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Live & Loud

Live & Loud (121)

| giovedì 19 novembre 2015

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Tenetevi stretti, che questa settimana parte forte – fortissimo – più forte che mai, e poi frena bruscamente. Un’inchiodata secca di quelle da far male alle dita. Il proseguimento è solo questione di santi a cui votarsi o non votarsi.

Anton Bruhin, Papiro, Lettera 22, Luca Garino. Giovedì 19 alle 19:30 all’Istituto Svizzero di Milano.
La Piattaforma Fantastica per una volta si tinge di rosso e di croci e si fa svissera. L’occasione è fornita dalla mostra ‘Le Caselle di Anton Bruhin’ e dai field recordings del succitato. Lo accompagnano Papiro, Luca Garino e Lettera 22, ovvero tre personaggi che avrete già sentito a Milano, ma con nomi e progetti differenti. Il tutto in orario tramontizio, sicchè poi ci si sposta altrove che la serata è ricca.

Maurizio Abate, Ottone Pesante. Giovedì 19 alla Cascina Torchiera.
Serata a due facce dalle parte di TRoK!: prima la chitarra di Maurizio Abate, più acustica e intimista che mai, poi il trio romagnolo che ha deciso di risvoltare il metal in chiave tromba-trombone-batteria. E il metal pare aver gradito.

Les énervés + Marco Clivati. Giovedì 19 al Piano Terra.
Gli enervati sono un duo napoletano che si muove, piano piano, dalle parti della musique concrète. Per la data milanese si allargano a ingolbare le percussioni melodiche di Marco Clivati. Il tutto a sottoscrizione libera e volontaria, come sempre da queste parti.

IAMX. Giovedì 19 al Lo-Fi.

Il cabaret decadente di Chris Corner, tra synth-pop ed echi dark, è la risposta più sensata che vi possa venire in mente quando in fila al supermercato vi parleranno di “teoria gender” (ma diranno ghender).

Rolando Bruno y Su Orquesta Midi, the Youth. Venerdì 20 alla Sacrestia.
Dopo un giovedì così abbondante, venerdì toccherebbe alla risacca. Meno male che esistono il rock’n’roll, la cumbia e lo champagne. Se poi girate l’angolo a fine concerto, al Cox18 trovate Caso e i Pueblo People con tutti i loro chitarroni.

Bob Dylan. Sabato 21 e domenica 22 al Teatro Arcimboldi.
Se il venerdì era così così, figuriamoci il sabato. Ma la storia dell’umanità ci insegna che quando l’orizzonte si fa oscuro e la nebbia non si dirada più, lì spunta la vocina stridula di Robert Allen Zimmerman a condurci verso la salvezza. Eggià, la speranza è l’ultima a morire.

Marc Ribot & The Young Philadelphians. Domenica 22 alle 11 del mattino al Teatro Manzoni.
Qualche stolto continua a credere che Marc Ribot non sia il più grande chitarrista vivente. Per questi stolti c’è ancora una buona occasione per pentirsi e sentire quel tocco di corda, unico il mondo, che gli attorciglierà le anime penitenti.

Ensemble Allsax. Lunedì 23 al San Fedele.
Una settimana aperta con gli ottoni che suonano il metal e che va scemando con un ensemble di 35 sax (più due solisti ed elettronica) che partiranno da J.S. Bach per spingersi fino a Terry Riley e oltre. Il tutto spazializzato nell’Acusmonium del San Fedele e nell’universo intero.

Thisquietarmy. Martedì 24 alla Sacrestia.
Eric Quach festeggia 10 anni di droni e chitarre riverberate. Siccome in carriera ha collaborato con mezzo mondo, questo decennale lo festaggia in tour, in giro per mezzo mondo.