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Live & Loud

Live & Loud (103)

| mercoledì 6 maggio 2015

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Se l’italia è il regno dell’assurdo, Milano non perde occasione per dimostrarsi la sua città-simbolo. Solo qui una manifestazione di 50mila persone che rilanciano un’idea di città contro e oltre la truffa di Expo riesce ad essere dimenticata per 3 vetrine e 10 auto che bruciano. Solo qui l’agghiacciante mediocrità di un Bocelli riesce ad essere riverita come grande iniziativa culturale. Solo qui un sindaco catacombale come il tristo Pisapia riesce a guidare 15mila servi della gleba a testa alta, pronti a mettersi una scopa in culo per ramazzargli la stanza, in una marcia che fa il paio con i quadri Fiat; a 35 anni di distanza ma guidata dalle stesse mani, quelle democraticissime che un tempo si definivano cristiane e oggi manco quello. In marcia per compiacere chi ne voleva fare la nuova Berlino, ma intendeva la Berlino Est di Honecker, con i suoi muri grigi ad immagine di un popolo forzato al silenzio. Una metropoli di merda, che dovrebbe ringraziare chi ancora resiste, e cerca di vivere in una città dove all’ora dell’aperitivo non ci siano spargimenti di sangue, o di detersivo.

Jung An Tagen, Eric Arn, Arbre du Ténéré. Giovedì 7 alla Casa Occupata di Via Gorizia.
La Piattaforma Fantastica si fa sotterranea e a fianco dell’agghiacciante nuova darsena pubblicitaria ospita un trittico da timpani eretti: con la poliritmia di Jung An Tagen, la chitarra di Eric Arn (già sentita nei Primordial Undermind) e questo strano incontro a dorso di cammello tra Canedicoda e Maurizio Abate.

Gnod, Negra Branca. Giovedì 7 a Macao.
Il fatto che la psichedelia sia approdata dalle parti di Macao sembra ancora incredibile, invece è tutto vero, e il lavorone che stanno portando avanti i ragazzi di Communion sta lì a dimostrarlo. Se ancora occorresse una prova, ecco gli Gnod: krautomani dei sobborghi di Manchester che da un decennio agitano l’Europa a colpi di headbanging. Provare per credere.

Goat, Mamuthones. Giovedì 7 al Magnolia (Segrate).
Prima i Mamuthones, che paiono sardi ma invece sono venetissimi e stanno da quelle parti della psych-iatria che svita le cervella. Poi i Goat, che invece vengono dalla Svezia ma sembrerebbe cresciuti sul delta del Niger, con le loro maschere e la loro ritualità che dalla world music si estende ai confini del cosmo. Intorno il Magnolia, che nell’ultima settimana ha preso di slancio la testa della classifica per il “paraculo del millennio”. Portatevi scarpe comode per il concerto, ma è meglio se sono pure impermeabili, perchè di mezzo a tanto lecchinismo è facile che a Segrate ci siano ancora pozzanghere di saliva.

Kina (unplugged). Venerdì 8 al Cox18.
“Re/Search Milano” sta arrivando nelle librerie: la guida alla Milano underground di Agenzia X, una guida a quella città che il Sindaco Mastrolindo vorrebbe cancellare a colpi di spugna. Ma è difficile cancellare una città fatta di librerie e circoli, di centri sociali e bar, di ciclisti e attivisti, di persone insomma. Questa sera al Cox18, uno di quei luoghi che resistono nell’underground cittadino da una vita e oltre, a festeggiare “Re/Search Milano” arriva un pezzettino di una storia enorme: due terzi o due quarti dei Kina, che anche senza gli amplificatori a dieci bastano e avanzano.

Si Non Sedes Is, Juggernaut, Dogs for Breakfast. Venerdì 8 al Lo-Fi.
Questa settimana non c’è la maratona punk-hardcore, c’è la maratona post-hardcore.

King Dude, Council of Rats. Sabato 9 al Cox18.
La Società Psychedelica si dà al folk, e invita questo folletto americano che con voce e chitarra scava nell’oscurità del futuro. In apertura c’è un l’hard-core, tanto per scombinare le carte.

Dance Affliction. Sabato 9 a Macao.
Una lunghissima nottata per vivere il ballo come ultima malattia (incurabile) della società moderna. Due sale, i live set di Grebenstein e Heith, i DJ set di Ancient Methods, Alex Pastore, Lower Order Eethics e Philipp Strobel.

Area. Sabato 9 al Teatro Manzoni (Monza).
Occorre dire ancora qualcosa degli Area? Non saranno più quelli di 40 anni fa, questo è chiaro, anche perchè di mezzo ci si è messa la Morte, ma il loro valore rimane indiscusso. Questa sera, all’interno di Musicamorfosi, suoneranno un omaggio a Gianni Sassi, geniale agitatore culturale per oltre un ventennio di una Milano che non aveva paura di sporcarsi.

Zu. Domenica 10 al Magnolia (Segrate).
C’è ancora qualcosa da dire sugli Zu? Sì, che l’ultimo album è una delusione, ma il loro live resta un trattamento estetico per i timpani. Ricordarsi le calzature anti-saliva di cui sopra.

Agnostic Front, Ruggine, Uprising. Lunedì 11 al Lo-Fi.
Qualcosa ancora da dire riguardo agli Agnostic Front? Da oltre 30 anni una bandiera (in fiamme) dell’hardcore mondiale. Avanti così, finchè pensione non li separi.

Public Service Broadcasting. Martedì 12 alla Salumeria della Musica.
Due tizi inglesi provenienti da un futuro dimenticato di qualche sfortunato serial di fantascienza riesumano Gagarin e partono alla conquista del globo. Come trama non è niente male.

Jörg Hiller aka Konrad Sprenger. Mercoledì 13, alle 20, da O’.
Compositore minimalista, autore di installazioni sonore e di album solisti incentrati sull’interazione tra chitarra elettrica, computer e geometria euclidea. Portatevi il goniometro.