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Live & Loud

Live & Loud (129)

| lunedì 8 febbraio 2016

Jerusalem in my heart

Buongiorno, questa rubrica procede priva di periodicità e di scadenze, arriva a inizio settimana perchè la settimana inizia col botto, e prosegue con un concerto al giorno per i prossimi nove giorni. Magari non proprio tutti i giorni, ma pur sempre nove concerti.

Giancarlo Toniutti, Massimo Toniutti. Lunedì 8 alle 20 da O’.
Siamo dalle parti della storia dell’industrial italiano, dalle parti per dire proprio lì, in Siberia. Prima il concerto di Giancarlo incentrato sull’opera ‘run’ngynutakinawwi (l’altro lato della tundra)‘, poi l’ascolto in anteprima del nuovo brano di Massimo, ‘pt1. Scraps upon tempered Fields’.

Jerusalem In My Heart. Martedì 9 alle 21:30 Sotto la Sacrestia.
Ecco giungere uno dei concerti che rischiano di restare in top10 da inizio febbraio sino alla fine dell’anno, se non oltre. L’esotico incontro tra il musicista libanese Radwan Ghazi Moumneh e l’artista multimediale Charles-André Coderre, nel gelo del Canada, ha già prodotto un gioiello con l’album ‘If He Dies, If If If If If If’. Dal vivo inonderanno il sotterraneo della Sacrestia di suoni e immagini da guerra calda. Un consiglio spassionato, arrivate presto, perchè lo spazio è piccolo e la gente mormora.

O.R.k. Mercoledì 10 alla Salumeria della Musica.
Un supergruppo un po’ meno super, che a pezzi di King Crimson (Pat Mastellotto) e Porcupine Tree (Colin Edwin) affianca il cantante prog-metal Lorenzo Fornasari e persino la chitarra dei Marta sui Tubi. Le cordinate sono quelle dell’hard-rock, dal grunge al prog, ma tutto sta a vedere come sarà impostato il navigatore.

Defibrillator, Garage Olimpo!. Giovedì 11 al Piano Terra.
Il 9 febbraio era in programma la data italiana del tour dei Motörhead, invece Lemmy ci ha lasciato e bisogna arrangiarsi in altri modi. I due fratelli Smolyn sono bravissimi nella materia, quella dell’arrangiarsi, del creare musica libera e del fare rumore. Cresciuti tanto alla scuola di Brötzmann quanto a quella del noise, quindi a quella di Lemmy come tutti quanti.

Entombed AD, Behemoth, Abbath, Inquisition. Giovedì 11 al Live Club (Trezzo sull’Adda).
Si parla del diavolo, e spuntano le corna al cielo del death metal, con due nomi che han fatto (nel bene e nel male) la storia stessa del genere, più una parte non trascurabile (Abbath) degli Immortal. La risposta più coerente all’esposizione della mummia di Padre Pio.

Pita, Evol. Venerdì 12 a Macao.
Vasopressin incontra Mego, in occasione del ventennale dell’etichetta austriaca che tanto bene fece all’umanità al principio di questo millennio. Si festeggia con i glitch scientifici del grande capo Peter Rehberg (Pita) e con la rave-music sghemba del suo allievo Evol.

Sonido Classics. Sabato 13 allo Yard (fino alle 23) e allo Striptease (a seguire).
Il 13 febbraio è il sabato di Carnevale, con tutto ciò che, nel bene e nel male, ciò comporta. Mentre in tutta Italia il Carnevale casca in settimana, a Milano è stato spostato apposta al sabato, per accontentare quella macchina degli eventi che da sempre fagocita la città-parcheggio. Tra i troppi appuntamenti il migliore sembra quello che parte nel culo di Lambrate e poi scivola verso la Martesana, con una selezione sventagliante di musiche dal mondo più globalizzato che mai (Dj Rupture, Daniel Haaksam, Dj Firmeza, Palm Wine, Nan Kolé, Primite Art e mille altri), dove la globalizzazione è rappresentata ancora una volta dalle basse.

Sunpocrisy, Lamantide, O. Sabato 13 al Cox18.
Da sempre, per sempre, il modo migliore per sottrarsi agli eventi è quello di alzare i volumi degli amplificatori. Conchetta spegne le luci del tourbillon carnevalizio con questo terzetto post-hc. Per chi ha paura dei Navigli, c’è l’alternativa stoner al Lo-Fi con Isaak, Humulus e Jussipussi.

EDIT. Embryo. Sabato 13 alla Cascina Torchiera. 
C’è un altro modo per sottrarsi agli eventi, ed è il sottrarsi direttamente alle leggi della fisica per buttarsi all’avventura oltre il cosmo. Gli Embryo lo fanno da decenni, e se sono ancora qua a raccontarcelo significa che funziona.

Rafael Anton Irisarri, Nicola di Croce. Martedì 16 a Masada.
L’ambient che non rompe i coglioni è il genere musicale del momento. A qualcuno ha rotto i coglioni, ma vabbè, non si può accontentare tutti. La missione dei guaglioni di Plunge comunque è proprio quella di far gioire i primi e far cambiare idea ai secondi. Questa serata è davvero un ottimo punto di partenza.