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Live & Loud

Live & Loud (119)

| mercoledì 4 novembre 2015

GWAtintype

Nella Milano dopo Expo si sta esattamente come si stava nella Milano di Expo, in cerca di modalità di sopravvivenza per i propri corpi e i propri timpani.
Seguono nove consigli per sopravvivere anche a questa settimana.

Slayer, Anthrax, Kvelertak. Giovedì 5 all’Alcatraz.
E’ chiaro, gli Slayer sono diventati ormai la fotocopia di se’ stessi, con un tour puntuale ogni anno e un disco ogni lustro, maledettamente uguale al precedente. E’ chiaro pure che gli Anthrax siano ormai una bandiera della bollitura. Epperò certi appuntamenti sono comunque sacri, e prima che inizi il Giubileo pare necessaria una preghiera all’Angelo della Morte.

Gordon Ashworth, Panos Alexiadis. Giovedì 5 al Piano Terra.
Nello scantinato di via Confalonieri inizia un trittico di date dalle parti dell’elettroacustica e oltre. L’inizio è fulminante, grazie all’astrattismo magnetico di Gordon Ashworth e alle modulazioni sintetiche di Panos Alexiadis. Insomma, un trip.

Christian Death, Bloody Mary. Venerdì 6 al Black Circus (ex Black Hole).
I resti discutibili di una delle band più folgoranti della storia del goth rock. A occhio e croce (rovesciata) il concerto non avrà nulla a che spartire con cotanta storia, ma non è che questo venerdì abbia molto da offrire.

Boban, Dude Stalker, Rxstnz. Sabato 7 alla Cascina Torchiera.
Ridendo e scherzando, la Torchiera ha raggiunto la veneranda età di 23 anni, una cifra di tutto rispetto da queste parti e una cifra quanto mai simbolica, che non può non essere festeggiata con un sabbah. Tra la cena performativa del sabato e una maratona di iniziative lungo tutta la domenica, si incastra un sabato di festa e musica, con i Boban freschi d’esordio discografica e i Dude Stalker freschi d’esordio dal vivo, seguono dj set di facce note per orecchie storte.

Yemen Blues. Domenica 8 alle 11 del mattino al Teatro Manzoni.
Arriva l’autunno e ritornano le sveglie anticipate domenicali imposte, in sfregio alla convenzione di Ginevra, da Aperitivo in Concerto. La partenza però è davvero energica, con la lezione di geografia funk di Yemen Blues, progetto israelo-yemenita benedetto da John Zorn e Bill Laswell, che trascina nella stessa danza l’oriente e il mediterraneo, i Caraibi e l’Africa nera.

Bologna Violenta, Surgical Beat Bros. Domenica 8 al Lo-Fi.
Serata per stomaci forti e timpani di conseguenza con le due mini-band reduci da uno split condiviso in nome del grind e del disturbo, sociale e mentale.

Acqua sfocata, utilità del fuoco e altre risposte concentriche”. Lunedì 9, dalle 17, in zona Isola.
Alessandro Bosetti ha una vera e propria ossessione per la ricerca sull’uso della voce, e in questa performance la sfoga senza pudore per cinque ore di fila. Una sorta di campionatore umano, in cui Bosetti dirige e manipola i dialoghi di 12 performer non professionisti formati ad hoc. La performance è ospitata in un appartamento del quartiere Isola, all’interno del festival Danae.

Gianni Mimmo / Yoko Miura / VJ Hellstone. Lunedì 9 alle 18 al Murec Studio.
All’interno di uno studio di registrazione che definire storico è dir poco, il sax soprano di Gianni Mimmo si incontra con il piano della giapponese Yoko Miura. Il tutto è accompagnato dal vj-set Hellstone, che sembra un personaggio Marvel ma viene dalla Finlandia.

Spiritsongs. Martedì 10 a Masada.
Shanir Ezra Blumenkranz e Brian Marsella sono di passaggio a Milano e Masada non perde l’occasione di farli risalire sul palco due giorni dopo il live con Yemen Blues. Occasione ghiotta per far nascere un progetto nuovo di zecca, che allarga la formazione al chitarrista Alberto Turra e al batterista Sergio Quagliarella.