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Live & Loud

Live & Loud (122)

| mercoledì 25 novembre 2015

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Questa qui che arriva, che si snoda tra gli appuntamenti snocciolati qui sotto, è una settimana piena di incastri interessanti. Ma proprio piena. Ma piena piena piena. Quindi bando alle ciance e sotto a pedalare.

Fulkanelli. Giovedì 26 da Standards alle 20:30.
Paolo Mongardi e Cristian Naldi sono due stakanovisti del rock’n’roll, che avrete già sentito suonare in fin troppi altri progetti (Zeus, Fuzz Orchestra, Ronin…) ma in questo duo scoprono una faccia diversa da quella cui ci hanno abituati. Un rituale di magia nera che si sviluppa grazie alla psichedelia. Il risultato, ovviamente, è imprevedibile.

Andrea Centazzo & Alessandra Novaga. Giovedì 26 a Macao.
Uno è un batterista italiana ma di stanza da decenni negli USA che si porta appresso un curriculum di collaborazioni grosso come un’enciclopedia (inclusi John Zorn, Don Cherry, Fred Frith). L’altra è una delle chitarriste di ricerca migliori del panorama italiano, e pure oltre probabilmente. Ecco quindi un altro risultato imprevedibile.

Pulsar ensemble. Giovedì 26 al Piano Terra.
Quattro batteristi-percussionisti di diverse estrazioni, riuniti nello stesso scantinato dove la prevedibilità non è contemplata. Nemmeno qui.

Sacri Cuori, The Remington. Giovedì 26 alla Sacrestia.
Chi volesse un giovedì più delineato nel destino delle proprie avventure, non esiti a destinare il proprio animo al folk-blues dei Sacri Cuori. Una colonna sonora desertica che vi farà dimenticare l’inverno.

Zu, Alberto Boccardi. Venerdì 27 al Leoncavallo.
Di nuovo gli Zu a Milano, in un tour che ci ha messo anni a ripartire ma che adesso non smette di girare come una trottola e -a quanto pare- di migliorare. A rendere il tutto più gustoso ci pensa l’apertura affidata ad Alberto Boccardi, l’unico valtellinese che fa la spola tra l’Egitto e il Kazakhistan.

Ambassador 21, Femina faber, Cropcircle, Ng. Venerdì 27 al Boccaccio (Monza).
Si sono fatti attendere per un paio d’anni densi di sfighe, ma ora gli Ambassador21 tornano in Italia e giocano in casa in quel del Boccaccio, laddove i volumi forti sono la norma, e questa volta pure un obbligo.

Mondo Generator, Komatsu. Sabato 28 al Lo-Fi.
Il Lo-Fi in queste settimane festeggia il suo compleanno, e piano piano chiama alcuni dei propri beniamini. Stavolta tocca a Nick Olivieri, ex-bassista dei Kyuss e paladino del desert-rock più pestone.

Disappears, His Clancyness. Martedì 1° dicembre alla Sacrestia.
I Disappears sono un oggetto misterioso dei nostri tempi, capaci di alternare splendidi krautismi d’annata a improvvisi sculettamenti oscuri. Li precedono His Clancyness col loro folk-rock sbilenco.

Giant Sand. Martedì 1° dicembre al Biko.
Giù il cappello per sua maestà Howe Gelb, che festeggia il trentennale della sua country-band con un tour in tutto il mondo, che inizierà e finirà nel deserto come sempre.

TAI Small Crowd. Martedì 1° dicembre a Masada.
Si riprende il discorso fatto sopra per Andrea Centazzo e Alessandra Novaga, ma qui si allarga a includere parte della TAI-No Orchestra, qui in versione da piccola folla con Guido Mazzon, Massimo Falascone e Roberto Del Piano ad affiancare i dinamici due.

Blastula. Mercoledì 2 dicembre a Masada.
La scarno duo composto dalla batteria di Cristiano Calcagnile e la voce di Monica Demuru. Un embrione in fase di suddivisione, ma ancora non un organismo completo. Anche a Masada continuerà a trasformarsi.

Immanuel Casto. Mercoledì 2 all’Alcatraz.
Immanuel a Milano arriva sempre con l’inverno, ed è un po’ un peccato perchè una volta almeno sarebbe bello vederlo anche all’aria aperta, nel tentativo di sedurre la luna come ha sedotto già tutto il suo pubblico da un decennio. Per questo Natale queer ci porta in omaggio i pezzi del nuovo “Pink album”: un disco con poche carezze e tanti occhi neri, perchè il dolore arriva ma tu tanto sei già diva.