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Live & Loud

Live & Loud (096)

| mercoledì 18 marzo 2015

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Prima che la primavera irrompa e rompa, ecco un festivàl e nove concerti da appuntarsi per la settimana che s’affaccia alle porte.

Festival 5 giornate. Da mercoledì 18 a domenica 22, luoghi vari.
L’undicesima edizione del festival che vuole liberare la Contemporanea dall’occupazione retrograda di Milano si articola su altrettanti luoghi diversi. Due concerti al dì (17:30 e 20:30) che si allargano a tre la domenica. Appuntamenti più croccanti venerdì sera al Dal Verme con Oleksandr Semchuk e Leonardo Zunica (alle prese con Messiaen, Sostakovich e Takemitzu), sabato sera al Museo del ‘900 con la selezione portoghese del Grupo de Música Contemporânea de Lisboa e domenica al Teatro Verdi dove la ricerca vocale di Ljuba Bergamelli accompagnerà il danzatore Simone Magnani.

Uochi Toki. Giovedì 19 al Magnolia (Segrate).
Quando pensi che degli Uochi si sia già detto, scritto e sentito tutto, in genere è arrivato il momento in cui il duo ti sorprende con una novità completa. Così prima è arrivato il disco insieme ai Nadja, e subito dopo -nel senso di adesso- spunta un doppio album mastodontico che ridefinisce il concetto di *rap* e subito dopo lo uccide. Per qualsiasi dettaglio, le loro video-interviste sono abbastanza esaustive.

Daniele Cavallanti “A World of Sound” quartet & Sativa Trio. Giovedì 19 al Piano Terra.
Quattro e tre, sette. Il quartetto ‘geografico’ di Cavallanti si incontra, per caso o forse no, con il trio torinese/napoletano di Pasquale Calò, Jack D’Amico e Walter Forestiere. Quel che accadrà dipende essenzialmente dall’aritmetica.

Emptyset e Francesco Zago. Sabato 21 all’auditorium San Fedele.
Secondo appuntamento di “Inner Spaces”, la rassegna con cui S/v/n irrompe sul palco del San Fedele. Si inizia con il chitarrista sperimentale Francesco Zago che esegue quella montagna di riverbero che è “Electric Guitar Phase” di Steve Reich. Segue il duo dark ambient-dub Emptyset da Bristol con rumore.

Peter Punk, Paolino Paperino Band. Sabato 21 al Lo-Fi.
Questa settimana, al posto della maratona punk, è prevista una lezione di storia locale.

Peter Bernstein Quartet. Domenica 22, alle 11 del mattino, al Franco Parenti.
La componente più avanguardista di Aperitivo in Concerto, esclusa quest’anno dalla rassegna del Manzoni, ha trovato casa al Parenti. Il risveglio anticipato di questa domenica mattina è per un gigante della chitarra jazz moderna.

Lorenzo Senni & Marco Garoni. Domenica 22 al Planetario.
Dopo aver espugnato la Villa Arconati, quelli di Terraforma riescono a conquistare pure il Planetario. E’ un ottimo inizio per la conquista delle stelle ormai prossima e ventura.

Steve Wynn. Domenica 22 al Bloom (Mezzago).
Mr. Wynn non ha parole nuove da dirvi, anzi in tanti momenti pesca a piene mani dal repertorio dei Dream Syndicate, e il naufragar ci è dolce in quel mare.

Andrea Belfi. Lunedì 23 da O’ alle 20 puntualissime.
Da qualche anno ormai, Andrea Belfi va in giro da solo. Accompagnato solo da una batteria che si è talmente arricchita di pezzi da diventare una specie di monolocale. E lui ci si è trasferito, portandosi appresso un arredamento di suoni acustici, elettronici, e di silenzi.

Yevgenya Kimiagar, Trio Tansman, Rhapsodija Trio. Mercoledì 25 presso la Compagnia Alta Pratica d’Arte.
Si riaprono le porte di casa Sacchi, e come spesso capita da queste parti è per un incontro di musiche senza frontiere. Dai canti popolari ebraici all’est europeo passando per Mozard e Haydn per trio d’ance.