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Live & Loud

Live & Loud (063)

| mercoledì 21 maggio 2014

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Questa settimana entra nel vivo Novara Jazz, benchè si tratti di un’edizione a cui la crisi economica non ha risparmiato colpi. Ci si potrà chiedere cosa c’entri tutto ciò con Milano, ma da qualche anno a questa parte il jazz è stato praticamente espulso dalla città, a furia di essere cacciato sempre più in periferia ha finito per valicare i confini regionali. Oggi i milanesi amanti della ricerca jazz vanno a Novara, quindi. Alla faccia della gentrification.
Il weekend di Novara Jazz si apre giovedì con Alexander Hawkins e Alex Ward e prosegue nei giorni successivi con un programma talmente fitto che qui non è sintetizzabile, andate a trovarli.

Chiusa la parentesi piemontese, il fine settimana tra le mura cittadine è comunque ricco di suoni di qualità, con i graffiti in bianco&nero di Cox18 a farla da padroni come non accadeva da anni. Da Conchetta si inizia infatti venerdì quando un unione di forze con La Società Psychedelica porta sul palco l’ondeggiante chitarrismo cosmopolita di Sir Richard Bishop, affiancato stasera da Delaney Davidson. Nel frattanto c’è tanta roba, tra l’elettroacustica e il minimalismo sonoro da Macao con Of Rivers and Trains e Mema Verma, l’inossidabile hip-hop radicale dei Coup al Leoncavallo, il nostalgico gothic-punk dei Christian Death al Black Hole e l’arcobaleno di frequenze oscure sintetizzato nello showcase di Otolab al Wave, con Maikko, Au+, Dystopia e Menthos.

E poi, sabato: scelta unica, sovietica, imposta obbligatoria a cui non si può sfuggire. Sabato si torna al Cox18 con l’appuntamento della stagione, ovvero la data milanese dei Chrome, band che spinge un po’ più in alto, oltre le stelle, il concetto di leggenda. Del garage, dell’industrial-rock, della psichedelia, delle invasioni aliene, leggenda soprattutto di se stessi, i Chrome sono imperdibili. Nessuna alternativa è all’altezza, comunque gli allergici alla ressa troveranno pane per i loro denti al Bloom (Mezzago) con il banjo-core di WovenHand, al Live Forum con i Touché Amoré, il peggior nome mai letto per un gruppo post-hardcore, o al Factory con ciò che resta dei Mayhem, l’approccio pensionistico al black metal. Mentre le quote grigie del silicio sono soddisfatte violentemente dalla gang bang di Rxstnz alla Ripa dei Malfattori (con A034, Hyena, Opser e Mbst8) o da quel tamarro di Com Truise al Tunnel.

Occhio alla sorpresa della settimana, per domenica sera, con la one-man-country-punk-band Dad Horse Experience all’Agorà di Cusano Milanino, dal vivo pare sia un’esperienza fiammeggiante.
Proposta unica così come per lunedì sera, quando O’ si apre alla musica classica indiana con il sarod e la tabla di Sougata Roy Chwdury e Federico Sanesi.

Più ricca, esattamente il doppio, è invece la serata di martedì, quando al 75beat arriva Cagna Schiumante, nuovo progetto nato dalle chitarre di Xabier Iriondo e Stefano Pilia e la batteria e voce di Chicco Bertacchini. Basterebbero i nomi per affrettarsi senza nemmeno ascoltare, che tanto poi si esce ugualmente sordi alla fine. Con buona pace della no-wave oscura di Bestial Mouths e Marryme2night al Lo-Fi. E pure del seguente mercoledì di Trust al Wave e Asgeir al Tunnel che diventa pressochè irrilevante, o comunque acusticamente impercettibile.