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l’ultimo Hackmeeting prima del 2012

| domenica 19 giugno 2011

Sta per arrivare l’HACKMEETING, o come dicevan tutti: HackIT.

by dan (Daniele Salvini)

Come ogni anno la comunità hacker Italiana si organizza e ritrova in un luogo libero. Talvolta il luogo lo libera anche, come a Parma nel 2006, oppure viene ospitata, come quest’anno a Firenze, ma sempre il passaggio a sciame di hacker da tutta Italia lascia sul luogo un’eredità di componentistica, interruttori trifase funzionanti e una cablatura hardwired che contribuiscono a migliorare e liberare ulteriormente il posto. Oltre che informazioni e conoscenza naturalmente. Tutte le informazioni su it.hackmeeting.org

Il primo Hackmeeting si svolse a Firenze nel 1998, da allora si è ripetuto con cadenza annuale nelle diverse città d’Italia. Cosa distingue il convegno Hackit dai numerosi altri convegni di smanettoni, esperti di sicurezza, difensori della Privacy, programmazione, utilizzatori di Software Libero, gruppi di utilizzatori GNU/Linux e maghi riuniti della comunicazione 3.0 che avvengono sul territorio Italiano? Innanzitutto la comunità è vastissima, vivace e eterogenea e si mantiene in contatto tutto l’anno con una mailing list, inoltre è un evento no-profit e autogestito sul metodo orizzontale del consenso, non ci sono ospiti o fruitori ma solo partecipanti, ma soprattutto è il non essersi mai voluti staccare da una connotazione politica, làddove altri se ne lavavano le mani alla modalità USA: “un hacker non si occupa necessariamente di politica, si occupa solo di far funzionare una macchina”, l’Hackmeeting continua imperterrito a rivendicare con orgoglio quelle radici antifasciste, antirazziste e antisessiste che connotano il resto del movimento. La macrodifferenza tra le comunità hacker Americane e quelle Europee è sempre stato quello di riconoscersi, in Europa, una funzione politica e un’eredità storica. Da Seattle/Genova in poi è stato sempre più chiaro che “everything’s is fucking politic”, per dirla cogli Skunk Anansie. Per invece dirla colle parole del primo convegno: “numerosi fanatici della comunicazione telematica orizzontale si ritrovano intorno a totem di connettività e hardware per sperimentare e discutere dell’uso sociale, tecnico e politico di modem e affini”.

Chi ha partecipato negli gli scorsi anni ad un Hackmeeting sa già cosa aspettarsi: i due giorni di venerdì e sabato pieni dal mattino a notte fonda di seminari, in genere se ne svolgono anche 3 in contemporanea e dunque è bene farsi una mappa di quello che si intende seguire, in ambienti piacevoli, rilassati, aperti e macho-free. Si può bere e mangiare assistendo alle lezioni, è consigliabile portarsi un computer portatile per prendere appunti. La connettività è incentivata all’interno, tra i mille partecipanti per scambiare e dunque non è detto che coll’esterno funzioni sempre a meraviglia (la mail la leggi domani).
E’ un’occasione per avvicinarsi al software libero e per vedere in faccia, mentre mangiano la croccante focaccina autoprodotta e bevono birra in ecologici bicchieri di mais, quei pericolosi hacker di cui sembrano ancora parlare i giornali quando si allarmano per un qualche reato informatico e scoprire invece che sono fantasiosi, ecologici e rispettosi oltre che desiderosi di insegnare e imparare.

Non mancano i seminari di base per chi si avvicina oggi alla nobile arte né quelli avanzati per chi aspettava il momento di incontrare qualcuno che gli spieghi senza reticenze quel voo-doo che voleva imparare da tempo. Né mancano le novità e le provocazioni, cosa che attira i giornalisti speranzosi di ricavare un articolo originale. Non ci si fa mancare neanche l’annuale sberleffo ai media tradizionali, di solito costruito in maniera estemporanea come bufala (hoax in gergo) data in pasto al giornalista avventato e superficiale. Come payback per essere stati demonizzati dai media per anni.

Si può dormire in tenda e sacco a pelo nell’ampio giardino alberato, o prenotare un albergetto vicino. Il vitto è garantito ma per il resto ci si deve organizzare, vedrete camper pronti a tutte le intemperie e tremule tendine canadesi dove si dorme in tre sbronzi e vestiti coi piedi fuori. Per seguire bene un Hackmeeting ci vuole un fisico bestiale. I seminari non si interrompono mai e c’è anche chi non dorme proprio per non perdersi nulla. La notte avvengono i seminari più improbabili, da capannelli alcolici organizzati sul momento in vista di un interesse diffuso ai ghost-talk, seminari in penombra che iniziano colla frase: “questo seminario non è mai avvenuto”. La sera si gioca e si balla musica elettronica, il kaos è visto come un plus.

E se per i molti vecchi che l’iniziarono nel 98 è anche un appuntamento per rivedersi e bere qualcosa assieme perché gli è grato l’odore del saldatore la mattina, per i più giovani è l’occasione di conoscersi e vedere la base di quelle radici.
Aumentano cogli anni i seminari DIY, Do It Yourself, sul come fare da soli e meglio. L’anno scorso a Roma si sono tenuti DIY erboristici, autoproduzione di rimedi officinali e detergenti, laboratorio di panificazione con pasta madre e autocostruzione di pale eoliche. Il tutto con cura, partecipazione e tanto ammore. Scambio e libera comunicazione. Chiunque desideri farsi coinvolgere nell’organizzazione è benvenuto. Non puoi mancare.

Dove e quando si svolge?
Si svolge al CSOA Next Emerson, via di Bellagio 15 a Firenze.
Da venerdì 24 a domenica 26 giugno 2011.
Ingresso a sottoscrizione libera.

Cosa si impara all’HM?
Dai pure un’occhiata ai seminari!

link utili

http://it.hackmeeting.org/faq
http://www.csaexemerson.it/
http://it.hackmeeting.org/seminari.html
https://secure.wikimedia.org/wikipedia/it/wiki/Hackmeeting