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Live & Loud

Live & Loud (079)

| mercoledì 22 ottobre 2014

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Con l’inverno da disgelo alle porte e le spiagge affollate viene da chiedersi che senso abbia restare in questa cazzo di città-parcheggio. Magari qualcosa di buono da sentire potrebbe essere una ragione valida. Ecco ciò che incombe nella settimana che s’accorcia all’orizzonte.

Sebadoh e QUI al Bloom (Mezzago). Giovedì 23.
I Sebadoh sono l’altra band di Lou Barlow, uno che te lo dice già dal nome il suo essere basso, lento, triste e pesante. Dagli anni ‘80 tritano il mondo con il loro noise-rock a bassa fedeltà che non vuole sapere di evolversi. Magari i QUI, con il loro selvaggio anti-hop riescono a dargli qualche nuova idea. (Se il Bloom è troppo lontano, ci sono pure quei boscaioli dei Pontiak all’Arci Ohibò).

Si non sedes is, The New Flesh e Iron. Venerdì 24 al Cox18.
Una bella mattonata di post-hardcore, post-punk e post-tutto tanto per mettere in chiaro qualcosa. Ancora non mi è chiaro cosa.

Flavio Virzì & Simone Beneventi. Filarmonica della Scala. Ensemble Intercontemporain. Venerdì 24, domenica 26 e lunedì 27 a MilanoMusica.
Settimana dopo settimana, c’è sempre spazio per questa fantastica edizione di MilanoMusica dedicata a Romitelli. Venerdì programma elettrico al San Fedele, domenica tanta roba alla Scala dove si suonano pure Ligeti e Debussy. Poi lunedì si torna al San Fedele con l’ensemble in trio che parte da Messiaen e arriva ai quasar.

The Shrine, Dirty Fences, Death Alley, Antares. Venerdì 24 al Lo-Fi.
Gli Shrine sono quei punk che riescono ad andare in spiaggia sullo skateboard anche quando sono completamente sbronzi. Cionostante, non sembrano gente equilibrata. Beati loro.

Drekka e La Vecchia che sussurava alle capre. Venerdì 24 alla Locanda Fantasma (ex-Ortosonico), Pavia.
Per chi se lo fosse perso lo scorso weekend a Bergamo, Mr. D. torna in un’altra Lombardia profonda e lo farà con lo stesso pozzo di creatività.

Macelleria Mobile di Mezzanotte e P.ng5361.bandera. Sabato 25 al Ligera.
Cosa faccia MMM lo si capisce dal nome, fa macello e lo fa benissimo, ma non rispetta le etichette e per questo è relegato in cantina. Sta tra noise e jazz, tra droni e rilievi della scientifica, sta dove uno non vorrebbe trovarsi nel cuore della notte. E questa volta lo accompagna una storia del noise locale.

Mohammad. Lunedì 27 da O’ alle 20.
Trio greco dedito al doom da camera, tra l’elettroacustica e gli echi lontani del folk mediterraneo. Gli orari di O’ sono talmente comodi, che se volete poi potete pure andare a sentire ciò che resta di Marianne Faithfull all’Auditorium.

Lee Ranaldo, My Cat is An Alien. Martedì 28 al Biko.
Resta ancora qualcosa da dire riguardo al vecchio Lee – sempre sia lodato – onnipotente iddio della chitarra elettrica? Sì, resta da sentirlo da solo in acustico. Ecco.

Orion Rigel Dommisse & Eddy Crampes alla Scighera. Sempre martedì 28.
Il folk non era mai stato così pauroso. O forse lo era già stato, ma fatto sta che quelle di Orion Rigel sono canzoni da cacarsi sotto, che spingono dritti dritti nell’oscurità.

Monopoly Child Star Searchers, Dolphins into the Future, Gea Brown. Martedì 28 agli Erreci Studios dalle 20:30.
SaVaNa è tornata. E questa è già la prima lieta notizia, perchè era forte il rischio che, una volta chiusa la Buka, Milano avesse perso pure la sua rassegna di elettronica più pettinata. La seconda buona notizia è che torna libera dagli assilli notturni: cambiano gli orari e con loro i risvegli.

Immanuel Casto e Romina Falconi. Mercoledì 29 all’Alcatraz.
In conclusione di tutto ‘sto listone, quale miglior chiusura? Il Casto Divo timbra puntuale il suo cartellino con il concerto autunnale meneghino. Si accompagna alla sua storica “seconda voce”, a un live completamente rinnovato e alla nuova edizione di “Squillo”, che presto diventerà pure un fumetto. C’è da far tremare le chiappe. E tremeranno.