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Generazione (A)

Lo Sgombero Lambretta e il Voltafaccia di Pisapia

| mercoledì 27 agosto 2014

lambrettacort

volevo complimentarmi con Giorgio per il suo articolo. non potrò farlo mai più. è una vita di merda. lx

Foto dal corteo di ieri sera: Lambretta in our hearts today, tomorrow, forever – mi è rimasto impresso il commento fra l’incazzato e il rammaricato di un attivista ieri sera: “Ma ti rendi conto che ci hanno ridotto a una mailing list?” – Come col Bulk nel 2000, vogliono sradicare una nuova generazione di sovversivi. Ma queste/i ragazze/i hanno stoffa da vendere e risorgeranno più bravi e cattivi di prima: fortissima la componente delle attiviste del Lambretta e del CASC (la rete studentesca milanese che nel centro sociale aveva un punto di riferimento), che hanno arringato le centinaia di persone convenute al corteo con discorsi freschi, arrabbiati e articolati, mai retorici; e poi era una vita che non sentivo gente così anticonformista, intelligente e preparata come il nuovo collettivo della Bicocca, fra i nodi che hanno animato lo spazio fino a ieri più interessante per il futuro della sinistra anarcoautonoma a Milano, perché quella istituzionale non ha futuro.. af

di Giorgio Salvetti, dal manifesto

Come vole­vasi dimo­strare. Ieri all’alba a Milano è stato sgom­be­rato il cen­tro sociale Lam­bretta. Ormai se lo aspet­ta­vano tutti. Si sapeva che sarebbe suc­cesso que­sta set­ti­mana. Le forze dell’ordine hanno fatto irru­zione ma non ci sono stati scon­tri. Sei anta­go­ni­sti sono saliti sul tetto di una delle vil­lette occu­pate in zona Piola e ci sono rima­sti per tutta la gior­nata men­tre sulla strada si radu­na­vano sim­pa­tiz­zanti in attesa della mani­fe­sta­zione che si è svolta ieri sera alle 20 pro­prio in piaz­zale Fer­ra­villa (zona Piola).

Nelle vil­lette, di pro­prietà dell’Aler, ave­vano tro­vato casa anche alcuni rom che per lo più non si sono fatti tro­vare al momento dello sgom­bero, e una una cop­pia di gio­vani peru­viani con bam­bini che que­sta notte ha dovuto arran­giarsi da parenti per­ché, come spesso suc­cede, i dor­mi­tori offerti dalle strut­ture comu­nali com­por­tano orari e regole impra­ti­ca­bili per chi ne ha dav­vero biso­gno. Si tratta del tipico sgom­bero di ago­sto, e per que­sto tanto più vile e ingiu­sto. Ma soprat­tutto è il secondo a Milano nel giro di un mese. Qual­che set­ti­mana fa infatti era stato sgom­be­rato il cen­tro sociale Zam — e in quel caso era volata anche qual­che manganellata.

Zam e Lam­bretta sono tra le realtà di movi­mento più nuove di Milano e tra le più deluse dalla giunta aran­cione gui­data da Giu­liano Pisa­pia. Si sareb­bero aspet­tate ben altro atteg­gia­mento in tema di cen­tri sociali visto che in cam­pa­gna elet­to­rale il futuro sin­daco aveva pro­messo di tra­sfor­mare Milano in una nuova Ber­lino e visti i con­tatti che inter­cor­re­vano tra gli anta­go­ni­sti e alcuni uomini molto vicini a Pisa­pia. Da palazzo Marino ci ten­gono a pre­ci­sare che que­sta volta è stato sgom­be­rato uno spa­zio di pro­prietà di Aler, l’ente che gesti­sce le case popo­lari e che dipende dalla Regione. Zam, però, aveva tro­vato casa in una ex scuola, ma non per que­sto è stato rispar­miato dalla volontà di ripu­lire la città in vista di Expo nono­stante il pro­prie­ta­rio di quello sta­bile fosse pro­prio il comune.

La giunta aran­cione all’inizio dell’estate aveva ten­tato una media­zione isti­tuendo un tavolo per discu­tere di spazi sociali. Que­sti due sgom­beri però, di fatto chiu­dono la par­tita, almeno per quanto riguarda i cen­tri sociali. Quella trat­ta­tiva è fal­lita e adesso si deve aprire una fase nuova e dif­fi­cile. Tanto più che nel frat­tempo Palazzo Marino ha invece acqui­sito la pro­prietà dello sta­bile occu­pato dal Leon­ca­vallo gra­zie a uno scam­bio con la fami­glia Cabassi. Una mossa che apre a una nor­ma­liz­za­zione senza pre­ce­denti e che basta e avanza per sca­te­nare una cam­pa­gna furi­bonda delle destre oltre a lasciare per­plessi anche molti espo­nenti del Pd.

Dif­fi­cile dun­que imma­gi­nare che il Comune abbia ulte­riori mar­gini di mano­vra per gestire come avrebbe dovuto anche le pre­ve­di­bili nuove occu­pa­zioni di Zam e Lam­bretta. Loro lo spa­zio dovranno pren­der­selo da soli. E lo faranno molto presto.

Fuochi d’artificio contro la sede dell’Aler al termine del corteo:
http://video.repubblica.it/edizione/milano/sgombero-lambretta-fuochi-d-artificio-contro-aler/175613/174258