e xenofobe presenze di casa pound.

Giovedì mattina con una conferenza stampa casapound Italia presenterà la sua festa, dirà dove si svolgerà, dettaglierà incontri e dibattiti e completerà il programma già in parte reso pubblico sui loro siti e sulle pagine Facebook. Sapremo se e cosa l’attivazione istituzionale è riuscita a fare nel tentativo di spostare la festa. 

Che poi non c’è molto da sorprendersi se i fascisti capeggiati da Iannone hanno deciso che Milano è la sede della loro festa nazionale. Un annetto fa abbiamo visto le prove generali di dialogo e alleanza tra la Lega di Salvini e casapound con il corteo del 18 ottobre. Un dialogo che è continuato e che ora va a saldarsi anche ed in prospettiva del percorso elettorale della primavera 2016. Tutto secondo i piani. Tutto nella costruzione di una forza politica di estrema destra. Casapound non è sola, va pensata in alleanza con la lega nord, e così la lega di Salvini non può non essere considerata uno dei soggetti del neo-fascismo italiano. 

Spostamento, cancellazione, presidi antirazzisti e antifascisti tutto utile tutto inutile. L’avanzata di una cultura/non cultura alimentata, anche dalla crisi e dalle difficoltà economiche diffuse, della destra estrema rende sempre più necessaria una riflessione approfondita su quali siano i contorni ideologici del fascismo di oggi e quindi quali sono i soggetti che lo rappresentano. Non solo. Capire che cos’è oggi il fascismo traccia nettamente quali sono anche i confini e le politiche antifasciste necessarie. E’ chiaro a tutti e tutte che la memoria ed il ricordo del ventennio non siano più un qualcosa capace di contenere le derive della società. Anche questa non è una novità. La storia dopo alcune generazioni diventa materia scolastica e non memoria viva. Non basta. Va superata. Oggi l’antifascismo va definito. L’urgenza di un antifascismo al passo con i tempi dal punto di vista dell’ideologia, della cultura e delle pratiche è palese, anche per evitare le folli, e fasciste, derive rosso-bruniste alimentate dalla logica del “nemico del mio nemico è mio amico”. Folle e pericoloso dire non esiste più una destra e una sinistra ma solo un sopra e un sotto e quindi sostenere, capire, e legittimare la necessità di un’alleanza tra chi subisce il capitalismo senza barriere e confini. Necessario capire per agire, necessario mettere assieme teoria e pratica nell’antifascismo (e non solo). Necessario e difficile iniziare questa riflessione profonda senza però fermare l’attività giornaliera. Come dire che nell’imperfezione non possiamo abbandonare il campo ma allo stesso tempo una continua coazione a ripetere senza un’attenta messa in discussione non può che renderci sempre più inadeguati.

Ribadire che siamo nettamente diversi da chi predica nazionalismi, barriere, muri, confini, la negazione delle differenze e dei diritti civili ed individuali e che il nostro mondo contiene molti mondi è urgente e necessario.