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Live & Loud

Live & Loud (115)

| giovedì 8 ottobre 2015

lydon

Sempre in ritardo, sempre sfuocate, ecco la formazione degli 11 live che vanno dalle prossime ore ai prossimi 7 giorni.

Osvaldo Arioldi Schwartz. Giovedì 8 al Ligera.
C’erano una volta le Officine Schwartz, che senza troppa paura di sbagliare potrebbero essere definite la prima band industrial in Italia. C’erano e in parte ci sono ancora, come racconta il film “Da qui alla ruggine” che aprirà la serata al Ligera, completata dal live di Osvaldo Arioldi Schwartz, che delle Officine fu fondatore, e che ha distanza di 30 anni non si è ancora stufato di suonare il suo tubicordo.

Tau, Giona Vinti, Officine Tesla, Stefano Lazzari. Giovedì 8 all’Ex-Cobianchi (Piazza Duomo).

Il secondo dei tre appuntamenti della Veneranda Fabbrica del Suono assume i colori flippanti della Società Psychedelica che ospita i Tau, nuovo progetto di Shaun Mulrooney dei Dead Skeletons. Prima e dopo gli spippoli degli studenti del Conservatorio e la pazza scienza elettrotecnica di Giona Vinti (RXSTNZ).

Lawrence English, Matteo Uggeri. Ancora giovedì 8, a Macao.
C’è una nuova sigla in città, abituiamoci subito perchè è giovane e scattante. Si tratta di Plunge, che esordisce tra le mura amiche di Macao con un’abbinata transoceanica fatta di droni e feedback. Un ottimo punto di partenza.

Dam Funk. Venerdì 9 al Biko.
Ve lo dice il nome, Dam suona il Funk, quello più nero e molleggiato che c’è. A fine serata la Barona vi sembrerà il Queens.

Nick Klein, Maoupa Mazzocchetti, Details, Red Army Fracture, Black Seed. Venerdì 9 a Macao.
Serata marchiata Haunter e Unknown Precept, ovvero techno, EBM e casse drittissime prese malissimo. Un capitombolo nell’oscurità.

˜ Tilde. Venerdì 9 alla Villa Reale di Monza.
L’incantevole trio Faravelli / Malatesta / Ratti porta nel teatrino della Villa un’installazione di registrazioni effettuate lungo la SS36 cui seguirà (alle 21) una nuova performance allargata, a cavallo tra musicisti e pubblico, tra oggetti sonori e strumenti musicali. Un esercizio d’ascolto che non manca mai di sorprendere.
[Da segnalare che un terzo di Tilde, Enrico Malatesta, il giorno dopo è ospite di un altro terzo, Nicola Ratti, per il suo workshop “Battenti” in quel di Standards, a Dergano].

Mechanics for Dreamers. Sabato 10 allo Spazio Nour.
All’ora di cena, non c’è niente di meglio di uno spettacolo in cui a suonare ci pensa il fuoco. Robots steampunk, macchine analogiche ed elementi primordiali, in un live che riesce ad incendiare i sogni.

PIL. Domenica 11 ai Magazzini Generali.
Il reverendo John Lydon non si è ancora stancato di saltare sui palchi, nonostante dai Pistols sia passato ormai quasi un quarantennio, con lo stesso Lydon finito a districarsi tra pubblicità e reality show. Ovvero ciò che ha sempre fatto, di mezzo a dei dischi bellissimi.

King Automatic. Domenica 11 alla Sacrestia.
Più che di una one man band, qui si tratta di un juke box: una montagna di loop stations ad accompagnare il più genuino rythm’n’blues. Nell’abusatissimo linguaggio che vede nella musica un viaggio, King Automatic ci starebbe con piena dignità.

RVIVR, The Smudjas, Sundae. Martedì 13 alla Sacrestia.
Una serata con un così alto contenuto di punk-rock che è meglio tacere e mettersi a pogare.

Otolab “Punto Zero”. Mercoledì 14 a Macao.
L’ultima volta che sono salito su un’astronave, è stato nei campi fuori da Bollate ed era questa stessa navicella: “Punto Zero” è un labirinto circolare di luci e suoni, così disorientante da rimuovere ogni punto di riferimento interiore ed esteriore. Sarà meglio appoggiarsi ben saldi al colonnato di Macao, se poi si vuole ritrovare la strada di casa.