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L'Ultimo di Nick Hornby è Lassativo

| mercoledì 27 novembre 2013

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Tutti mi danno del bastardo: un racconto leggero e divertente, ottimo per un buon risveglio intestinale

di Elena Della Valle

Ognuno ha degli scheletri nell’armadio, ma di solito non finiscono sulla rubrica di un giornale, settimanalmente letta da tutti quanti ci conoscono. Questa cadenzata tortura, invece, tocca al protagonista di Tutti mi danno del bastardo, l’ultimo racconto di Nick Hornby. Il lavoro lascia un retrogusto di incompiutezza e non aggiunge molto alla produzione dell’autore. Tuttavia, come lettura mattutina, da tenere accanto ai sanitari, può risultare gradevole e farci iniziare la giornata con un sorriso. Avvertenze per l’uso: si caldeggia l’acquisto in versione e-book (l’unica ad un prezzo potabile). Diversamente, per il momento sui sanitari, esistono soluzioni più indicate: gutalax, fibre…

“Questa settimana su Twitter hai fatto tendenza per un paio d’ore. Tutti leggono BASTARDO!”

Il voyeurismo mediatico e sui suoi effetti perversi sulle vite private sono i temi portanti di Tutti mi danno del bastardo. Charlie e Elaine hanno da poco deciso di divorziare quando lei, giornalista di grido, dà vita ad una rubrica settimanale dall’eloquente titolo BASTARDO! Vita con l’ex. Lasciato, non dimenticato. Da quel momento, il protagonista è esposto alla gogna mediatica. In un primo momento Elaine è la sola a sembrare diabolica, ma piano piano emerge anche la figura di Charlie, che diventa presto oggetto di gossip tra amici, colleghi e parenti (esilaranti i dialoghi con la madre). Attraverso la rubrica, è messo a nudo in tutta la sua pochezza: uomo inetto, padre assente, amante egoista, Charlie non sa controbattere ai dardi dell’avverso destino, né sa arginare quella stronza della sua ex moglie, di cui è facile preda.

Ritroviamo in questo racconto il piglio brillante e l’ironia un po’cupa di Nick Hornby. Inglese, classe ’57, ha firmato numerosi romanzi di successo, alcuni dei quali trasposti sul grande schermo come Febbre a 90°, Alta Fedeltà, Un ragazzo. Ritorna in questa opera il personaggio maschile caro allo scrittore: quell’uomo emotivamente immaturo, che vaga senza uno scopo tra le insidie della vita amorosa e lavorativa. Lo spunto narrativo è molto interessante, ma l’idea non è altrettanto sviluppata. Similmente, non c’è un intreccio degno di questo nome. Il libro inizia, ma la storia non porta da nessuna parte, infatti, arrivati all’ultima pagina, non si ha la sensazione di un finale: il libro non finisce, ma “smette” e basta. Qualcosa che il lettore può accettare, se è nell’ottica di leggere un racconto. Se invece è convinto di avere un romanzo tra le mani (non parlo solo della lunghezza dell’opera, ma della sua compiutezza: un inizio, uno svolgimento, una fine, un senso dell’opera etc), ne rimarrà deluso.

In conclusione, se avete grandi speranze nei confronti di questo racconto, rischiate di rimanere a bocca asciutta. Però, quando dico che va bene da leggere sul cesso la mattina, non sto ironizzando: se affrontata in maniera un po0 easy, Tutti mi danno del bastardo può essere una lettura gradevole e simpatica.

TUTTI MI DANNO DEL BASTARDO
di Nick Hornby
Guanda Editore
pp.65, troppi euro


ridemente.wordpress.com